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Falsa testimonianza: ultime sentenze

5 Luglio 2019
Falsa testimonianza: ultime sentenze

Natura e configurabilità del reato di falsa testimonianza; requisiti di pertinenza e rilevanza delle dichiarazioni; istigazione rispetto alla falsa testimonianza; dichiarazioni spontanee; ritrattazione; provvedimento del giudice per le indagini preliminari.

Quando si configura il reato di falsa testimonianza? Il reato di falsa testimonianza sussiste quando le circostanze oggetto di falsità sono in grado di incidere sull’andamento del processo.

Reato di falsa testimonianza: natura

Il reato di falsa testimonianza, di cui all’articolo 372 del Cp, è un reato di pericolo, per la cui sussistenza è sufficiente che le circostanze oggetto di falsità siano pertinenti al processo, e, quindi, astrattamente idonee a incidere, anche in misura minima, sull’andamento del processo, mentre nessuna rilevanza può essere attribuita al reale grado di influenza che esse concretamente possano avere avuto ai fini della decisione.

Ne consegue che il reato può restare escluso solo nel caso in cui il falso sia assolutamente inidoneo a determinare un’alterazione del convincimento del giudice, ovvero a determinare un’alterazione del normale funzionamento dell’attività giudiziaria, in quanto vertente su fatti o circostanze assolutamente estranei al processo o, comunque, del tutto privi di rilevanza probatoria. Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato per il delitto de quo l’imputato che, nell’ambito del procedimento civile di risarcimento danni relativo a l un sinistro stradale, aveva fornito false indicazioni circa la dinamica dell’incidente, al solo scopo di favorire l’attore, venendo smentito dalle perizie effettuate sulle due autovetture, le quali hanno riportato una diversa dinamica dell’incidente.

Tribunale Frosinone, 03/07/2018, n.883

Quali sono gli effetti della ritrattazione?

La ritrattazione elimina la punibilità del delitto di falsa testimonianza quando consista in una smentita non equivoca del fatto falso o reticente oggetto della deposizione e nella manifestazione del vero, postulando una fedele esposizione degli avvenimenti che hanno formato oggetto della testimonianza tale da ripristinare in pieno la verità.

Pertanto, non può integrare la ritrattazione una dichiarazione che, pur volta a minimizzare le conseguenze processuali della testimonianza, sostanzialmente confermi il precedente racconto, o la mera insinuazione del dubbio sulla veridicità della prima deposizione che, tuttavia, non escluda la circostanza prima asserita con sicurezza. Analogamente, non costituisce ritrattazione una ammissione solo parziale dei fatti veri o la sostituzione della versione falsa con la generica affermazione di non ricordare bene a causa del tempo trascorso.

Cassazione penale sez. VI, 04/05/2018, n.38529

Reato di falsa testimonianza: prova

La prova su reato di falsa testimonianza può emergere da precedenti dichiarazioni rese dal soggetto anche come dichiarazioni spontanee. (Nel caso di specie era stato riconosciuto nelle precedenti dichiarazioni di imputato come autore di un’aggressione mentre successivamente tali dichiarazioni venivano smentite affermando che non era sicuro che era stato il soggetto non riconoscendolo).

Ufficio Indagini preliminari Benevento, 17/12/2018, n.205

Sequestro preventivo di terreno

È illegittimo il sequestro preventivo di un terreno, oggetto di un giudizio per usucapione, disposto in relazione al reato di falsa testimonianza contestato ai testi escussi in esso, difettando qualsiasi rapporto di pertinenzialità tra il reato ipotizzato ed il bene.

(In motivazione, la Corte ha precisato che gli effetti che con la misura si intendono in tal caso scongiurare, ovvero la perdita definitiva del bene, non discendono dal delitto in oggetto, bensì dalla sentenza, e che il sequestro non potrebbe neppure essere disposto in considerazione dell’eventuale proposizione dell’azione di revocazione in sede civile, giacché la misura reale “de qua” non può essere impiegata per conseguire scopi diversi da quelli suoi propri).

Cassazione penale sez. VI, 13/02/2019, n.11164

Difensore concorrente nel reato di falsa testimonianza

Il difensore può essere ritenuto concorrente nel reato di falsa testimonianza ex articoli 110 e 372 del codice penale se induce taluno a fornire all’autorità giudiziaria false notizie a favore del suo assistito, sicché assume rilevanza penale, ai fini dell’integrazione del contributo istigativo, ogni condotta che sia volta a conseguire l’indicato risultato senza che rilevi, al fine di escludere la necessaria efficienza causale del contributo, la non identità di tempo e di luogo in cui l’istigazione venga posta in essere rispetto alla falsa testimonianza resa dinnanzi all’ufficio giudiziario procedente che è, invece, fisiologica rispetto a un siffatto concorso nel reato tipico.

Cassazione penale sez. VI, 16/10/2018, n.10893

Dichiarazione sotto giuramento smentita dall’accertamento dell’Agenzia dell’Entrate

Il testimone che dichiara al giudice civile dopo il giuramento di aver visto un incidente stradale perché avvenuto nelle vicinanze di un terreno di proprietà, mentre da un accertamento dell’Agenzia dell’Entrate risultava di non aver mai posseduto tale terreno, integra la condotta del reato di falsa testimonianza.

Tribunale Avellino, 03/04/2018, n.544

Determinazione del compenso per la consulenza dell’avvocato

Il compenso per l’attività di consulenza ed assistenza posta in essere da un avvocato deve essere sempre proporzionato alla reale consistenza e all’effettiva valenza professionale espletata (nella specie: nella determinazione del compenso va tenuto conto dell’irrilevanza della predisposizione della denuncia per falsa testimonianza e dell’esame di questione fiscali successivamente effettuato, per cui la vertenza in questione è da considerarsi di valore indeterminabile, complessità media, applicandosi i parametri medi senza riconoscersi alcuna somma per la fase c.d. introduttiva, di spettanza del precedente difensore).

Tribunale Savona, 08/02/2018

Sentenza di luogo a procedere per il reato di falsa testimonianza

La parte civile non è legittimata a proporre ricorso in Cassazione contro la sentenza di non luogo a procedere emessa in relazione al delitto di falsa testimonianza, trattandosi di reato rispetto al quale persona offesa è solo lo Stato.

Cassazione penale sez. VI, 16/01/2018, n.20535

Richiesta di archiviazione

Non è affetto da nullità il provvedimento del guidice per le indagini preliminari che, a seguito di opposizione presentata da un soggetto non legittimato, in quanto privo della qualità di persona offesa, rigetta la richiesta di archiviazione ed ordina al pubblico ministero di formulare l’imputazione in quanto, pur volendo ritenere nullo o inefficace detto atto di opposizione, non vi è alcun rapporto di dipendenza tra lo stesso e l’ordine di formulare l’imputazione che costituisce invece esplicazione di un autonomo potere del giudice per le indagini preliminari, indipendente dall’opposizione della persona offesa. (Fattispecie in tema di falsa testimonianza).

Cassazione penale sez. VI, 20/12/2017, n.3358

Delitto di falsa testimonianza: criteri valutativi

Ai fini della configurabilità del delitto di falsa testimonianza, è sufficiente, nella natura di pericolo del reato, che i fatti oggetto della deposizione siano pertinenti alla causa e suscettibili di avere efficacia probatoria, anche se, in concreto, le dichiarazioni non hanno influito sulla decisione del giudice, dovendo la pertinenza e la rilevanza essere considerate con riferimento alla situazione processuale esistente al momento in cui il reato viene consumato.

Cassazione penale sez. VI, 09/11/2017, n.57227

Dichiarazioni raccolte dal pubblico ufficiale: hanno valore probatorio?

Le dichiarazioni raccolte dal pubblico ufficiale hanno, relativamente ai fatti dichiarati, lo stesso valore probatorio di quelle raccolte da qualsiasi altro soggetto; del resto, se si assegnasse valore di prove autosufficienti alle dichiarazioni raccolte fuori dal processo, sarebbero violate le disposizioni sulla prova testimoniale, che impongono le garanzie della presenza del giudice imparziale con i relativi poteri di direzione del processo e di verbalizzazione, dell’assunzione del contraddittorio tra le parti e della responsabilità per falsa testimonianza.

Tribunale Cassino sez. lav., 25/10/2017

Falsa testimonianza nel procedimento civile

In tema di falsa testimonianza resa nell’ambito di un procedimento civile, deve ritenersi tardiva, ai fini dell’applicabilità della causa di non punibilità prevista dall’art. 376, comma 2, c.p., la ritrattazione che, trattandosi di giudizio possessorio, sia intervenuta dopo la pronuncia dell’ordinanza definitoria di tale giudizio.

Cassazione penale sez. VI, 05/10/2017, n.49072



2 Commenti

  1. Ho presentato una querela per diffamazione nei confronti di alcuni condomini, dove ho indicato due altri condomini (marito e moglie) come testimoni. Questi, una volta convocati dai Carabinieri, non hanno confermato quanto accaduto e raccontato al sottoscritto (se non avessi avuto tale conferma non avrei sporto querela). Pertanto sulla scorta dell’unita registrazione audio relativa alla conversazione tra me ed uno dei testimoni (che mi ha contestato che avrei dovuto chiedergli il permesso prima di indicare lui e la moglie come testimoni) posso depositare in Procura tale registrazione audio per dimostrare che i testimoni non hanno detto la verità quando sono stati convocati dai Carabinieri?

    1. Innanzitutto, è bene sottolineare quanto segue:1- Come il lettore ha riferito al condomino suo amico, la testimonianza non è una facoltà, bensì un obbligo previsto dalla legge e, in quanto tale, non prevede alcun avviso o richiesta di ‘permesso’ preventivo da parte di chi è informato su fatti che costituiscono (o possono costituire) reato.2- La falsa testimonianza è un reato e (a norma dell’art. 372 c.p.) prevede che chiunque, deponendo come testimone di fronte all’Autorità Giudiziaria (o alla Corte penale internazionale) affermi il falso o neghi il vero in relazione ai fatti sui quali è interrogato, sia punito con la reclusione da due a sei anni. Si tratta di un delitto procedibile d’ufficio che, si badi bene, si configura solo se il testimone è consapevole di dichiarare il falso.Ascoltando l’audio che il lettore ha allegato alla richiesta di consulenza, purtroppo, a parere dello scrivente non contiene una confessione del testimone che (oltre a non essere un testimone diretto dei fatti, in quanto li avrebbe appresi dalla moglie) nella conversazione conferma di non ricordare quanto accaduto.È bene sottolineare questo dato perché il lettore sappia che la sua registrazione non può essere una prova sufficiente a sostenere un’accusa per falsa testimonianza. Nonostante questo, proprio perché si tratta di un reato procedibile d’ufficio, il lettore può depositare la registrazione audio di cui è in possesso, rimettendo al Pubblico Ministero la decisione in ordine alla sussistenza del reato a carico del testimone.Il consiglio al lettore, dunque, è di non sporgere una querela (specifica) per falsa testimonianza (per non incorrere nel reato di calunnia) ma di presentare (in Procura) una integrazione della sua precedente querela per diffamazione, nella quale:– chiarire il tenore della conversazione avuta con il testimone;– allegare il file audio;– e chiedere che l’Autorità Giudiziaria valuti la sussistenza di un eventuale reato di falsa testimonianza, considerato che (essendo la moglie presente) ed essendo decorso decisamente poco tempo dai fatti, appare improbabile che i testimoni li abbiano rimossi.Se il lettore è in possesso del dispositivo sui cui è registrata la conversazione conviene che la depositi integralmente (sarà compito della autorità giudiziaria estrapolarne il contenuto e trascriverlo) oppure che incarichi un suo consulente per la trascrizione dell’audio che provvederà a depositare.

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