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Confermati i tagli al Reddito di cittadinanza?

31 Maggio 2019
Confermati i tagli al Reddito di cittadinanza?

La risposta di Tria alla lettera della Commissione Europea: taglieremo i fondi al Reddito di cittadinanza. Ma arriva poi la smentita.

È diventato un giallo la lettera di risposta di Tria alla Commissione Ue secondo cui, in base alle prime indiscrezioni della stampa nazionale, il Ministro dell’Economia avrebbe detto che sarebbero stati fatti tagli al welfare e, in particolare al Reddito di cittadinanza e alla quota 100. I principali quotidiani avevano così detto che il ministro Tria avrebbe confermato quanto già detto da Salvini sulla sua pagina Facebook sulla riduzione del Reddito di cittadinanza. Leggi Reddito di cittadinanza: Salvini vuole abolirlo? Non quindi una cancellazione completa della misura di sostegno al lavoro tanto sponsorizzata dal M5S, ma un ridimensionamento.

È poi giunta la smentita.

Per leggere la versione ufficiale della risposta di Tria all’Ue clicca qui.

Come scrive l’Ansa, «il Mef “smentisce nel modo più categorico le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera che il ministro Tria si prepara a inviare alla commissione Ue”».

“Tali contenuti – si puntualizza dal ministero – non corrispondono alla realtà. Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal Ministro e inviata a Bruxelles”.

“La bozza di lettera da inviare alla Commissione Europea – affermano fonti di Palazzo Chigi – è stata da poco ricevuta dal Presidente Conte, che non l’ha quindi ancora approvata. Peraltro la versione che è stata anticipata dagli organi di informazione non è quella che in questo momento è in visione al presidente Conte”.

“Il Presidente del Consiglio ha appena sentito telefonicamente il ministro Tria e ha concordato con lui di sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità”. “È bene rimarcare la gravità della diffusione di testi, peraltro in versioni non corrispondenti a quelle su cui il ministro Tria e il Presidente Conte stanno lavorando”.

“È bene rimarcare la gravità” della diffusione di un testo diverso da quello su cui stanno lavorando Conte e Tria – dicono ancora fonti di Palazzo Chigi – “trattandosi di questioni particolarmente delicate che incidono su interessi fondamentali dello Stato, e che coinvolgono la delicata interlocuzione con le Istituzioni europee e che possono avere ricadute negative sui mercati”.

Di Maio cade dalle nuvole: «La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? M5s non ne sa nulla», mette in chiaro. «Non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi». Il leader del MoVimento è chiaramente contrario a qualunque taglio alla spesa sociale. E non potrebbe essere altrimenti vista già l’ultima batosta elettorale.

Nella lettera anticipata si scriveva che il governo “sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”.

Continua l’Ansa: «In un altro passaggio della lettera le nuove politiche di welfare vengono esplicitate come reddito di cittadinanza e quota 100. Secondo Tria, il deficit potrebbe quest’anno essere minore di quanto prospettato nelle ultime previsioni ufficiali. “L’andamento dell’economia e il gettito fiscale hanno finora superato le previsioni del Programma di Stabilità. – scrive il ministro – Se il contesto di crescita internazionale non si deteriorasse ulteriormente, l’Italia dovrebbe essere in grado di mantenere questa tendenza positiva fino alla fine dell’anno”. Inoltre, “le nuove entrate non tributarie sembrano destinate a superare le previsioni e l’utilizzo delle nuove politiche del welfare (Reddito di cittadinanza e quota 100) è, finora, inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019. Di conseguenza, le ultime proiezioni del Governo italiano indicano che il disavanzo dovrebbe attestarsi al di sotto delle previsioni della Commissione e che la variazione del saldo strutturale dovrebbe essere conforme al patto di stabilità e crescita anche sulla base della stima dell’output gap della Commissione”».



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