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Autolavaggio: ultime sentenze

25 Marzo 2021
Autolavaggio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: costruzione di un impianto di autolavaggio; determinazione del reddito di impresa; terreni destinati ad attività di autolavaggio; permesso di costruire; inquinamento idrico; delitto di induzione indebita.

Autolavaggio: accertamento dei redditi

In tema di accertamento dei redditi, costituisce presupposto per procedere col metodo analitico induttivo la complessiva inattendibilità della contabilità, da valutarsi sulla base di presunzioni ex art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. n. 600, del 1973, alla stregua di criteri di ragionevolezza, ancorché le scritture contabili siano formalmente corrette; dette presunzioni non devono essere necessariamente plurime, potendosi il convincimento del giudice fondare anche su un elemento unico, preciso e grave.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che non aveva valorizzato l’unica presunzione posta a fondamento dell’avviso di accertamento ex art 39 cit, costituita dal consumo di energia elettrica, presunzione dalla quale l’Ufficio era risalito alla quantificazione dei redditi di un’impresa di autolavaggio).

Cassazione civile sez. trib., 14/10/2020, n.22184

Obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi

In caso di affidamento di lavori in appalto o a lavoratori autonomi, l’obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi derivanti dalle possibili interferenze tra le diverse attività che si svolgono in successione o contemporaneamente, di cui all’art. 7 d.lg 19 settembre 1994, n. 626, grava sul datore di lavoro committente, cioè su colui che ha la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo.

(Fattispecie relativa al decesso di lavoratori di un autolavaggio, durante le operazioni di pulizia di una cisterna, a causa dell’inalazione di residui di zolfo presenti al suo interno, in cui la Corte ha annullato la sentenza che aveva affermato la sola responsabilità del titolare dell’autolavaggio, escludendo quella del titolare della società trasportatrice, che conduceva in locazione finanziaria la cisterna di cui aveva commissionato le operazioni di bonifica a soggetto privo della necessaria idoneità tecnica e professionale, senza informarlo dei rischi connessi alla presenza dei residui di zolfo, e quella del titolare della società produttrice di acido solforico che per il trasporto dello stesso aveva pattuito con la società trasportatrice l’uso di tale cisterna, previa bonifica).

Cassazione penale sez. IV, 08/02/2019, n.12876

Terreni destinati ad attività di autolavaggio

In tema di determinazione del reddito di impresa, i terreni destinati ad attività di autolavaggio non rientrano nella nozione fiscale di beni strumentali ammortizzabili, in quanto l’utilizzo degli stessi non ha una “vita utile” limitata nel tempo,

Cassazione civile sez. trib., 26/09/2018, n.22932

Autolavaggio e strutture connesse: si configurano come nuova costruzione?

L’autolavaggio e le strutture ad esso connesse, non si configurano come costruzione temporanea o precaria, ma quale nuova costruzione: si tratta, infatti, di manufatti stabilmente infissi al suolo, dotati di allacciamenti fognari, elettrici e idrici e, sotto il profilo funzionale, di strutture stabilmente destinate all’attività di autolavaggio e quindi prive del carattere della precarietà.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 23/02/2018, n.417

Autolavaggio: manomissione del contatore dell’acqua

La manomissione del contatore dell’acqua integra il reato di truffa. (Nel caso di specie, il contatore del consumo dell’acqua non registrava alcun consumo nonostante fosse collegato ad un impianto di autolavaggio).

Tribunale Napoli sez. I, 15/01/2018, n.515

Proprietario dell’autolavaggio e furto dell’autovettura in deposito

Il prestatore d’opera, se conviene con il committente di prendere in consegna il bene per l’esecuzione della prestazione principale su di esso, assume, ai sensi degli artt. 2222 e 1177 c.c., anche l’obbligo accessorio di custodirlo fino alla riconsegna, pure in caso di deposito a titolo gratuito o di cortesia (nella specie, la Corte ha confermato la condanna dell’attore a rifondere alla società di assicurazioni l’importo che la società aveva corrisposto alla propria assicurata per il furto dell’autovettura perpetrato mentre il veicolo si trovava presso l’autolavaggio dell’attore).

Cassazione civile sez. II, 11/01/2018, n.486

Autolavaggio: occorre il permesso di costruire?

È da escludere una natura meramente accessoria e pertinenziale dell’impianto di autolavaggio rispetto al distributore di carburante, poiché il primo è comunque suscettibile di autonomo utilizzo economico quale fonte reddituale, dovendosi altresì escludere la natura precaria dello stesso essendo esso preordinato a soddisfare utilità a tempo indeterminato; di conseguenza, devono considerarsi nuove costruzioni, soggette a permesso di costruire e non a semplice Scia, anche i manufatti mobili e leggeri che costituiscono l’impianto allorché siano funzionali in maniera permanente allo svolgimento di un’attività e, comunque, non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee .

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 16/10/2017, n.778

Scarico abusivo di acque reflue provenienti dall’impianto di autolavaggio

In tema di tutela delle acque dall’inquinamento, lo scarico dei reflui provenienti da impianti di autolavaggio, eseguito in assenza di autorizzazione, integra il reato di cui all’art. 137, comma 1, d.lg. n. 152 del 2006, non potendo tali acque essere assimilate a quelle domestiche.

Cassazione penale sez. III, 21/07/2016, n.51889

Autolavaggio self service

All’attività di autolavaggio mediante impianto automatico non possono essere riconosciuti i finanziamenti per l’autoimpresa, atteso che la finalità delle agevolazioni è quella di garantire che, attraverso l’erogazione di agevolazioni pubbliche, vengano stimolati sia la qualificazione della professionalità di soggetti privi di occupazione, sia la promozione della cultura di impresa, e proprio in funzione di tale finalità è richiesta, quale requisito essenziale per accedere alle agevolazioni, la partecipazione operativa, diretta e continuativa del soggetto proponente; e a tali finalità non corrisponde un impianto di autolavaggio estremamente semplice da utilizzare, in quanto incorporante un computer dedicato.

Consiglio di Stato sez. IV, 03/03/2016, n.877

Sequestro di un autolavaggio

Il reato di cui all’art. 349 c.p., nell’ipotesi in cui i sigilli siano apposti sulla cosa o su una parte di essa allo scopo di impedire la prosecuzione illegittima di un’attività, è integrato anche dal semplice riutilizzo del bene o ripresa dell’attività illecita mediante accorgimenti idonei ad evitare la lesione dell’integrità materiale del sigillo.

(Fattispecie relativa al sequestro di un autolavaggio azionato senza intervenire sul quadro elettrico sul quale erano stati apposti i sigilli).

Cassazione penale sez. III, 15/01/2015, n.7407

Smaltimento di rifiuti senza autorizzazioni

Nell’ipotesi in cui il titolare di un’impresa di autolavaggio effettui attività di smaltimento di rifiuti in assenza delle prescritte autorizzazioni di legge e, in qualità di custode del suddetto autolavaggio e dei rifiuti – entrambi sottoposti a sequestro violi i sigilli proseguendo nell’attività, è da ritenere sussistente il vincolo della continuazione tra reati essendo unico ed originario il disegno criminoso, consistente nella volontà di continuare l’attività nonostante il permanere del vincolo e la mancanza delle autorizzazioni allo smaltimento dei residui di lavorazione.

Tribunale Napoli sez. I, 23/10/2014, n.6695

Verifica presso un autolavaggio e rilevazione delle irregolarità

Il delitto di induzione indebita, di cui all’art. 319 quater c.p., è caratterizzato, sotto il profilo oggettivo, da una condotta di pressione non irresistibile da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, che lascia al destinatario un margine significativo di autodeterminazione e si coniuga con il perseguimento di un indebito vantaggio per lo stesso, distinguendosi da quello di concussione, il quale si configura quando la condotta del pubblico ufficiale limita radicalmente la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo.

(Fattispecie in cui la Corte ha qualificato a norma dell’art. 319 quater c.p. la condotta di un ispettore del lavoro dell’Asl che, nel corso di una verifica presso un autolavaggio, aveva prospettato al titolare dell’esercizio di “risolvere” i problemi derivanti dalle irregolarità riscontrate in cambio della dazione di denaro ed altre utilità).

Cassazione penale sez. VI, 07/11/2013, n.5496



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