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Lettera raccomandata anticipata via email

2 Giugno 2019
Lettera raccomandata anticipata via email

Valore legale dell’email e della Pec (posta elettronica certificata): quando è necessario inviare dopo una raccomandata ar?

Alcuni mesi fa ha bussato il postino alla porta per consegnarmi una raccomandata. La spediva un avvocato. Il suo contenuto era identico a una Pec – posta elettronica certificata – che lo stesso avvocato mi aveva inviato, tramite il suo computer, qualche giorno prima. Meravigliato sono andato a recuperare l’email per capire se vi fosse differenza e solo allora mi sono accorto che, sull’intestazione della raccomandata, era scritto Lettera raccomandata anticipata via Pec.

Ora, ci sta che una persona poco esperta di diritto e di informatica non sappia che la Pec ha lo stesso valore di una raccomandata e che pertanto è da sciocchi regalare 4 euro alle poste quando già si ha la prova della spedizione, ma da un avvocato è inverosimile attendersi un comportamento del genere. Tant’è che qualche giorno fa è successa la stessa cosa con un diverso legale. Vizio o ignoranza diffusa? Proprio questo episodio mi ha portato a voler dare qualche chiarimento in più sull’argomento, prendendola però più alla larga e iniziando proprio dalla lettera raccomandata anticipata via email. Che senso ha? Ha valore legale? Cerchiamo di dare tutte le informazioni del caso.

Email semplice: ha valore legale?

La legge non dà alcun valore legale all’email semplice, anche se è stato impostato l’invio della conferma di apertura del messaggio. O meglio, le cose stanno un po’ diversamente. Di per sé l’email può avere valore di prova documentale solo se, in giudizio, il destinatario non la contesta. “Contestarla” significa dire di non averla mai ricevuta. Il che è fin troppo facile da dire ed è, anzi, la prima cosa che si fa nel caso in cui venga esibita un’email compromettente. Facciamo un esempio.

Immagina che un’azienda rivendichi verso di te il pagamento di un abbonamento a un servizio online per il quale però sostieni di non aver mai ricevuto le credenziali di accesso con l’username e la password. Non avendo potuto utilizzare il servizio non sei disposto a pagare la fattura. L’azienda però esibisce una stampa dell’email che ti è stata spedita con allegati i codici in questione. Tu la contesti subito: «questo messaggio non è mai arrivato nella mia casella». Ebbene, così facendo quell’email non ha alcun valore legale e non serve a dimostrare nulla.

Se, invece, non contesti l’email (magari perché ti dimentichi di farlo), questa acquisisce automaticamente valore di prova contro di te.

Perché mai questa regola? L’email semplice non garantisce al mittente la prova del ricevimento del messaggio da parte del destinatario, come invece succede con la Pec o la raccomandata; per cui, se quest’ultimo dovesse sostenere di non averla ricevuta, non potrà dimostrarsi il contrario.

La contestazione – dice la Corte di Cassazione – deve però essere credibile. Non basta dire «Non ho ricevuto nessuna email» se ci sono comportamenti che dimostrano il contrario. Così, ad esempio, se dovessi rispondere all’email non potresti poi affermare di non averla ricevuta. Per questa stessa ragione la Suprema Corte ha ritenuto valida un’email di licenziamento che era stata, dal destinatario, inoltrata ai suoi colleghi per denunciare il comportamento del datore di lavoro; in questo caso, essendoci la prova della ricezione, non poteva essere credibile alcuna contestazione.

Raccomandata anticipata per email

È quindi naturale e del tutto sensato inviare un’email solo per anticipare il contenuto di una raccomandata: l’email servirà per far arrivare prima la comunicazione mentre la raccomandata assicura al mittente la prova dell’invio. In questo modo, si eviterà il rischio di imbattersi in eventuali contestazioni da parte del destinatario. Fermo restando che, se quest’ultimo dovesse replicare all’email, si potrebbe utilizzare la sua risposta come dimostrazione del ricevimento.

In alcuni casi, però, la raccomandata è richiesta dal contratto (come nel caso di disdetta dell’affitto o di un abbonamento a un’utenza). In quel caso, non potrà essere sostituita da altri tipi di comunicazione.

Raccomandata anticipata via Pec

La Pec – posta elettronica certificata – è nata proprio per sopperire ai problemi della email semplice e per fornire, al pari di una qualsiasi raccomandata, la prova legale dell’invio e del ricevimento. Anzi, la Pec dà anche la prova del testo contenuto nell’email. Ecco perché spedire una raccomandata, dopo aver già inoltrato una Pec, è del tutto inutile ed è solo uno spreco di soldi. Si ricordi però che chi invia la Pec deve conservare anche le due email di ricevuta che il gestore inoltra al mittente: sono queste le prove legali di spedizione e ricevimento (che sostituiscono la cartolina di ritorno della raccomandata).



3 Commenti

  1. … sempre a patto che la pec abbia come destinatario un altra pec…
    Le pec inviate ai normali indirizzi e-mail non hanno infatti alcun valore, si basti esaminare la ricevuta di consegna…

    1. Puoi trovare maggiori informazioni nei nostri articoli:
      -Nullità notifica a mezzo pec. Notifica a mezzo pec: cos’è e come funziona? Quando si può notificare attraverso la pec? Cosa sono i registri pubblici? Quando la notifica via pec è nulla? https://www.laleggepertutti.it/273411_nullita-notifica-a-mezzo-pec
      -Quando una Pec ha valore legale https://www.laleggepertutti.it/216349_quando-una-pec-ha-valore-legale
      -Notifica con PEC: se l’indirizzo del destinatario non è attivo https://www.laleggepertutti.it/56544_notifica-con-pec-se-lindirizzo-del-destinatario-non-e-attivo
      -Che differenza c’è tra la Pec e la raccomandata? https://www.laleggepertutti.it/145475_che-differenza-ce-tra-la-pec-e-la-raccomandata

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