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Infiltrazioni acqua condominio: ultime sentenze

25 Giugno 2019
Infiltrazioni acqua condominio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: infiltrazioni d’acqua dal tetto dell’edificio; responsabilità del condomino; mancata manutenzione ordinaria del proprio immobile; rottura della braga di proprietà privata; intervento da parte dell’amministratore; esecuzione dei lavori di ripristino del soffitto.

Infiltrazioni dal lastrico solare

Nel caso di infiltrazioni d’acqua provenienti dal lastrico solare di copertura condominiale, di proprietà comune, che abbiano cagionato danni all’unità immobiliare sottostante, il condominio, in applicazione del principio della responsabilità da cose in custodia, di cui all’art. 2051 c.c., e dei principi di diritto espressi dalla Corte di Cassazione, recentemente intervenuta a dirimere il contrasto interpretativo sul tema insorto, è tenuto all’eliminazione delle cause delle problematiche ed a risarcire ai proprietari il danno patrimoniale, determinato e liquidato secondo i principi che regolamentano la responsabilità extra contrattuale, nonché il danno non patrimoniale, ove sussistente, e nei limiti dell’assolvimento al relativo onere probatorio, configurabile, sia nel caso di lesione di diritti costituzionalmente garantiti, che di fatti lesivi di diritti dominicali.

Tribunale Napoli sez. VI, 19/03/2018, n.2703

Infiltrazioni provenienti dalle tubature

In caso di infiltrazioni provenienti dalle tubature – in particolare, nel caso di specie, causate dalla rottura dell’elemento obliquo dei tubi di scarico (c.d. braga), di proprietà del singolo condomino – non è ammissibile il richiamo all’art. 1130 n. 4 c.c., che sancisce l’obbligo dell’amministratore di compiere gli atti conservativi inerenti le parti comuni del condominio e non le parti di proprietà privata di un condomino danneggiate da infiltrazioni causate da omessa manutenzione o guasto di impianti di proprietà privata di un altro condomino.

Tribunale Torino sez. III, 15/03/2018, n.1328

Infiltrazioni d’acqua dal tetto

Qualora le infiltrazioni d’acqua, provenienti dal tetto di un edificio, cagionino un danno ad un condomino, responsabile non è solamente il Condominio ma altresì, ai sensi dell’art. 2051 c.c., il proprietario dell’appartamento sovrastante quello del danneggiato che non abbia provveduto alla manutenzione ordinaria del proprio immobile.

Cassazione civile sez. VI, 04/04/2018, n.8393

Condominio: è custode delle parti comuni dell’edificio

L’art. 2051 c.c. prevede una imputazione del danno al custode della cosa sulla sola base del nesso causale fra la cosa stessa e l’evento dannoso. Il fondamento della responsabilità è dunque costituito dal rischio (di provocare danni a terzi) insito nella cosa, che la legge imputa al responsabile per effetto del rapporto di custodia. In tema di condominio è indiscutibile che l’ente di gestione ha la custodia delle parti comuni.

Quindi, il condominio di un edificio, quale custode dei beni e dei servizi comuni, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché le cose comuni non rechino pregiudizio ad alcuno rispondendo, in base all’art. 2051 cod. civ., dei danni da queste cagionati alla porzione di proprietà esclusiva di uno dei condomini (nella specie, infiltrazioni d’acqua provenienti dal muro di contenimento di proprietà condominiale), ancorché tali danni siano imputabili a difetti costruttivi dello stabile.

Tribunale Arezzo, 06/03/2018, n.270

Danni da infiltrazioni d’acqua originate da parti comuni

Nel processo di accertamento della responsabilità da cose in custodia per danni da infiltrazioni d’acqua originate da parti comuni di un edificio condominiale, l’amministratore del condominio non è incapace a testimoniare, posto che i soggetti potenzialmente responsabili in solido sono i singoli condomini e non il condominio o il suo amministratore.

Cassazione civile sez. III, 31/01/2018, n.2332

Infiltrazioni provenienti dal solaio di copertura

Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato qualora, relativamente ad una domanda di condanna all’esecuzione dei lavori di ripristino del soffitto di un appartamento sito all’ultimo piano dell’edificio in condominio, fondata sulla lesione del diritto di proprietà configurata in concreto da pregiudizi cagionati al soffitto dall’umidità, il giudice, a seguito degli accertamenti compiuti dal consulente tecnico, alle precisazioni ed alle istanze formulate dalle parti in corso di causa, pronunzi la condanna all’esecuzione dei lavori necessari per eliminare l’umidità determinata non dalle infiltrazioni di acqua provenienti dal solaio di copertura, ma dalla condensa connessa al difettoso isolamento termico del solaio.

Cassazione civile sez. VI, 28/06/2017, n.16252

Scarico di acque reflue

Nel caso di specie, la convenzione per istituire un nuovo percorso di scarico delle acque reflue nel Condominio, quando si deve prescindere, per provata impossibilità (nel caso di specie per evitare le infiltrazioni d’acqua provenienti dal 1. piano), dal precedente percorso attraverso beni condominiali per gravare invece, anche solo in parte, la proprietà del singolo condomino, è insita nel regolamento condominiale che preveda, come nel caso di cui è causa, che ‘ogni condomino è tenuto ad eseguire nei locali di sua proprietà le opere e le riparazioni necessarie per evitare danni alla proprietà di altri e alle parti comuni e dovrà consentire che si proceda anche nei locali di sua proprietà, alle ispezioni ed ai lavori necessari per la conservazione delle parti comuni‘. Regolamento che impegna tutti i condomini.

Corte appello Venezia sez. II, 06/06/2017, n.1208

Danni in condominio: responsabilità extracontrattuale

In materia di condominio di edifici, nel caso in cui il proprietario esclusivo di una terrazza di copertura di un garage sia responsabile dei danni da infiltrazioni d’acqua provenienti da detta terrazza al garage sottostante, e tale responsabilità abbia natura extracontrattuale ex art. 2043 cod. civ., le conseguenze del fatto illecito, anche con riferimento al concorso di colpa del (condomino) danneggiato, proprietario del sottostante garage, devono essere regolate esclusivamente dalla disposizione dell’art. 2056 cod. civ., che disciplina la responsabilità aquiliana, con riferimento all’art. 1227 cod. civ., e non già secondo le norme relative alla ripartizione tra condomini delle spese di riparazione o ricostruzione di parti comuni.

In tale ipotesi, ai fini della liquidazione del danno, deve pertanto tenersi conto del grado del contributo delle rispettive condotte colpose del danneggiante e del danneggiato alla causazione dell’evento.

Corte appello Potenza, 15/01/2016, n.9

Danni da infiltrazioni: ripartizione di responsabilità

Il lastrico solare dell’edificio, soggetto al regime del condominio, svolge la funzione di copertura del fabbricato anche se appartiene in proprietà superficiaria o se è attribuito in uso esclusivo ad uno dei condomini.

All’obbligo di provvedere alla sua riparazione o alla sua ricostruzione sono tenuti tutti i condomini, in concorso con il proprietario superficiario o con il titolare del diritto di uso esclusivo. Pertanto, dei danni cagionati all’appartamento sottostante per le infiltrazioni d’acqua provenienti dal lastrico, deteriorato per difetto di manutenzione, rispondono tutti gli obbligati inadempienti alla funzione di conservazione, secondo le proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c., vale a dire, i condomini ai quali il lastrico serve da copertura, in proporzione dei due terzi, ed il titolare della proprietà superficiaria o dell’uso esclusivo, in ragione delle altre utilità, nella misura del terzo residuo.

Tribunale Genova sez. II, 14/01/2016, n.137

Lavori del solaio di copertura: danni da inesatto adempimento

In materia di inesatto adempimento dei lavori del solaio di copertura, i cui difetti determinano infiltrazioni d’acqua, l’onere probatorio in capo all’attore danneggiato è quello di fornire la prova della fonte negoziale del suo diritto, limitandosi ad allegare l’inesattezza dell’adempimento (il difetto del solaio che cagiona le infiltrazioni).

Invece, al contrario, in capo al prestatore d’opera convenuto vi è l’onere di dimostrare che i lavori realizzati siano stati eseguiti esattamente e a regola d’arte. Pertanto, non è assolto l’onere probatorio da parte del prestatore d’opera convenuto in giudizio, qualora si limiti ad asserire di aver eseguito i lavori a regola d’arte, senza produrre alcuna prova documentale che corrobori quanto affermato.

Tribunale Salerno sez. II, 12/01/2016, n.130

Infiltrazioni di acqua provenienti dalle parti condominiali comuni

Anche in presenza di distinti corpi di fabbrica o di edifici autonomi anche se costruiti in aderenza si è in presenza di un condominio che può ritenersi complesso o supercondominio; per cui l’assunto secondo cui ci fossero solo tre distinti corpi di fabbrica, assolutamente indipendenti e autonomi, e che il condominio era stato costituito soltanto per consentire gli allacciamenti di acqua e fogna, non può essere accolto.

In assenza di una vocatio in ius da parte dell’odierno attore, l’intervento volontario, assunto dai costituiti nella qualità di condomini, deve essere dichiarato inammissibile d’ufficio, sulla considerazione che è il solo condominio, quale custode delle parti comuni, a rispondere in via autonoma ex art. 2051 c.c.. dei danni patrimoniali e non patrimoniali a causa delle infiltrazioni di acqua provenienti dalle parti condominiali comuni.

Tribunale Bari, 19/08/2015, n.3634



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