Diritto e Fisco | Articoli

Lavoratore in nero col reddito di cittadinanza, arriva la prima condanna

31 Maggio 2019 | Autore:
Lavoratore in nero col reddito di cittadinanza, arriva la prima condanna

Multato e segnalato all’autorità giudiziaria un operaio trovato a lavorare in nero in un cantiere: era beneficiario del reddito di cittadinanza.

Non è solo il datore di lavoro che impiega personale in nero a rischiare pesanti sanzioni: anche le conseguenze in capo al lavoratore irregolare possono essere molto gravi, specie se chi è “pizzicato” a lavorare in nero è beneficiario del reddito di cittadinanza.

Come mai? In base al decreto sul nuovo sussidio [1], il lavoratore che domanda il reddito di cittadinanza, nonostante sia impiegato in nero, rischia dai 2 ai 6 anni di reclusione, in quanto risulta aver utilizzato, per ottenere o mantenere il beneficio, dichiarazioni e documenti falsi o che attestano cose non vere, e risulta anche aver taciuto informazioni dovute. Oltre alla reclusione, il lavoratore in nero beneficiario di Rdc è punito anche con la revoca retroattiva del sussidio, e con l’impossibilità di chiedere il reddito di cittadinanza prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna.

Questo è quanto accadrà, molto probabilmente, a un lavoratore in nero col reddito di cittadinanza, al quale è arrivata la prima condanna: si tratta di un beneficiario di Rdc scoperto, dall’Ispettorato del lavoro e dai carabinieri, a lavorare senza regolare assunzione in un cantiere edile di Cerignola, come riportato in data odierna dalla redazione Ansa.

Il lavoratore in nero perderà l’erogazione del reddito retroattivamente, a partire dalla data d’inizio dell’attività accertata dagli ispettori; gli è stata poi inflitta una sanzione amministrativa di 4320 euro, ed inoltre è stato segnalato all’Inps e denunciato all’autorità giudiziaria.

In ogni caso, non è solo chi lavora in nero a rischiare, ma anche chi lavora “in grigio”, ossia chi, pur essendo regolarmente assunto, percepisce compensi fuori busta (ad esempio utilizzando un finto contratto part time). Ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, cosa rischia chi lavora in nero?

Sanzioni severe, sino alla perdita del sussidio, sono applicate anche nei confronti di chi rifiuta oltre due offerte di lavoro congrue (la prima offerta, se percepisce il reddito di cittadinanza dopo 18 mesi di godimento), e di chi non partecipa alle attività previste dal patto per il lavoro (ricerca regolare di lavoro, partecipazione gratuita ai progetti attuati dal Comune di residenza, ai corsi di formazione, a colloqui e selezioni…). Ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, controlli per chi rifiuta il lavoro.

Considerati i numerosi adempimenti previsti e le severe sanzioni che possono essere disposte, in molti preferiscono rinunciare al reddito di cittadinanza: la rinuncia al sussidio può apparire una scelta giustificabile, nelle ipotesi in cui il reddito spettante a favore del nucleo familiare sia piuttosto basso e gli adempimenti richiesti comportino oneri eccessivi per gli obbligati.


note

[1] DL 4/2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube