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Quanto costa fare appello

24 Giugno 2019 | Autore:
Quanto costa fare appello

Quanto devi pagare se vuoi impugnare una sentenza? Quanto costa il contributo unificato in appello? Cosa sono le spese processuali? E le spese legali?

Non si può certo dire che la giustizia italiana sia economica: fare causa a una persona comporta l’anticipazione di alcune spese che, solamente in caso di vittoria finale, potrebbero essere rimborsate. A ciò si aggiunga la tradizionale lentezza dei processi italiani: il primo grado di giudizio, in media, non dura mai meno di tre o quattro anni. Se intentare una causa è costoso, lo è ancor di più impugnare una sentenza già resa: in altre parole, se la decisione del giudice ti è sfavorevole e vuoi che un altro giudice si esprima sulla stessa questione, dovrai sostenere delle spese ancora maggiori di quelle che hai già sopportato in primo grado. Quanto cosa fare appello? Dipende essenzialmente dal valore della causa: maggiore è la richiesta economica, più grande sarà il contributo unificato da pagare. Se sei in procinto di fare impugnazione contro una sentenza che ti ha ingiustamente condannato, oppure semplicemente sei appassionato di questioni giuridiche, prosegui nella lettura: ti spiegherò, in modo molto semplice e concreto, quanto costa fare appello.

Quanto costa una causa?

Fare una causa ha un costo: questo si sa. Il punto è che, molte volte, chi intende andare in giudizio non sa a quali spese va incontro. Quanto costa una causa? È possibile saperlo in anticipo? In linea di massima, è possibile individuare alcune spese che dovrai obbligatoriamente affrontare e che, pertanto, rappresentano una sorta di costo fisso della causa: mi riferisco alle spese processuali e, in particolar modo, al contributo unificato.

Le spese processuali (o di giustizia) non sono però le uniche che dovrai pagare se vuoi fare una causa oppure vuoi proporre appello contro una sentenza sfavorevole: a queste devi ovviamente aggiungere le spese legali, cioè quelle che dovrai corrispondere al tuo avvocato. Procediamo con ordine.

Spese processuali: cosa sono?

A meno che tu non abbia i requisiti per accedere al gratuito patrocinio, la prima tipologia di costi che dovrai sostenere se vuoi intentare una causa oppure fare appello è quella delle spese processuali. Di cosa si tratta? Le spese processuali sono quelle che la parte deve sostenere a titolo di costo della macchina-giustizia. In altre parole, le spese processuali (o di giustizia, che dir si voglia) sono quelle che servono a pagare l’apparato burocratico, fatto di persone, mezzi e servizi, che la giustizia italiana mette a disposizione del cittadino.

Nelle spese di giustizia rientrano: il contributo unificato; le notifiche a mezzo ufficiali giudiziari; i diritti di cancelleria per il rilascio delle copie degli atti ivi depositati.

Spese legali: quali sono?

Le spese legali, invece, corrispondono all’onorario del tuo avvocato: esse ammontano, pertanto, alla parcella che il tuo legale vorrà chiederti. Nelle spese legali rientra però anche l’onorario dell’avvocato di controparte, nel caso in cui tu dovessi perdere la causa: ed infatti nel processo italiano vige il principio di soccombenza, secondo cui la parte processuale che perde deve pagare tutte le spese, di giustizia e legali, sopportate dalla parte vittoriosa. Mi spiegherò meglio nel prossimo paragrafo.

Principio di soccombenza: cos’è?

Devi sapere che, se fai causa ad una persona e il giudice ti dà torto, è molto probabile che la sentenza ti obblighi a pagare le spese legali e processuali della controparte. In pratica, chi perde paga: è questo il senso del principio di soccombenza.

Lo stesso nel caso in cui tu faccia appello: anche in una causa di appello, infatti, chi perde può essere tenuto a pagare le spese processuali di controparte, oltre che le spese legali, cioè il costo dell’avvocato.

Cos’è il contributo unificato per fare appello?

Nell’introduzione ti ho già anticipato una cosa importante: nelle spese processuali rientra il contributo unificato. Di cosa si tratta? Il contributo unificato è un tributo che deve pagare colui che intraprende una causa civile, amministrativa o di lavoro, se non è in possesso dei requisiti che gli consentono di accedere al gratuito patrocinio.

Più nel dettaglio, il contributo unificato è un tributo che ha sostituito le imposte di bollo sugli atti, la tassa d’iscrizione a ruolo, i diritti di cancelleria e quelli di chiamata in causa dell’ufficiale giudiziario. In pratica, il contributo unificato sostituisce ogni altro tributo, di modo che il cittadino che deve adire la giustizia dovrà effettuare un unico pagamento.

Se vuoi fare appello, dunque, dovrai pagare un contributo unificato che è commisurato al valore della causa: se, ad esempio, chiedi un risarcimento di ventimila euro, dovrai pagare il contributo previsto in misura fissa per una causa di tale valore.

Appello: quanto costa il contributo unificato?

Per capire quanto costa fare appello, puoi fare riferimento ai valori qui di seguito indicati:

Valore della CausaContributo
Valore fino a € 1.100,00€ 64,50
Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00€ 147,00
Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00€ 355,50
Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00€ 777,00
Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00€ 1.138,50
Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00€ 1.821,00
Valore superiore a € 520.000,00€ 2.529,00

Nella tabella che ti ho appena illustrato trovi, sulla destra, l’importo del contributo unificato che devi versare nel caso in cui tu decida di impugnare una sentenza e fare appello.

Come anticipato, ricorda che il contributo unificato rappresenta sì il grosso delle spese processuali, ma non sono l’unico motivo di esborso: ricorda di aggiungere le spese di notifica alla controparte (che ti illustrerò nel prossimo paragrafo) e gli eventuali diritti di cancelleria nel caso in cui il tuo avvocato dovrà estrarre copie di atti.

Infine, ti ricordo che al contributo determinato così come da tabella sopra, va sempre aggiunta una marca da bollo da 27 euro.

Le spese di notifica dell’appello

L’appello si propone mediante atto di citazione che deve essere regolarmente portato a conoscenza della controparte processuale, cioè di chi ha vinto la causa in primo grado. Questo significa che, nel computo delle spese che dovrai affrontare per fare appello, dovrai inserire anche quelle di notifica.

Ogni atto giudiziario deve essere notificato al destinatario: per farlo, l’avvocato deve recarsi dagli ufficiali giudiziari. In alcuni casi, può essere lui stesso abilitato a farlo: se un tempo il difensore notificava a mezzo posta, oggi la notifica può tranquillamente avvenire mediante posta elettronica certificata, praticamente a costo zero.

Di seguito i costi di notifica quando ci si reca dall’ufficiale giudiziario.

Costo notifica a mezzo posta

Se la notifica viene effettuata dall’ufficiale giudiziario attraverso le poste, il costo da sopportare è fisso; il problema è che, oltre a pagare normalmente le spese postali, dovrai sostenere anche i diritti spettanti all’ufficiale giudiziario.

Questi ultimi sono così quantificati:

  • notifica ordinaria (cioè, senza urgenza) a mezzo posta fino a due destinatari: 2,58 euro per diritti;
  • notifica ordinaria da tre a sei destinatari: 7,75 euro;
  • notifica ordinaria oltre i sei destinatari: 12,39 euro;
  • notifica urgente a mezzo posta fino a due destinatari: 3,87 euro;
  • notifica urgente a mezzo posta da tre a sei destinatari: 11,62 euro;
  • notifica urgente a mezzo posta oltre sei destinatari: 18,58 euro.

Pertanto, alle spese di invio ordinario richieste dalle poste (le quali variano in base al peso dell’atto e che difficilmente saranno inferiori ai sei o sette euro) dovrai aggiungere i diritti spettanti all’ufficiale giudiziario, così come appena indicati.

Tieni conto inoltre che, se il convenuto non si trova a casa quando passa il postino o l’ufficiale giudiziario, gli viene spedita una raccomandata con cui lo si informa della giacenza dell’atto. Se così dovesse essere il costo di questa seconda notifica viene posto a carico dell’attore, con un aggravio di circa 6,50 euro.

Costo notifica a mano

Diverso è il discorso se la notifica avviene a mani. In questo caso non bisogna considerare la spesa della raccomandata ma bisogna versare l’indennità di trasferta dell’ufficiale giudiziario. Il prezzo da versare varia in base alla lontananza del luogo ove l’ufficiale deve recarsi per consegnare l’atto.

L’indennità dovuta all’ufficiale segue questi criteri:

  • fino a sei chilometri: 2,25 euro;
  • fino a dodici chilometri: 4,08 euro;
  • fino a diciotto chilometri: 5,65 euro;
  • oltre i diciotto chilometri, per ogni percorso di sei chilometri o frazione superiore a tre chilometri di percorso successivo, nella misura di cui al precedente punto (5,65 euro), aumentata di 1,19 euro.

Appello: quanto può costare?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo provare a calcolare quanto può costare una causa d’appello. Facciamo un esempio. Se in primo grado hai chiesto un risarcimento di diecimila euro e il giudice te l’ha negato, puoi impugnare la sentenza e chiedere al giudice di appello di riformare la decisione sfavorevole e di darti ragione. Per farlo, dovrai pagare un contributo unificato pari a 355,50 euro.

A ciò si aggiunge la notifica che dovrai fare alla tua controparte: se scegli la notifica a mezzo posta curata dagli ufficiali giudiziari, e il destinatario (cioè la controparte) è solamente uno, allora potresti cavartela con poco più di dieci euro; altrimenti, le spese aumentano come da valori che ti ho indicato nel paragrafo precedente.

Se la controparte è una persona giuridica, pubblica o privata, ricorda che è molto probabile che essa abbia una pec: di conseguenza, il tuo avvocato potrebbe effettuare la notifica mediante invio di posta elettronica certificata, così da farti risparmiare i costi della notifica a mezzo ufficiali giudiziari.

Per una causa del valore di diecimila euro, quindi, dovrai sostenere, come spese processuali fisse, il costo del contributo unificato (pari a 355,50 euro), della marca da bollo a titolo di diritti di cancelleria (27 euro), dell’eventuale notifica e, ovviamente, delle spese legali, cioè dell’acconto che l’avvocato ti chiederà.

Se, invece, intendi fare appello per una causa dal valore di trentamila euro, allora il contributo unificato che dovrai pagare sarà di ben 777,00 euro; le restanti spese restano invariate.



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