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Accettazione eredità con beneficio di inventario

25 Giugno 2019 | Autore:
Accettazione eredità con beneficio di inventario

Accettazione dell’eredità: per tutelarsi dai debiti del defunto ed evitare il pignoramento sui propri beni è possibile il beneficio di inventario.

Tuo padre è morto. Sei obbligato ad accettare l’eredità? Hai sentito parlare dell’accettazione con beneficio di inventario ma non sai in cosa consiste? Ci sono dei tempi entro i quali effettuarla? Nella maggior parte dei casi la morte di un soggetto rappresenta un evento doloroso che colpisce la sfera personale dei suoi congiunti. Tale avvenimento incide però, anche dal punto di vista legale e burocratico in quanto, all’apertura della successione, gli eredi si trovano a dovere decidere se accettare l’eredità o se rinunciarvi. Bisogna considerare che l’accettazione dell’eredità comporta che essi diventeranno titolari non solo dei beni (sia mobili sia immobili) e dei crediti del defunto ma anche dei suoi eventuali debiti.

Pertanto, se c’è il rischio che questi ultimi siano superiori ai crediti, prima di decidere è opportuno che gli eredi analizzino la situazione economica in cui versava lo scomparso, così da capire cosa conviene fare al fine di non rimetterci. In questi casi una soluzione utile è rappresentata dall’accettazione con beneficio di inventario. Ma in cosa consiste tale tipo di accettazione? Quali sono le modalità, i costi e i tempi per effettuarla? Entriamo nel dettaglio dell’argomento.

Accettazione dell’eredità

L’accettazione dell’eredità è lo strumento mediante il quale l’erede acquista l’eredità. Questi cioè, diventa titolare dei beni e dei diritti che appartenevano al defunto, compresi anche i debiti dello scomparso.

Esistono due tipi di accettazione:

  • espressa, che si ha quando la relativa dichiarazione viene fatta davanti ad un notaio o a un cancelliere in tribunale, i quali provvedono a redigere un atto pubblico, oppure viene fatta mediante una scrittura privata. Nel primo caso ad esempio Caio va da un notaio e gli comunica di accettare l’eredità del padre. Quest’ultimo pertanto, redige un verbale in cui mette per iscritto la volontà dell’erede. Nella seconda ipotesi Sempronio scrive una lettera in cui dichiara di accettare l’eredità della madre;
  • tacita, che si ha quando l’erede compie uno o più atti che dimostrano la sua volontà di accettare l’eredità anche se manca un atto formale (si pensi al caso di Tizio che, alla morte del padre, vende una casa di proprietà del defunto).

La legge prevede che, in entrambi i casi, l’accettazione dell’eredità può essere effettuata nel termine di dieci anni dall’apertura della successione, che in genere coincide con la data di morte del congiunto [1].

Cos’è l’accettazione con beneficio di inventario

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario è un atto che consente all’erede di tenere distinto il proprio patrimonio da quello del defunto [2]. In tal modo, questi non sarà obbligato a rispondere di eventuali debiti dello scomparso ricorrendo alle proprie disponibilità personali ma soltanto utilizzando il patrimonio ereditato. In altre parole in caso di debiti non pagati del defunto, i suoi creditori potranno pignorare solo i beni ereditati e non quelli di cui l’erede era proprietario prima.

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario si differenzia, pertanto, dall’accettazione pura e semplice che comporta la fusione del patrimonio del defunto con quello dell’erede. Infatti, in quest’ultimo caso, l’erede sarà obbligato a saldare gli eventuali debiti lasciati dal defunto, mettendo mano al proprio patrimonio.

E’ opportuna l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario quando non è chiaro l’ammontare dei debiti e dei crediti dello scomparso e di conseguenza l’erede rischia con la propria scelta di rimetterci. Quando invece, i debiti sono superiori ai crediti allora l’erede farà bene a rinunciare completamente all’eredità.

Quando l’accettazione con beneficio di inventario è obbligatoria

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario è facoltativa. Tuttavia la legge prevede che sia obbligatoria in alcuni casi particolari al fine di tutelare soggetti giuridicamente deboli [3].

Più precisamente tali soggetti sono:

  • i minorenni e gli interdetti (ad esempio coloro che sono stati dichiarati con sentenza incapaci di provvedere ai propri interessi a causa di un’abituale infermità di mente);
  • i minori emancipati (cioè coloro che con sentenza sono stati ammessi a contrarre matrimonio prima del compimento della maggiore età) e gli inabilitati (come ad esempio i soggetti che sono stati dichiarati con sentenza incapaci di tutelare i propri interessi perché dediti all’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti);
  • le persone giuridiche, le associazioni, le fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse le società commerciali.

Anche se in questi casi l’accettazione è obbligatoria, non vuol dire che sia automatica: occorre infatti che un responsabile compia l’atto necessario affinché sia valida. Nello specifico per i minori e gli interdetti saranno i genitori o i tutori a compiere l’atto di accettazione, previa autorizzazione del giudice tutelare; per i minori emancipati e gli inabilitati occorre il consenso del curatore oltre all’autorizzazione del giudice tutelare.

Forma dell’accettazione con beneficio di inventario

Per accettare l’eredità con beneficio di inventario sono necessari alcuni requisiti fondamentali la cui mancanza ne determina la nullità. Infatti, l’accettazione deve avvenire con un atto pubblico mediante l’apposito procedimento descritto nel codice civile.

La dichiarazione deve essere presentata alla cancelleria del tribunale civile competente per la zona in cui si è aperta la successione (cioè il luogo dell’ultimo domicilio del defunto) o ad un notaio, che si occuperà della trasmissione dell’atto al Tribunale.

La dichiarazione va iscritta nel registro delle successioni che si trova presso il Tribunale. Successivamente entro un mese dall’inserzione, la dichiarazione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l’ufficio dei registri immobiliari competente.

In caso di più eredi, l’accettazione con beneficio di inventario fatta da uno solo di essi si estende a tutti gli altri.

Documenti da allegare alla dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario

Per l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario l’erede deve presentarsi allo studio del notaio, previo appuntamento, o alla cancelleria del tribunale competente, munito della seguente documentazione:

  • certificato di morte in carta semplice o autocertificazione di morte se si tratta del coniuge, di un ascendente (ad esempio del nonno) o di un discendente (ad esempio del figlio);
  • certificato di ultima residenza del defunto;
  • copia del codice fiscale del defunto e dell’erede o degli eredi che accettano l’eredità;
  • copia del documento d’identità del defunto e dell’erede o degli eredi che accettano l’eredità;
  • per eredi minori, inabilitati o interdetti, autorizzazione del giudice tutelare.

Costi dell’accettazione con beneficio di inventario

I costi da sostenere per l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario sono:

  • 2 marche da bollo da € 16;
  • 1 marca da bollo da € 11,54;
  • 1 marca da bollo da € 11,54 per il rilascio entro 5 giorni della copia dell’atto, più un’altra da € 32,62 per il rilascio a vista.

Se l’accettazione è fatta tramite notaio, sarà quest’ultimo ad occuparsi di tali incombenze.

Subito dopo la dichiarazione, occorre effettuare il versamento per la trascrizione, che è pari a € 294, mediante modello F23 da ritirare in banca o presso gli uffici postali.

Per la redazione dell’inventario, inoltre, si dovranno pagare un contributo unificato di € 98 e una marca da bollo da € 27.

Redazione dell’inventario

Prima o dopo la dichiarazione di accettazione l’erede deve fare redigere l’inventario ossia l’elenco contenente la descrizione di tutti i beni, i crediti e i debiti appartenuti alla persona deceduta. A tal fine deve presentare un apposito ricorso in tribunale affinché alla redazione provveda il cancelliere oppure il notaio al quale si è rivolto per la pratica di accettazione con beneficio.

Termini per la redazione dell’inventario  

L’inventario va redatto in tempi ben precisi, che variano a seconda dei casi.

Se il soggetto chiamato all’eredità è nel possesso dei beni ereditari, il termine è di tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o da quando è venuto a conoscenza dell’eredità. Dalla chiusura dell’inventario, l’erede ha poi, quaranta giorni per decidere se accettare o meno l’eredità ricevuta. Trascorso inutilmente tale termine, egli diventa erede puro e semplice con la conseguenza che dovrà farsi carico di tutti gli eventuali debiti del defunto dei quali risponderà anche con il proprio patrimonio [4].

Il termine per redigere l’inventario può essere prorogato di altri tre mesi mediante un’apposita richiesta, presentata al tribunale competente.

Se il chiamato all’eredità non si trova nel possesso dei beni, la dichiarazione di accettazione o di rinuncia all’eredità va fatta nel termine di 10 anni dall’apertura della successione [5].

Una volta effettuata la dichiarazione, l’erede ha poi, tre mesi di tempo entro i quali deve redigere l’inventario, salvo la concessione di proroghe e con sanzione, in difetto, di essere considerato erede puro e semplice.

Se, invece, il chiamato all’eredità che non si trova nel possesso dei beni, non ha compiuto la dichiarazione ma ha già redatto l’inventario, deve fare la dichiarazione nel termine di quaranta giorni, altrimenti perderà il diritto di accettare l’eredità.

Se qualcuno ha chiesto al giudice di fissare un termine per l’accettazione da parte del chiamato, questi dovrà fare l’inventario entro tale termine, salva la possibilità di chiedere una proroga su istanza al Tribunale.

Quando si perde il diritto di accettare l’eredità con beneficio di inventario

Il diritto di accettare con beneficio di inventario si perde nel caso:

  • si sia provveduto a vendere beni ereditari senza autorizzazione del giudice [6];
  • si siano rese delle dichiarazioni infedeli per quanto riguarda la redazione dell’inventario o si siano volutamente omesse delle voci [7].

L’accettazione è nulla nell’ipotesi in cui si sia omessa di seguire in tutto o in parte la procedura prevista dalla legge [8].

Considerazioni finali

In conclusione, accettare l’eredità con beneficio di inventario non significa che il chiamato all’eredità non diviene erede. Al contrario egli erediterà tutti debiti e i crediti del defunto, potendo anche riscuotere questi ultimi. Tuttavia, non sarà tenuto a pagare i debiti che vanno oltre il valore del patrimonio ricevuto, potendoli estinguere solo con l’utilizzo dell’eredità ricevuta senza ricorrere ai beni personali. Pagati i creditori con l’attivo disponibile del patrimonio ereditario, l’erede non sarà responsabile per i crediti rimasti ancora insoddisfatti [9].


note

[1] Art. 480 cod. civ.

[2] Art. 490 cod. civ.

[3] Artt. 471, 472 e 473 cod. civ.

[4] Art. 485 cod. civ.

[5] Art. 487 cod. civ.

[6] Art. 493 cod. civ.

[7] Art. 494 cod. civ.

[8] Art. 505 cod. civ.

[9] Art. 495 cod. civ.


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