L’esperto | Articoli

Dichiarazioni della persona offesa: ultime sentenze

26 Giugno 2019
Dichiarazioni della persona offesa: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: dichiarazioni della persona offesa; attendibilità della persona offesa; violenza sessuale; concussione; maltrattamenti in famiglia; responsabilità dell’imputato; indagini preliminari; dichiarazioni accusatorie della persona offesa; richiesta di riparazione per ingiusta detenzione.

Dichiarazioni rese dalla persona offesa: valore probatorio

Ai fini della prova del reato dedotto in giudizio, le dichiarazioni rese dalla persona offesa del reato non rappresentano dati utili dai quali poter inferire che la condotta in danno di questa siano attribuibili specificamente all’imputata.

Corte appello Perugia, 01/10/2018, n.937

Concussione: dichiarazioni della persona offesa

In tema di prova dichiarativa, sono utilizzabili le dichiarazioni rese in qualità di testimone dalla persona offesa del reato di concussione che sia stata a sua volta denunciata dall’imputato per calunnia, in quanto l’incompatibilità non sussiste nel caso in cui i reati reciprocamente commessi si collochino in contesti spaziali e temporali diversi.

Cassazione penale sez. VI, 22/01/2019, n.6938

Maltrattamenti in famiglia: attendibilità della persona offesa

L’ attendibilità della persona offesa per la quale è necessario un riscontro più rigoroso se è portatrice di interessi, nel reato di maltrattamenti in famiglia, per il quale in genere il riscontro non può essere fatto attraverso altre testimonianze perché consumato in genere nell’intimità della vita domestica, è necessario valorizzare elementi idonei a confortare la  credibilità del narrato.

(Nel caso di specie,le dichiarazioni delle persone offese del reato di maltrattamenti in famiglia erano intrinsecamente attendibili, analitiche e prive di contraddizioni, nè erano emersi, durante il dibattimento, elementi che consentivano di dubitare della credibilità delle stesse).

Tribunale Torre Annunziata, 18/12/2018, n.2803

Testimonianza della persona offesa: può provare la responsabilità dell’imputato?

In tema di prova nel processo penale, la testimonianza della persona offesa, ove ritenuta intrinsecamente attendibile, costituisce una vera e propria fonte di prova, purché la relativa valutazione sia sorretta da un’adeguata motivazione, che dia conto dei criteri adottati e dei risultati acquisiti. Le dichiarazioni della vittima saranno ancor più credibili ove siano confortate da elementi di riscontro, tali da escludere circostanze incompatibili con la condotta contestata.

Cassazione penale sez. V, 17/12/2018, n.16351

Dichiarazioni rese nelle indagini preliminari

Nell’ipotesi di inosservanza delle regole contenute negli artt. 63 e 64 cod. proc. pen., le dichiarazioni rese dall’indagato nei confronti di persone sottoposte ad indagini anche per altre ipotesi di reato di cui il dichiarante sia persona offesa, sono utilizzabili nel caso di assenza di qualunque interferenza tra le fattispecie di reato, poiché in siffatta ipotesi il dichiarante assume la veste di “testimone comune” anche all’interno di un procedimento nel quale è sottoposto ad indagine.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni rese da una donna, indagata per il reato di cui all’art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in relazione ai diversi reati di cui agli artt. 600 e 601 cod. pen. rispetto ai quali era persona offesa).

Cassazione penale sez. V, 29/11/2018, n.575

Valore probatorio delle dichiarazioni della vittima del reato

In tema di valutazione delle dichiarazioni testimoniali della persona offesa è necessario un’approfondita indagine circa l’attendibilità delle propalazioni rese. (Nel caso di specie, le dichiarazioni rese dalle due persone offese erano discordanti e contraddittorie).

Tribunale Napoli sez. I, 26/11/2018, n.11481

Dichiarazioni rese durante le indagini preliminari

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, l’autonomia del relativo giudizio rispetto a quello di cognizione fa sì che il giudice della riparazione, per apprezzare la sussistenza dei fattori ostativi del dolo o della colpa grave, possa utilizzare anche le dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari da soggetti che, poi, in dibattimento si sono sottratti all’esame o hanno ritrattato, sulla base di una valutazione specifica della genuinità di queste ultime condotte.

(Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto immune da censure l’ordinanza di rigetto della richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, fondata sulle dichiarazioni della persona offesa, supportate, nella fase delle indagini preliminari, da altre dichiarazioni testimoniali poi fatte oggetto di ritrattazione ritenuta non genuina dal giudice della riparazione).

Cassazione penale sez. IV, 21/11/2018, n.3239

Violenza sessuale: dichiarazioni della persona offesa

In tema di violenza sessuale, le dichiarazioni della persona offesa possono essere legittimamente poste da sole a fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato, sicchè non operano le regole dettate dall’art. 192, commi 3 e 4, cod. proc. pen., che richiedono la presenza di riscontri esterni che confermino l’attendibilità delle parole medesime; tutto ciò, però, impone la verifica, corredata da idonea motivazione, della credibilità soggettiva del dichiarante e dell’attendibilità intrinseca del suo racconto, che peraltro deve in tal caso essere più penetrante e rigorosa rispetto a quella cui vengono sottoposte le dichiarazioni di qualsiasi testimone.

Cassazione penale sez. III, 14/11/2018, n.56117

Divieto di porre domande suggestive

Il divieto di porre domande suggestive di cui all’art. 499 c.p.p. non si applica alle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari dalla persona informata sui fatti, in quanto la norma riguarda il dibattimento e non le indagini preliminari. (Fattispecie relativa alle sommarie informazioni rese dalla persona offesa dal reato).

Cassazione penale sez. III, 06/11/2018, n.11450

Dichiarazioni della persona offesa, poi resasi irreperibile

Le sole dichiarazioni della persona offesa, acquisite ex art. 512 c.p.p., poi resasi irreperibile, se non sono confortate da ulteriori elementi, non possono condurre, ex art. 526, comma 1 bis, a declaratoria giudiziale di responsabilità dell’imputato.

Corte appello Perugia, 16/10/2018, n.990

Gravi indizi di colpevolezza

In tema di misure cautelari personali, le dichiarazioni accusatorie della persona offesa possono integrare i gravi indizi di colpevolezza richiesti per l’applicazione della misura, senza necessità di acquisire riscontri oggettivi esterni al fine della valutazione di attendibilità estrinseca.

Cassazione penale sez. I, 21/09/2018, n.44633



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube