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Falsa testimonianza: ultime sentenze

16 Novembre 2022
Falsa testimonianza: ultime sentenze

Natura e configurabilità del reato di falsa testimonianza; requisiti di pertinenza e rilevanza delle dichiarazioni; dichiarazioni spontanee; ritrattazione; provvedimento del giudice per le indagini preliminari.

Quando si configura il reato di falsa testimonianza? Il reato di falsa testimonianza sussiste quando le circostanze oggetto di falsità sono in grado di incidere sull’andamento del processo.

Indice

Falsa testimonianza

Il reato di falsa testimonianza sanziona qualsiasi falsità o reticenza del testimone innanzi a qualsiasi autorità giudiziaria. La ragione dell’incriminazione della falsa testimonianza risiede nell’esigenza di garantire, attraverso la veridicità e completezza delle dichiarazioni dei testimoni, il corretto funzionamento dell’attività giudiziaria, impedendo che la stessa possa essere fuorviata o condizionata da assunti testimoniali falsi o reticenti.

È un reato di pericolo, per la cui sussistenza è sufficiente che la dichiarazione sia pertinente all’oggetto del giudizio e suscettibile di incidere, sia pure in astratto, sulla decisione giudiziaria. Il testimone ha l’obbligo di esporre fedelmente e lealmente ciò che conosce in via diretta od indiretta sui fatti sui quali è interrogato, per cui il reato non è integrato dalla mera difformità tra le dichiarazioni rese e la realtà vera e propria, bensì dalla difformità tra guanto la persona dichiara e ciò che effettivamente conosce sui fatti, dovendo trattarsi di manifestazione di scienza e non di apprezzamenti personali.

Tribunale Taranto sez. II, 28/07/2022, n.1654

Responsabilità per falsa testimonianza: quando non sussiste?

In tema di falsa testimonianza non si tratta di indagare circa la veridicità dei fatti oggetti di dichiarazione quanto piuttosto della percezione soggettiva del dichiarante di dichiarare volontariamente e consapevolmente il falso. Orbene non può ritenersi sussistente la responsabilità per il predetto reato delle prevenute che abbiano dato attendibilità alle dichiarazioni ricevute da altro soggetto ed abbiano ritenuto sussistenti anche elementi oggettivi a conferma.

Tribunale Ferrara, 20/06/2022, n.364

Falsa testimonianza: configurabilità del reato

In tema di falsa testimonianza, ciò che rileva, ai fini dell’integrazione del reato, è che il testimone affermi il falso (rispetto a quanto oggetto della sua percezione dei fatti) o neghi il vero, mentre è irrilevante il grado di influenza che la deposizione falsa ha esercitato in concreto sul procedimento all’esame del giudicante. Si richiede, inoltre, che i fatti sui quali il teste falso e reticente ha deposto siano pertinenti alla causa e suscettibili di avere efficacia probatoria, valutazione, questa, da effettuarsi “ex ante”, con riferimento, cioè, alla situazione processuale esistente al momento in cui il reato è consumato.

Tribunale Campobasso, 12/05/2022, n.72

Falsa testimonianza: in cosa consiste?

La fattispecie di reato contemplata dall’art. 372 c.p. punisce colui che, deponendo come testimone innanzi all’Autorità giudiziaria o alla Corte Penale Internazionale, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato. L’elemento materiale del reato, la cui condotta può assumere una forma attiva ed una passiva, consiste non nella difformità tra le dichiarazioni del testimone e la realtà vera e propria, ma nella difformità tra quanto il teste depone e ciò che egli effettivamente conosce sui fatti in ordine ai quali viene interrogato. In quanto reato di pericolo, che prescinde, perciò, dal grado di credibilità della falsa deposizione, non si richiede, ai fini della relativa configurabilità, che il giudice sia rimasto ingannato, ma è sufficiente che mendacio e reticenza abbiano potenziale idoneità a trarlo in errore ed è realizzato anche se il giudice abbia negato attendibilità alla deposizione.

Tribunale Campobasso, 04/05/2022, n.54

Gli elementi costitutivi del reato

Il reato di falsa testimonianza può essere commesso esclusivamente dal soggetto che ricopra il ruolo di testimone in un procedimento e che agisca con dolo generico, dichiarando volontariamente il falso in ordine ai fatti oggetto di testimonianza, negando il vero ovvero omettendo di riferire fatti a sua conoscenza.

Tribunale Lecce sez. II, 27/04/2022, n.1145

Falsa testimonianza: assoluzione dell’imputato

L’imputato del reato di falsa testimonianza deve essere assolto nel caso in cui abbia prontamente ed utilmente manifestato la volontà di ritrattare le proprie dichiarazioni mendaci, essendogli tuttavia impedito di poter rinnovare la prova testimoniale per ragioni processuali indipendenti dalla sua volontà in quanto non esperibile la nuova prova entro i termini di cui all’art. 376 comma 2 c.p.

Corte appello Taranto, 23/03/2022, n.264

Quando sostenere l’accusa di falsa testimonianza?

Non può ritenersi sussistente la responsabilità per il reato di falsa testimonianza, quando dall’istruttoria non siano emersi elementi istruttori certi, precisi ed inequivoci rispetto alla violazione dell’obbligo di verità e non reticenza del teste, quando emerga, dagli atti piuttosto una sua difficoltà a ricordare gli episodi oggetto della testimonianza. Non essendo sufficienti a sostenere la responsabilità del prevenuto le sole dichiarazioni fatte dall’imputato del procedimento in cui è stato testimone.

Tribunale Gorizia, 15/03/2022, n.51

Falsa testimonianza o testimonianza reticente

Affinché sussista il reato di cui all’art. 372 c.p., quantomeno sotto il profilo della testimonianza reticente è necessario che siano state poste dal Giudice al teste una serie di domande specifiche e su fatti concreti ai quali il teste pur avendone conoscenza ometta o addirittura si rifiuti di rispondere.

Tribunale Potenza, 28/02/2022, n.112

Contrasto tra le dichiarazioni rese in dibattimento e quelle rese nel corso delle indagini

Non può essere pronunciata condanna per falsa testimonianza esclusivamente sulla base del contrasto tra le dichiarazioni rese in dibattimento e quelle rese nel corso delle indagini preliminari ed utilizzate per le contestazioni di cui all’art. 500 c.p.p.; tale contrasto può assumere rilevanza ai fini dell’accertamento del reato solo ove siano emersi altri elementi di prova atti a riscontrare la veridicità delle primigenie dichiarazioni e la falsità di quelle successivamente rilasciate.

Cassazione penale sez. VI, 22/02/2022, n.11240

Falsa testimonianza: casistica

Integra il reato di falsa testimonianza la condotta del prevenuto che citato in qualità di teste in un procedimento civile dinanzi al giudice del lavoro, in quanto soggetto informato sui fatti, riporti informazioni non veritiere in ordine alle mansioni svolte ed agli orari di lavoro tenuti dal soggetto nel cui favole la testimonianza viene espletata. Dichiarazioni poi sconfessate dalle altre risultanze processuali.

Tribunale Trieste, 08/02/2022, n.1812

Contraddizioni nelle dichiarazioni della persona offesa

Può essere disposta la trasmissione degli atti al p.m. per falsa testimonianza e per calunnia, quando risulti evidente la contraddizione intrinseca nelle dichiarazioni della persona offesa e del teste a suo favore, e tali dichiarazioni vengano contraddette anche da tutte le risultanze processuali incluse delle registrazioni dalle quali emergono situazioni di fatto differenti da quelle prospettate dalla vittima la quale non contesta neppure in modo concreto la ricostruzione dei fatti fatta dai prevenuti.

Tribunale Vicenza, 31/01/2022, n.68

Falsa testimonianza: elemento materiale del reato

Nel delitto di falsa testimonianza l’elemento materiale consiste nella difformità tra quanto il teste depone e ciò che egli realmente conosce sui fatti in ordine ai quali viene interrogato, di tal che per la sua configurabilità è sufficiente che il mendacio o la reticenza abbiano la potenziale, astratta idoneità ad indurre in errore il giudice e ad alterarne il convincimento. In definitiva anche la sola reticenza può integrare la fattispecie, tuttavia occorre che la stessa, per le caratteristiche dei contenuti della deposizione, sia concretamente idonea a indurre in errore il giudice e ad alterarne la decisione.

Corte appello Cagliari sez. I, 26/01/2022, n.44

Casi di non punibilità: applicabilità dell’esimente

L’esimente dei casi di non punibilità, ex art. 384 c.p., non può trovare applicazione nel caso di mero timore, bensì è richiesta la sussistenza di un concreto ed effettivo danno alla libertà ed all’onore del soggetto agente ovvero un suo congiunto; il fatto da scriminare (nel caso di specie una falsa testimonianza) sia in un rapporto do conseguenzialità immediata con la necessità di conservazione del bene e che quest’ultimo non sia semplicemente supposto.

Corte appello Napoli sez. III, 19/01/2022, n.9415

Falsa testimonianza: valutazione del momento processuale

In tema di falsa testimonianza la valutazione della pertinenza e della rilevanza delle dichiarazioni deve essere fatta in relazione alla situazione processuale vigente in quel momento, a nulla rilevando che successivamente all’assunzione della deposizione falsa fatta dal prevenuto sia emersa la carenza di legittimazione passiva di una delle parti.

Corte appello Taranto, 13/01/2022, n.918

Falsa testimonianza: consumazione del reato

Sussiste il delitto di falsa testimonianza ogni volta che i fatti sui quali il teste falso ha deposto sono pertinenti alla causa e suscettibili di avere efficacia probatoria anche se in concreto la deposizione non ha influito sulla decisione del giudice poiché la pertinenza e la rilevanza vanno considerate con riferimento alla situazione processuale esistente al momento in cui il reato viene consumato.

Corte appello Napoli sez. III, 08/01/2022, n.8950

Falsa testimonianza: è reato di pericolo

In tema di falsa testimonianza, trattandosi di reato di pericolo, per la sua sussistenza non è necessario che il giudice sia tratto in inganno, essendo sufficiente che le dichiarazioni false o reticenti siano solo idonee ad indurlo in errore, perché pertinenti e rilevanti ai fini dell’oggetto del giudizio.

Tribunale Frosinone, 12/07/2021, n.757

Falsa testimonianza: elementi oggettivo e soggettivo

Integra il reato di falsa testimonianza sotto il profilo dell’elemento oggettivo e soggettivo, la condotta di chi, consapevolmente, tenga un comportamento mendace e reticente, perpetrandolo anche dietro le sollecitazioni del Giudice e della Pubblica accusa all’evidenza della contraddittorietà e falsità delle dichiarazioni. Non rileva, quale scriminante, la circostanza che, come nel caso di specie, la teste e l’imputato di maltrattamenti in famiglia avessero ritrovato la serenità familiare in procinto dell’udienza dibattimentale in cui la falsa testimonianza si è consumata.

Corte appello Lecce, 19/01/2021, n.1022

Timore di subire conseguenze pregiudizievoli per la propria vita

In tema di falsa testimonianza, il timore di subire conseguenze pregiudizievoli per la propria vita o incolumità, a seguito della propria testimonianza, non rientra nella previsione dell’esimente di cui all’art.384 c.p. che, invece, si applica solo ove il teste possa subire un inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore. (In motivazione, la Corte ha precisato che il timore per eventuali ritorsioni dipendenti dalla testimonianza può rilevare ai fini del riconoscimento della scriminante dello stato di necessità ex art. 54 c.p., qualora sussista una situazione di pericolo concreto ed attuale, non essendo sufficiente che il teste si senta minacciato).

Cassazione penale sez. VI, 08/01/2021, n.7006

Alterare o ad influenzare la formazione del convincimento del giudice

In tema di falsa testimonianza, se è vero che essa integra un reato di pericolo e che per la sua integrazione non serve che il giudice sia in concreto tratto in inganno, è però necessario che la falsa deposizione risulti astrattamente idonea ad alterarne o comunque ad influenzarne la formazione del convincimento.

Tribunale Nola, 07/01/2021, n.2254

Valutazione della pertinenza e della rilevanza della deposizione

Ai fini della configurabilità del delitto di falsa testimonianza, la valutazione sulla pertinenza (da intendersi come riferibilità o afferenza dell’oggetto della testimonianza ai fatti che il processo è destinato ad accertare) e sulla rilevanza (che riguarda l’efficacia probatoria dei fatti dichiarati) della deposizione va effettuata con riferimento alla situazione processuale esistente al momento in cui il reato è consumato, ossia “ex ante” e non “ex post”.

Corte appello Ancona, 12/10/2020, n.1008

Falsa testimonianza per reticenza: quando non si configura?

La dichiarazione di un testimone che abbia assistito ad un fatto avvenuto sette anni prima di non ricordare non integra il reato di falsa testimonianza per reticenza per mancanza di dolo. (Nel caso di specie, il soggetto soffriva altresì di ansia generalizzata e pertanto è stato ritenuto che la stessa non avesse l’intenzione di rendere falsa o reticente testimonianza).

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 08/10/2020, n.185

Falsa testimonianza: quando non opera la causa di non punibilità?

In tema di falsa testimonianza, la causa soggettiva di non punibilità prevista dall’art. 384, comma 1 c.p. non può trovare applicazione nelle ipotesi in cui il testimone abbia dichiarato il falso, pur essendo stato avvertito della facoltà di astenersi dal testimoniare ed abbia rinunciato ad esercitare tale facoltà.

Tribunale Lecce sez. II, 07/10/2020, n.1089

Giudizio sulla falsa testimonianza

L’accertamento del delitto di falsa testimonianza, che punisce il teste che rappresenti un fatto in maniera volutamente diversa da quanto da esso percepito e/o conosciuto non dalla realtà vera e propria, non può trascurare tutte le circostanze che siano in grado di evidenziare la volontarietà della condotta ovvero la sua dipendenza da circostanze estranee quali il tempo trascorso, le informazioni di dettaglio richieste ovvero la preesistenze effettiva percezione/conoscenza del fatto.

Cassazione penale sez. VI, 29/09/2020, n.295

Alterare o influenzare il convincimento del giudice

Ai fini della configurabilità del delitto di falsa testimonianza, occorre che la falsa deposizione testimoniale risulti astrattamente idonea ad alterare o comunque a influenzare il convincimento del giudice, così incidendo sul corretto funzionamento dell’attività giudiziaria con il rischio potenziale di fuorviarne il corso. A tal fine, è sufficiente che i fatti oggetto della deposizione siano pertinenti alla causa e rilevanti. La pertinenza è nozione che denota la riferibilità o afferenza dell’oggetto della testimonianza che si assume falsa ai fatti che il processo è destinato ad accertare e giudicare. La rilevanza è, invece, nozione di carattere funzionale che attiene più specificamente alla efficacia probatoria di quegli stessi fatti e circostanze, ovvero la loro capacità di falsa rappresentazione in grado di influire, deviandola dalla autentica e genuina verità processuale, sulla decisione del processo.

Tribunale Ascoli Piceno, 07/04/2020, n.223

Falsa testimonianza: quando non sussiste la prova certa del fatto?

In tema di falsa testimonianza non sussiste la prova certa del fatto se non si può escludere con certezza che la testimone sia giunta in un momento successivo. (Nel caso di specie la testimone, moglie del denunciante, aveva testimoniato che il denunciato aveva picchiato il marito mentre un testimone estraneo aveva riferito che era giunta in un secondo momento e che non era stata presente ai fatti).

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 12/02/2020, n.41

Reato di falsa testimonianza: natura

Il reato di falsa testimonianza, di cui all’articolo 372 del Cp, è un reato di pericolo, per la cui sussistenza è sufficiente che le circostanze oggetto di falsità siano pertinenti al processo, e, quindi, astrattamente idonee a incidere, anche in misura minima, sull’andamento del processo, mentre nessuna rilevanza può essere attribuita al reale grado di influenza che esse concretamente possano avere avuto ai fini della decisione.

Ne consegue che il reato può restare escluso solo nel caso in cui il falso sia assolutamente inidoneo a determinare un’alterazione del convincimento del giudice, ovvero a determinare un’alterazione del normale funzionamento dell’attività giudiziaria, in quanto vertente su fatti o circostanze assolutamente estranei al processo o, comunque, del tutto privi di rilevanza probatoria. Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato per il delitto de quo l’imputato che, nell’ambito del procedimento civile di risarcimento danni relativo a l un sinistro stradale, aveva fornito false indicazioni circa la dinamica dell’incidente, al solo scopo di favorire l’attore, venendo smentito dalle perizie effettuate sulle due autovetture, le quali hanno riportato una diversa dinamica dell’incidente.

Tribunale Frosinone, 03/07/2018, n.883

Quali sono gli effetti della ritrattazione?

La ritrattazione elimina la punibilità del delitto di falsa testimonianza quando consista in una smentita non equivoca del fatto falso o reticente oggetto della deposizione e nella manifestazione del vero, postulando una fedele esposizione degli avvenimenti che hanno formato oggetto della testimonianza tale da ripristinare in pieno la verità.

Pertanto, non può integrare la ritrattazione una dichiarazione che, pur volta a minimizzare le conseguenze processuali della testimonianza, sostanzialmente confermi il precedente racconto, o la mera insinuazione del dubbio sulla veridicità della prima deposizione che, tuttavia, non escluda la circostanza prima asserita con sicurezza. Analogamente, non costituisce ritrattazione una ammissione solo parziale dei fatti veri o la sostituzione della versione falsa con la generica affermazione di non ricordare bene a causa del tempo trascorso.

Cassazione penale sez. VI, 04/05/2018, n.38529

Reato di falsa testimonianza: prova

La prova su reato di falsa testimonianza può emergere da precedenti dichiarazioni rese dal soggetto anche come dichiarazioni spontanee. (Nel caso di specie era stato riconosciuto nelle precedenti dichiarazioni di imputato come autore di un’aggressione mentre successivamente tali dichiarazioni venivano smentite affermando che non era sicuro che era stato il soggetto non riconoscendolo).

Ufficio Indagini preliminari Benevento, 17/12/2018, n.205

Sequestro preventivo di terreno

È illegittimo il sequestro preventivo di un terreno, oggetto di un giudizio per usucapione, disposto in relazione al reato di falsa testimonianza contestato ai testi escussi in esso, difettando qualsiasi rapporto di pertinenzialità tra il reato ipotizzato ed il bene.

(In motivazione, la Corte ha precisato che gli effetti che con la misura si intendono in tal caso scongiurare, ovvero la perdita definitiva del bene, non discendono dal delitto in oggetto, bensì dalla sentenza, e che il sequestro non potrebbe neppure essere disposto in considerazione dell’eventuale proposizione dell’azione di revocazione in sede civile, giacché la misura reale “de qua” non può essere impiegata per conseguire scopi diversi da quelli suoi propri).

Cassazione penale sez. VI, 13/02/2019, n.11164

Difensore concorrente nel reato di falsa testimonianza

Il difensore può essere ritenuto concorrente nel reato di falsa testimonianza ex articoli 110 e 372 del codice penale se induce taluno a fornire all’autorità giudiziaria false notizie a favore del suo assistito, sicché assume rilevanza penale, ai fini dell’integrazione del contributo istigativo, ogni condotta che sia volta a conseguire l’indicato risultato senza che rilevi, al fine di escludere la necessaria efficienza causale del contributo, la non identità di tempo e di luogo in cui l’istigazione venga posta in essere rispetto alla falsa testimonianza resa dinnanzi all’ufficio giudiziario procedente che è, invece, fisiologica rispetto a un siffatto concorso nel reato tipico.

Cassazione penale sez. VI, 16/10/2018, n.10893

Dichiarazione sotto giuramento smentita dall’accertamento dell’Agenzia dell’Entrate

Il testimone che dichiara al giudice civile dopo il giuramento di aver visto un incidente stradale perché avvenuto nelle vicinanze di un terreno di proprietà, mentre da un accertamento dell’Agenzia dell’Entrate risultava di non aver mai posseduto tale terreno, integra la condotta del reato di falsa testimonianza.

Tribunale Avellino, 03/04/2018, n.544

Determinazione del compenso per la consulenza dell’avvocato

Il compenso per l’attività di consulenza ed assistenza posta in essere da un avvocato deve essere sempre proporzionato alla reale consistenza e all’effettiva valenza professionale espletata (nella specie: nella determinazione del compenso va tenuto conto dell’irrilevanza della predisposizione della denuncia per falsa testimonianza e dell’esame di questione fiscali successivamente effettuato, per cui la vertenza in questione è da considerarsi di valore indeterminabile, complessità media, applicandosi i parametri medi senza riconoscersi alcuna somma per la fase c.d. introduttiva, di spettanza del precedente difensore).

Tribunale Savona, 08/02/2018

Sentenza di luogo a procedere per il reato di falsa testimonianza

La parte civile non è legittimata a proporre ricorso in Cassazione contro la sentenza di non luogo a procedere emessa in relazione al delitto di falsa testimonianza, trattandosi di reato rispetto al quale persona offesa è solo lo Stato.

Cassazione penale sez. VI, 16/01/2018, n.20535

Richiesta di archiviazione

Non è affetto da nullità il provvedimento del guidice per le indagini preliminari che, a seguito di opposizione presentata da un soggetto non legittimato, in quanto privo della qualità di persona offesa, rigetta la richiesta di archiviazione ed ordina al pubblico ministero di formulare l’imputazione in quanto, pur volendo ritenere nullo o inefficace detto atto di opposizione, non vi è alcun rapporto di dipendenza tra lo stesso e l’ordine di formulare l’imputazione che costituisce invece esplicazione di un autonomo potere del giudice per le indagini preliminari, indipendente dall’opposizione della persona offesa. (Fattispecie in tema di falsa testimonianza).

Cassazione penale sez. VI, 20/12/2017, n.3358

Delitto di falsa testimonianza: criteri valutativi

Ai fini della configurabilità del delitto di falsa testimonianza, è sufficiente, nella natura di pericolo del reato, che i fatti oggetto della deposizione siano pertinenti alla causa e suscettibili di avere efficacia probatoria, anche se, in concreto, le dichiarazioni non hanno influito sulla decisione del giudice, dovendo la pertinenza e la rilevanza essere considerate con riferimento alla situazione processuale esistente al momento in cui il reato viene consumato.

Cassazione penale sez. VI, 09/11/2017, n.57227

Dichiarazioni raccolte dal pubblico ufficiale: hanno valore probatorio?

Le dichiarazioni raccolte dal pubblico ufficiale hanno, relativamente ai fatti dichiarati, lo stesso valore probatorio di quelle raccolte da qualsiasi altro soggetto; del resto, se si assegnasse valore di prove autosufficienti alle dichiarazioni raccolte fuori dal processo, sarebbero violate le disposizioni sulla prova testimoniale, che impongono le garanzie della presenza del giudice imparziale con i relativi poteri di direzione del processo e di verbalizzazione, dell’assunzione del contraddittorio tra le parti e della responsabilità per falsa testimonianza.

Tribunale Cassino sez. lav., 25/10/2017

Falsa testimonianza nel procedimento civile

In tema di falsa testimonianza resa nell’ambito di un procedimento civile, deve ritenersi tardiva, ai fini dell’applicabilità della causa di non punibilità prevista dall’art. 376, comma 2, c.p., la ritrattazione che, trattandosi di giudizio possessorio, sia intervenuta dopo la pronuncia dell’ordinanza definitoria di tale giudizio.

Cassazione penale sez. VI, 05/10/2017, n.49072



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2 Commenti

  1. Ho presentato una querela per diffamazione nei confronti di alcuni condomini, dove ho indicato due altri condomini (marito e moglie) come testimoni. Questi, una volta convocati dai Carabinieri, non hanno confermato quanto accaduto e raccontato al sottoscritto (se non avessi avuto tale conferma non avrei sporto querela). Pertanto sulla scorta dell’unita registrazione audio relativa alla conversazione tra me ed uno dei testimoni (che mi ha contestato che avrei dovuto chiedergli il permesso prima di indicare lui e la moglie come testimoni) posso depositare in Procura tale registrazione audio per dimostrare che i testimoni non hanno detto la verità quando sono stati convocati dai Carabinieri?

    1. Innanzitutto, è bene sottolineare quanto segue:1- Come il lettore ha riferito al condomino suo amico, la testimonianza non è una facoltà, bensì un obbligo previsto dalla legge e, in quanto tale, non prevede alcun avviso o richiesta di ‘permesso’ preventivo da parte di chi è informato su fatti che costituiscono (o possono costituire) reato.2- La falsa testimonianza è un reato e (a norma dell’art. 372 c.p.) prevede che chiunque, deponendo come testimone di fronte all’Autorità Giudiziaria (o alla Corte penale internazionale) affermi il falso o neghi il vero in relazione ai fatti sui quali è interrogato, sia punito con la reclusione da due a sei anni. Si tratta di un delitto procedibile d’ufficio che, si badi bene, si configura solo se il testimone è consapevole di dichiarare il falso.Ascoltando l’audio che il lettore ha allegato alla richiesta di consulenza, purtroppo, a parere dello scrivente non contiene una confessione del testimone che (oltre a non essere un testimone diretto dei fatti, in quanto li avrebbe appresi dalla moglie) nella conversazione conferma di non ricordare quanto accaduto.È bene sottolineare questo dato perché il lettore sappia che la sua registrazione non può essere una prova sufficiente a sostenere un’accusa per falsa testimonianza. Nonostante questo, proprio perché si tratta di un reato procedibile d’ufficio, il lettore può depositare la registrazione audio di cui è in possesso, rimettendo al Pubblico Ministero la decisione in ordine alla sussistenza del reato a carico del testimone.Il consiglio al lettore, dunque, è di non sporgere una querela (specifica) per falsa testimonianza (per non incorrere nel reato di calunnia) ma di presentare (in Procura) una integrazione della sua precedente querela per diffamazione, nella quale:– chiarire il tenore della conversazione avuta con il testimone;– allegare il file audio;– e chiedere che l’Autorità Giudiziaria valuti la sussistenza di un eventuale reato di falsa testimonianza, considerato che (essendo la moglie presente) ed essendo decorso decisamente poco tempo dai fatti, appare improbabile che i testimoni li abbiano rimossi.Se il lettore è in possesso del dispositivo sui cui è registrata la conversazione conviene che la depositi integralmente (sarà compito della autorità giudiziaria estrapolarne il contenuto e trascriverlo) oppure che incarichi un suo consulente per la trascrizione dell’audio che provvederà a depositare.

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