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Contratto di appalto: ultime sentenze

26 Giugno 2019
Contratto di appalto: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: applicabilità al contratto di appalto; ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali; interessi moratori; giurisdizione ordinaria e amministrativa; autorizzazioni e concessioni; procedura di gara; nuovo contratto con il medesimo concessionario; pattuizione di un termine per la consegna e di una penale per il ritardo; mutamento dell’originario piano dei lavori; richiesta di risarcimento del danno; onere probatorio a carico del committente.

L’annullamento della procedura di gara

L’avvenuta caducazione della gara pubblica, pur avendo incidenza sul contratto di appalto successivo ad essa, non pregiudica il diritto alla controprestazione della parte contrattuale che aveva comunque, alla data di annullamento giurisdizionale della procedura di evidenza pubblica, eseguito la sua prestazione, con la conseguenza che il corrispettivo a fronte di essa dovuto non può ritenersi non dovuto in applicazione pura e semplice della normativa codicistica sulla nullità.

Cassazione civile sez. III, 21/05/2019, n.13606

Contratto d’opera contratto di appalto: differenze

Il contratto d’opera, a differenza del contratto di appalto, si caratterizza per il prevalente lavoro dell’obbligato preposto, pur se coadiuvato da componenti della sua famiglia o da qualche collaboratore, secondo il modulo organizzativo della piccola impresa: pertanto, nelle controversie aventi a oggetto l’accertamento dell’inadempimento del prestatore d’opera, la disciplina applicabile nei confronti del convenuto è quella generale in materia di inadempimento contrattuale prevista dagli articoli 1453 e 1455 del c.c. e non la disciplina speciale prevista dall’articolo 2226 c.c..

Tribunale Savona, 23/04/2019

Affidamento diretto di un nuovo contratto d’appalto allo stesso concessionario

Nel caso in cui a distanza di tempo (nella specie, cinque anni) dalla scadenza di un contratto di appalto per la gestione del bar interno ad un ospedale, concluso a seguito di procedura di gara, segua la stipula, con affidamento diretto e senza l’esperimento di alcuna selezione pubblica, di un nuovo contratto di appalto con il medesimo concessionario ed a condizioni analoghe rispetto al precedente, le controversie nascenti da tale ultimo negozio (nella specie, l’accertamento della sua nullità) rientrano nella giurisdizione del G.O., inerendo ad un rapporto di diritto comune ed implicando unicamente il coinvolgimento di posizioni riconducibili a diritti soggettivi, le cui vicende sono svincolate (e non influenzate) da quelle del primo contratto, che costituisce solo un antecedente di fatto ormai privo di efficacia.

Cassazione civile sez. un., 05/04/2019, n.9682

Esecuzione dei lavori dal committente

In tema di appalto, la richiesta di notevoli e importanti variazioni delle opere, avanzata in corso di esecuzione dei lavori dal committente, comporta la sostituzione consensuale del regolamento contrattuale in essere e il venir meno del termine di consegna e della penale per il ritardo originariamente pattuiti. L’efficacia della penale è tuttavia conservata soltanto se le parti fissano di comune accordo un nuovo termine mentre, in mancanza, grava sul committente, che intenda conseguire il risarcimento del danno da ritardata consegna dell’opera, l’onere di fornire la prova della colpa dell’appaltatore.

(Nella specie, relativa a un contratto d’appalto per la realizzazione di un complesso residenziale destinato a civile abitazione, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata lì dove ha ritenuto che nonostante l’accettazione delle modifiche richieste dal Comune, nel silenzio delle parti sul punto, i tempi rimanessero comunque invariati).

Cassazione civile sez. II, 02/04/2019, n.9152

Esecuzione del contratto d’appalto

Quando, nel corso dell’esecuzione del contratto d’appalto, sia stato mutato l’originario piano dei lavori, il termine di consegna e la penale per il ritardo, pattuiti nel detto contratto, vengono meno. Pertanto, perché la penale conservi efficacia, occorre che le parti di comune accordo fissino un nuovo termine, incombendo, in mancanza, al committente, che persegua il risarcimento del danno da ritardata consegna dell’opera, l’onere di fornire la prova delle concrete ricadute pregiudizievoli subite.

Cassazione civile sez. II, 26/03/2019, n.8405

Consiglio di Stato sulla revisione dei prezzi

Alla luce delle finalità di contenimento delle conseguenze economiche derivanti dall’alea gravante su entrambe le parti dell’appalto pubblico in caso di variazione dei prezzi, a tutela del loro reciproco affidamento, non apparirebbe conforme né ai principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 cost. né ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità sanciti dall’ordinamento nazionale e comunitario, un’interpretazione che, una volta riconosciuta la revisione dei prezzi, dovesse parametrare i conseguenti effetti economici al dato del tutto astratto e teorico della prevista ripartizione nel tempo del prezzo inizialmente pattuito, anziché al dato concreto e puntuale dei compensi effettivamente corrisposti, quali risultanti dalla relativa fatturazione, nel periodo considerato ai fini del calcolo della variazione del prezzo del servizio o della fornitura, a maggior ragione qualora, così come nel caso in esame, i prezzi corrisposti per le prestazioni oggetto del contratto di appalto non siano fisse, bensì variabili a seconda delle prestazioni effettivamente rese.

Consiglio di Stato sez. III, 25/03/2019, n.1980

Figure professionali

La società che dichiara di utilizzare, per la esecuzione dell’appalto, figure professionali, i cui costi ricadono sull’azienda perché i predetti sono strutturalmente inseriti nell’organizzazione della società, deve provare tale evenienza producendo adeguata e completa documentazione, da cui si evincano i compiti ad essi assegnati e la loro incidenza nel contratto di appalto e ciò perché il costo dei predetti dipendenti deve essere concretamente individuato per ogni singolo impegno professionale e dichiarato in relazione all’effettivo impiego nell’ambito dell’appalto per cui si concorre.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 08/03/2019, n.3102

L’eccezione di inadempimento

Nell’ambito di un contratto di appalto, l’eccezione di inadempimento, formulata in considerazione di alcuni vizi e incompletezze dei lavori, opera nei limiti del corrispondente importo, sicché non esclude che per il residuo il committente, una volta effettuata la parziale compensazione tra i reciproci crediti delle parti, sia tenuto a corrispondere il corrispettivo dovuto per i lavori esenti da vizi, e i relativi interessi di mora.

Cassazione civile sez. II, 04/03/2019, n.6244

Appalto: totale affidamento dei lavori all’appaltatore

In materia di contratto di appalto, il totale affidamento dei lavori all’appaltatore e quindi la consegna del bene a quest’ultimo determinano – quando appunto il committente ne perda la materiale disponibilità – la cessazione della sua qualità di custode.

Tribunale Trieste, 02/03/2019, n.126

Appalto e responsabilità esclusiva dell’appaltatore

L’appalto, disciplinato dall’art. 1655 c.c., è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. L’appaltatore risponde per i danni provocati a terzi, durante l’esecuzione del contratto, in virtù dell’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità ed obbligandosi a fornire alla controparte l’opera o il servizio cui si era obbligato. Il committente invece deve limitarsi a verificare la corrispondenza dell’opera o del servizio affidato all’impresa con l’oggetto del contratto.

La responsabilità dell’appaltatore non viene meno nell’ipotesi in cui la sua sfera di autonomia e discrezionalità venga posta sotto il controllo del committente, direttamente o tramite il direttore dei lavori, attribuendo l’art. 1662 c.c., al primo comma alla stazione appaltante il preciso diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di verificarne a proprie spese lo stato.

Ne discende che persiste la responsabilità dell’impresa, in via esclusiva, in merito ai danni cagionati a terzi nell’esecuzione dell’opera, anche nel caso in cui la committenza abbia esercitato un normale controllo sui relativi lavori, designando, nel proprio interesse, un sorvegliante privo di poteri d’ingerenza.

Tribunale Torre Annunziata, 01/03/2019, n.533

La disciplina sugli interessi moratori

La disciplina relativa alla decorrenza automatica degli interessi moratori senza che sia necessaria la costituzione in mora del debitore, dettata dal d.lgs. n. 231 del 2002 in attuazione della direttiva 2000/35/CE, risulta applicabile a tutti i contratti tra imprese o tra queste e pubbliche amministrazioni, comunque denominati, che comportino, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi ed è, pertanto, compatibile anche con il contratto d’appalto, come definito dall’art. 1655 c.c., atteso che l’espressione “prestazione di servizi”, adottata dall’art. 2 del d.lgs. citato, è riferibile a tutte le prestazioni di fare, e di non fare, che trovino il proprio corrispettivo nel pagamento di un prezzo in denaro.

Cassazione civile sez. II, 27/02/2019, n.5734



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