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Prescrizione finanziamento non pagato

5 Giugno 2019 | Autore:
Prescrizione finanziamento non pagato

Ecco quanto tempo hanno a disposizione banche e finanziarie per riscuotere le rate non pagate dei finanziamenti.

Alcuni anni fa, hai chiesto un prestito a una finanziaria, per effettuare dei piccoli lavori in casa. Non si trattava di una grossa cifra: qualche migliaio di euro, giusto quello che ti serviva in quel momento. Sapevi di poter rimborsare il finanziamento con facilità: la rata era di importo contenuto e il tuo bilancio familiare tale da poter fare fronte agevolmente a questo impegno. Dopo alcuni mesi, però, si è verificato un evento imprevedibile: l’azienda in cui lavoravi è fallita e ti sei ritrovato senza stipendio. A questo punto, avete dovuto far fronte a tutte le spese familiari contando soltanto sul reddito di tua moglie, che svolge un lavoro part-time. Così, dovendo necessariamente pagare acqua, luce e gas e fare la spesa per sopravvivere, non hai più potuto rimborsare la finanziaria. Quest’ultima ha incominciato a farti telefonate di sollecito, poi lettere di diffida, anche a mezzo di un legale. Da parecchio tempo, però, non hai più sue notizie. Forse il tuo debito si è estinto? Sarebbe importante per te sapere quando avviene la prescrizione di un finanziamento non pagato. Qui troverai la risposta.

Finanziamento non pagato: cosa rischio?

Prima di affrontare l’argomento della prescrizione del finanziamento, è importante parlarti dei rischi derivanti dal mancato pagamento delle rate. Ti dico questo non per spaventarti, ma perché ritengo che la conoscenza sia il giusto punto di partenza per trovare le soluzioni e per tutelarsi al meglio.

Innanzitutto, dobbiamo distinguere tra due tipi di finanziamento: il prestito e il mutuo. In entrambi i casi, siamo in presenza di un istituto di credito (banca o finanziaria) che eroga denaro a una persona che ne ha fatto richiesta. Vi sono, tuttavia, delle importanti differenze. Ecco quali:

  • il prestito è un finanziamento che ha ad oggetto una somma di denaro di bassa o media entità: da poche centinaia di euro a qualche migliaio. Ogni istituto di credito ha un limite massimo entro il quale si può parlare di prestito, di solito intorno a 50.000 euro. I tempi per il rimborso sono brevi o medi, da alcuni mesi a qualche anno. Inoltre, per richiedere il prestito non occorre specificare le finalità per le quali occorre il denaro, né fornire garanzie su immobili: basta avere un reddito sufficiente e non aver avuto in passato problemi nel rimborsare altri finanziamenti. Per la stipula del prestito non si va dal notaio, ma il richiedente e l’istituto di credito sottoscrivono una semplice scrittura privata;
  • il mutuo è, invece, un finanziamento che ha ad oggetto somme di denaro più elevate, che di solito necessitano per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile. Per concederlo l’istituto di credito pretende sempre di iscrivere un’ipoteca su quest’ultimo, come garanzia. Per la stipula del mutuo è necessario l’atto notarile.

Conoscere questa differenza è importante, per avere consapevolezza di quello che l’istituto di credito può fare subito se non si paga una rata.

In caso di mancato pagamento, devi aspettarti come prima cosa delle telefonate di sollecito. Se il tuo interlocutore è una banca, ti chiamerà il direttore o un funzionario; se invece è una finanziaria riceverai delle chiamate da parte di operatori di call center. Questi ultimi di solito sono piuttosto aggressivi e cercheranno di intimorirti, prospettandoti l’imminenza di un pignoramento.

Non devi lasciarti condizionare da queste pressioni: infatti, la finanziaria non può avviare un  pignoramento dall’oggi al domani, senza essere in possesso di un titolo esecutivo. Con questo termine si intende un documento dal quale risulta in maniera “ufficiale” il credito. A questo proposito, devi avere ben chiara questa distinzione:

  • se il finanziamento consiste in un mutuo, hai stipulato un atto dal notaio. Per legge l’atto notarile è un titolo esecutivo, sufficiente per poter procedere nei confronti del debitore;
  • se si tratta di un prestito, l’istituto di credito possiede una semplice scrittura privata: deve quindi ottenere un titolo esecutivo chiedendolo al giudice. Più precisamente, si tratterà di un decreto ingiuntivo, che consiste nell’ordine, rivolto al debitore, di pagare quanto  dovuto entro il termine di 40 giorni dalla sua notifica. In questo caso, non voglio dirti che tu non debba prendere sul serio i solleciti di pagamento verbali; devi però sapere che le minacce di immediato pignoramento nei tuoi confronti sono del tutto prive di fondamento.

Prima di arrivare alla notifica del titolo esecutivo, ti perverranno delle richieste di pagamento e delle diffide scritte, anche da società di recupero crediti. Se queste comunicazioni avvengono con lettera semplice, e non con raccomandata, non hanno valore legale, perché è impossibile dimostrare che tu le abbia ricevute.

Se ti viene notificato il decreto ingiuntivo, e ritieni di non dovere la somma che ti viene richiesta, puoi proporre opposizione entro 40 giorni. Così facendo, instauri una causa, in cui l’istituto di credito deve dimostrare l’esistenza del suo diritto, e tu eventuali fatti che invece lo escludono o ne limitano l’importo (ad esempio interessi al di sopra di quelli consentiti dalla legge, nullità del contratto e così via).

Considera che la proposizione dell’opposizione non impedisce all’istituto di credito di procedere ulteriormente, a meno che tu non riesca ad ottenere dal giudice una sospensione.  Diversamente, in caso di mancata opposizione, o di mancata sospensione da parte del giudice, l’istituto di credito potrà promuovere un pignoramento nei tuoi confronti. A tal fine, valuterà se pignorare i tuoi beni mobili, il tuo veicolo o il tuo stipendio. Quanto al pignoramento degli immobili, si tratta di una procedura piuttosto lunga e certamente costosa, per cui vi si ricorre in presenza di crediti più consistenti, certamente non inferiori a 5.000 euro.

Infine, considera che il ritardo o il mancato pagamento anche solo di due rate comporta l’iscrizione negli elenchi dei cattivi pagatori: una banca dati nella quale vengono inseriti i nominativi di coloro che hanno avuto problemi nel rimborsare un finanziamento. Questi elenchi sono consultabili dagli istituti di credito, ed esservi iscritti comporta l’impossibilità di ricevere altro denaro in prestito, di emettere assegni o di utilizzare carte di credito. Per saperne di più puoi leggere: Come si finisce nell’elenco dei cattivi pagatori?

Cos’è la prescrizione?

Il Codice civile [1] stabilisce che un diritto si estingue se non viene esercitato per un certo periodo di tempo. La prescrizione è, appunto, l’estinzione dei diritti per effetto del decorso del tempo.

Il periodo necessario perché operi la prescrizione non è sempre uguale: esso cambia da un diritto all’altro. Inoltre, in alcuni casi, la prescrizione si interrompe. Ciò avviene:

  • quando si inizia una causa per far valere il diritto. facciamo un esempio. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive, di norma, in cinque anni. Tizio, essendo stato danneggiato da Caio, gli fa causa. L’atto con il quale egli inizia il giudizio interrompe il termine di prescrizione;
  • quando si notifica al debitore un atto di costituzione in mora. Si tratta di una richiesta scritta, fatta al debitore, di pagare quanto dovuto. per avere valore legale essa deve essere trasmessa a mezzo raccomandata, o tramite ufficiale giudiziario;
  • quando lo stesso debitore riconosce espressamente e per iscritto il diritto del creditore.

In tutti i casi di interruzione, il termine di prescrizione ricomincia a decorrere da capo. Tornando al caso del diritto al risarcimento del danno, che come abbiamo detto si prescrive in cinque anni. Tizio ha subito un danno a causa del comportamento di Caio; il fatto che ha prodotto il danno si è verificato il 15 gennaio 2016.

Pertanto, il diritto di Tizio si prescriverà il 15 gennaio 2021. Però Tizio notifica a Caio una formale richiesta di risarcimento il 20 dicembre 2017; questo atto interrompe la prescrizione e da tale data il termine ricomincia a decorerre da capo, andando a scadere il 20 dicembre 2022.

Vi sono, poi, dei diritti non soggetti a prescrizione: si dice che sono imprescrittibili. Essi sono:

  • i diritti della persona (ad esempio quello alla salute, all’onore, all’integrità fisica, e così via);
  • i diritti inerenti i rapporti di famiglia (ad esempio quelli dei figli verso i genitori);
  • l’azione avente lo scopo di far dichiarare la nullità di un contratto;
  • il diritto di proprietà.

In quanto tempo si prescrive il finanziamento non pagato?

Il termine di prescrizione relativo ai finanziamenti è di 10 anni. Infatti, il codice civile stabilisce che di norma la prescrizione è decennale, a meno che la legge non preveda diversamente. Per i finanziamenti non vi sono prescrizioni specifiche, quindi si fa riferimento a tale durata.

Attenzione, però: il suddetto termine non si riferisce all’intero finanziamento, ma alle singole rate. Ogni rata deve essere considerata come un credito a sé stante, e da ciascuna scadenza decorre un termine di prescrizione. Se, ad esempio, il finanziamento deve essere rimborsato in 60 rate, opereranno 60 termini di prescrizione diversi, tutti di 10 anni, decorrenti da ogni scadenza.

Come farai a sapere se il credito relativo a una o più rate del finanziamento è prescritto? Dovrai controllare la data di scadenza di ogni rata, e contare, a partire da essa, 10 anni. Se questo termine è trascorso, il credito potrebbe essere prescritto; devi però verificare di non aver ricevuto, prima che esso scadesse, richieste scritte di pagamento comunicate in maniera “ufficiale” (quindi con raccomandata o a mezzo di ufficiale giudiziario). Se questo non è avvenuto, è certamente intervenuta la prescrizione. Se, invece, hai ricevuto una richiesta di pagamento o una diffida, il termine si è interrotto: devi quindi ricominciare a contare 10 anni dalla data in cui hai ricevuto tale comunicazione.

Facciamo un esempio pratico. Non hai pagato una rata di un finanziamento che scadeva il 15 gennaio 2008. Contando 10 anni da tale data, la prescrizione dovrebbe essere intervenuta il 15 gennaio 2018. Se però hai ricevuto una formale richiesta di pagamento il 22 marzo 2016, la prescrizione si è interrotta ed ha ricominciato a decorrere da quest’ultima data: il credito si estinguerà quindi il 22 marzo 2026.

Ora sai quando si verifica la prescrizione di un finanziamento non pagato. Questo ti consentirà di verificare se, essendovi delle rate che non hai versato, tu debba ancora pagarle o se invece possa considerarti per sempre libero dal tuo debito.

note

[1] Art. 2946 cod. civ.


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