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Giorno libero dopo la malattia

5 Giugno 2019 | Autore:
Giorno libero dopo la malattia

Il giorno di riposo non si perde se cade successivamente al periodo di malattia; non è invece recuperabile se è compreso nel periodo di assenza per malattia.

Il tuo orario di lavoro è distribuito da lunedì a sabato e la domenica è, invece, giornata libera, di riposo. Ti sei ammalato e il tuo medico ha certificato la necessità che ti assenti dal lavoro fino alla giornata di sabato compresa. Ti chiedi dunque se la domenica dovrai rientrare in servizio o se potrai fruire comunque della tua giornata libera. Sai che la legge prescrive che il lavoratore ha diritto a 24 ore continuative di riposo dopo un periodo di lavoro continuato di 6 giorni e dunque non sai se il fatto di restare a casa ammalato abbia intaccato la tua giornata libera, non avendoti consentito di maturarla, in quanto non hai lavorato nei giorni precedenti. Devi sapere che i giorni di riposo sono un diritto inderogabile, dunque se la malattia termina in coincidenza con il tuo giorno libero, potrai certamente goderne. Tieni a mente, però, che se la malattia comprende anche il giorno di riposo, quello sarà da considerare perso e non recuperabile. Vediamo però, in concreto, come comportarsi quando si ha un giorno libero dopo la malattia.

Assenze per malattia

La malattia è una delle circostanze che giustificano l’assenza del lavoratore. Il dipendente ammalato, infatti, ha diritto di non presentarsi al lavoro finché non sarà completamente guarito, con il solo onere di comunicare tempestivamente all’azienda la propria assenza e certificarla.

In particolare, è necessario comunicare al datore il proprio stato di salute: ciò può avvenire telefonicamente, oppure a mezzo e-mail, sms, telegramma, oppure secondo le specifiche modalità stabilite dal Ccnl di categoria.

Oltre alla comunicazione personale all’azienda, il dipendente deve recarsi, in giornata o al massimo entro 24 ore (se la malattia inizia la domenica) dal proprio medico curante, al fine di ottenere la certificazione dell’effettiva esistenza della malattia e la quantificazione dei giorni necessari per guarirne.

Il certificato di malattia viene dunque trasmesso con modalità telematiche all’azienda e all’Inps.

Durante il periodo di malattia il dipendente è tenuto ad essere reperibile presso la propria abitazione nelle seguenti fasce orarie:

  • i dipendenti privati, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00;
  • i dipendenti pubblici dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Inoltre, il lavoratore ammalato deve fare tutto il possibile per accelerare la propria guarigione e non aggravare le proprie condizioni di salute. Diversamente, sarà sanzionabile dall’azienda.

Si pensi, in proposito, al dipendente assente per certificata bronchite che partecipi ad una gara di corsa con condizioni meteo avverse e pubblichi le foto dell’evento su un social network, oppure lo racconti in azienda: in questo caso il suo comportamento certo non può definirsi prudente ai fini di conseguire una pronta guarigione, dunque potrebbe essere sottoposto dal datore di lavoro a procedimento disciplinare.

Il riposo compensativo

Il lavoratore ha diritto, per legge, a fruire di un giorno di riposo settimanale e di almeno 11 ore consecutive di riposo giornaliero.

Con particolare riferimento al riposo settimanale è diritto inderogabile del dipendente beneficiare di 24 ore di riposo ogni 6 giorni consecutivi di lavoro.

Non è previsto che il giorno di riposo debba coincidere necessariamente con la giornata di domenica, potendo l’orario di lavoro essere modellato comprendendo anche la domenica tra i giorni lavorativi, ma concedendo una diversa giornata libera nel corso della settimana, a titolo di riposo compensativo.

Il diritto al riposo settimanale, come detto, è inderogabile, pertanto non può essere negato dall’azienda, né il lavoratore può rinunciarvi.

Cosa accade se hai il giorno libero dopo la malattia?

Essendo il diritto al riposo irrinunciabile, se la malattia termina prima dei giorni di riposo questi non possono essere intaccati o negati dall’azienda sul presupposto che il dipendente la settimana precedente è stato in malattia.

I giorni di riposo, infatti, non si maturano in base ai giorni lavorati, ma spettano di diritto, a prescindere dal fatto che il lavoratore, nelle giornate precedenti sia stato assente o meno dal servizio.

Diversamente, se la malattia cade durante i giorni di riposo e li ricomprende nel periodo di assenza prescritto dal medico, essi non potranno essere recuperati.



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