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Casa coniugale: vietato sostituire le chiavi in attesa della sentenza

30 aprile 2013


Casa coniugale: vietato sostituire le chiavi in attesa della sentenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 aprile 2013



Anche in presenza di un comportamento violento nei confronti del coniuge, è vietato allontanare “con la forza” di casa il marito o la moglie.

 

Ha diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali il coniuge che non può entrare nella casa coniugale perché, a sua insaputa, l’altro ha cambiato la serratura alla porta d’ingresso.

È infatti contrario alla legge cambiare le chiavi dell’appartamento per impedire all’altro coniuge di entrare nell’appartamento, nonostante tra i due sia in corso una causa per la separazione. Secondo il Tribunale di Pisa [1], bisogna necessariamente attendere l’esito del provvedimento del giudice (temporaneo o provvisorio che sia) per poter privare del possesso l’ex convivente. Se ciò non si è ancora verificato, si rischia di dover pagare un cospicuo risarcimento per aver violato il diritto costituzionale alla casa familiare [2].

Il caso deciso dal giudice toscano risulta ancor più eclatante se si considera che la moglie aveva accusato il marito, non solo di totale indifferenza nei propri confronti, ma anche di condotte violente.

Dunque, secondo il tribunale, va tutelato innanzitutto quel rapporto di “detenzione” che lega il coniuge alla casa coniugale, rapporto che solo un provvedimento del giudice potrebbe interrompere o un comportamento volontario del coniuge stesso che decida di abbandonare spontaneamente e in modo definitivo il tetto.

Anche se è in corso una causa di separazione, se uno dei due coniugi non ha abbandonato spontaneamente la casa coniugale non può essere allontanato con la forza dall’altro, a meno che non intervenga un provvedimento del tribunale che disponga l’assegnazione dell’immobile.

note

[1] Trib. Pisa sent. n. 273 del 13.03.2013.

[2] Art. 2 Cost.

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