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Carta di circolazione provvisoria scaduta

29 Giugno 2019 | Autore:
Carta di circolazione provvisoria scaduta

Carta di circolazione: definitiva e provvisoria. Differenze, contenuti, rilascio, sanzioni. Cosa fare nell’ipotesi di furto e quando occorre aggiornarla.

Perché viene rilasciata la carta di circolazione provvisoria? Qual è il suo contenuto? Questo documento ha una validità massima? La carta di circolazione detta anche libretto di circolazione, è uno dei documenti che ogni automobilista deve avere sempre con sé nel momento in cui si pone alla guida di un veicolo, sia esso un’autovettura oppure una moto. Infatti, il legislatore italiano ha previsto che per potere circolare su una strada pubblica, il conducente deve prima assolvere a determinati obblighi al fine di garantire la sicurezza di tutti gli altri utenti. Tra tali doveri rientra anche quello del possesso dei documenti di circolazione.

Pertanto, non è sufficiente che il guidatore abbia la patente e il certificato assicurativo ma è indispensabile che possieda pure la carta di circolazione e ciò anche nell’ipotesi di una carta di circolazione non definitiva. Ne consegue che è giustificato chiedersi: Cosa succede se vengo sorpreso alla guida di un mezzo con una carta di circolazione provvisoria scaduta? Tale comportamento è punibile, considerata l’importanza del documento? Cerchiamo di rispondere insieme a queste domande, partendo dall’esame in generale della carta di circolazione. Vedremo inoltre, cosa fare nell’ipotesi di smarrimento, furto o distruzione e quali sono gli aggiornamenti che è necessario riportare.

Cos’è la carta di circolazione?

La carta di circolazione si può correttamente definire come la “carta di identità” del veicolo, in quanto ne certifica l’idoneità alla circolazione. In precedenza veniva chiamata libretto di circolazione poiché era rilegata a forma di libro.

Oggi, è costituita da quattro pagine in cui sono riportate una serie di informazioni fondamentali del mezzo come ad esempio:

  • i dati del proprietario;
  • le caratteristiche costruttive del veicolo;
  • la marca;
  • il modello;
  • le dimensioni;
  • la classe di emissione inquinante;
  • i consumi dichiarati;
  • il numero del telaio:
  • la massa massima a carico tecnicamente ammissibile;
  • la potenza netta massima espressa in kilowattora (kW);
  • il tipo di combustibile o di alimentazione dell’auto;
  • il numero di immatricolazione.

La carta di circolazione non va confusa con il certificato di proprietà, che ha valore di titolo di proprietà del veicolo e viene rilasciato dal Pubblico registro automobilistico (Pra).

Ogni carta di circolazione ha un proprio numero con caratteristiche tali da garantirne l’antifalsificazione al fine di evitarne contraffazioni o alterazioni da parte di chi volesse riciclare un mezzo di provenienza illecita. In merito va menzionata una direttiva della Comunità Europea [1], la quale ha unificato per conformazione, caratteristiche e sistemi di sicurezza antifalsificazione, le carte di circolazione emesse in tutti i Paesi membri.

Modalità di rilascio della carta di circolazione

La carta di circolazione viene rilasciata dalla Motorizzazione civile al momento dell’immatricolazione di un veicolo nuovo. Normalmente all’immatricolazione provvede il concessionario presso il quale il mezzo è stato acquistato, previa consegna di tutti i documenti necessari.

La documentazione richiesta è:

  • n.1 fotocopia del codice fiscale dell’acquirente;
  • n.1 fotocopia del suo documento di identità;
  • n. 1 certificato di residenza ovvero n. 1 dichiarazione sostitutiva del certificato di residenza.

A sua volta, il venditore consegna la predetta documentazione alla Motorizzazione civile e più precisamente allo Sportello telematico dell’automobilista (Sta), allegando anche la dichiarazione di conformità del veicolo e la ricevuta di pagamento delle tasse previste per la procedura. Spetta poi, alla Motorizzazione civile redigere l’atto di immatricolazione. Il concessionario invece, consegna l’atto di vendita al Pra per la registrazione. Successivamente, la Motorizzazione civile emette la targa e stampa la carta di circolazione.

Generalmente, sono sufficienti tre giorni lavorativi dopo i quali, stipulata l’assicurazione, si può ritirare l’auto e circolare in strada.

Per completare la procedura occorre registrare il mezzo presso il Pra nei 60 giorni successivi al rilascio della carta di circolazione.

Invece, chi intende procedere all’immatricolazione personalmente, deve essere in possesso della documentazione sopra elencata e pure dell’atto di vendita del veicolo, consegnato dal venditore. Quindi, può collegarsi al sito dello Sta e fare la domanda di immatricolazione che, in automatico, viene trasmessa alla Motorizzazione civile e all’Aci.

A questo punto, il richiedente deve attendere che lo Sta confermi l’assegnazione della targa e che proceda con la stampa del libretto di circolazione e del certificato di proprietà prodotto per via telematica. Anche in questo caso bisogna iscrivere il veicolo al Pra, nei successivi 60 giorni, compilando l’apposito modello.

Carta di circolazione provvisoria

Nei casi in cui la carta di circolazione non può essere rilasciata contemporaneamente alla targa, la Motorizzazione civile provvede a rilasciare una carta di circolazione provvisoria della validità massima di 90 giorni. Questo può avvenire quando al momento della registrazione della targa non corrisponde un contemporaneo inserimento dei dati del veicolo, contenuti nella carta di circolazione, nell’archivio nazionale.

La caratteristica peculiare di tale documento è quella di essere provvisoria e non definitiva, quindi valida per un periodo limitato di tempo.

Contenuto della carta di circolazione provvisoria

La carta di circolazione provvisoria è costituita da un apposito foglio, con scrittura a ricalco, contenuto nel modello TT2119, compilato dal richiedente.

Su tale documento viene:

  • barrata la specifica voce “carta di circolazione provvisoria”;
  • apposta la data del rilascio;
  • apposta la firma del funzionario addetto e il timbro dell’ufficio.

Con la carta di circolazione provvisoria è possibile circolare all’estero sia negli Stati membri dell’Unione Europea sia in quelli extra UE, in quanto il documento contiene tutti i requisiti previsti dalla legge in materia [2].

Cosa succede se si circola con la carta di circolazione provvisoria scaduta?

Il guidatore che viene sorpreso alla guida di un mezzo con una carta di circolazione provvisoria scaduta è punito con una sanzione amministrativa compresa tra i € 42 e i € 173. In questo caso, infatti, si applica la stessa sanzione prevista per l’ipotesi di guida senza carta di circolazione e per quella di guida senza carta di circolazione provvisoria [3].

In questi due ultimi casi, il guidatore viene invitato dall’autorità a recarsi entro un determinato termine stabilito nell’invito medesimo, presso gli uffici di polizia per esibire la carta di circolazione o quella di circolazione provvisoria. Se non dovesse ottemperare all’invito, verrà punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 431 a € 1.734 [4].

Smarrimento, furto o distruzione della carta di circolazione

In caso di smarrimento, furto o distruzione della carta di circolazione per prima cosa occorre presentare denuncia, entro 48 ore dall’accaduto, presso un ufficio della polizia di Stato o presso un comando dell’Arma dei carabinieri. La denuncia può essere inoltrata anche telematicamente mediante il servizio Denuncia via web.

La denuncia va poi, formalizzata di persona recandosi alla polizia o dai carabinieri, entro 48 ore dall’invio.

Le autorità provvedono a rilasciare un permesso di circolazione provvisorio e contestualmente richiedono il rilascio del duplicato della carta al ministero dei Trasporti Terrestri.

Da questo momento in poi, se la carta di circolazione persa, rubata o distrutta dovesse essere ritrovata, non è più valida e va distrutta.

Se è possibile duplicare la carta di circolazione, l’ufficio centrale operativo della Motorizzazione civile provvede in automatico, inviandola direttamente presso il domicilio del richiedente. Al momento della consegna della nuova carta di circolazione, il proprietario dell’auto dovrà pagare € 10,20 in contrassegno, oltre alle spese postali.

Se il duplicato non dovesse arrivare nei 45 giorni successivi al rilascio del permesso provvisorio, occorre contattare il numero verde 800232323, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e il sabato dalle 8 alle 14.

Se la duplicazione non è tecnicamente possibile, l’automobilista deve recarsi alla Motorizzazione civile e chiedere il duplicato.

A seguito della richiesta l’ufficio rilascia un nuovo permesso provvisorio valido fino al giorno in cui il duplicato potrà essere ritirato presso lo sportello.

Smarrimento, furto o distruzione della carta di circolazione all’estero

Qualora la carta di circolazione dovesse essere smarrita o rubata oppure andare distrutta all’estero, l’automobilista deve presentare denuncia alle autorità del Paese straniero e successivamente presentarla nuovamente in Italia.

Può anche recarsi presso l’Ambasciata italiana per la denuncia al fine di evitare di doverla poi presentare anche presso le forze dell’ordine del nostro Paese.

Modifiche e aggiornamenti della carta di circolazione

Ogni volta che si verificano degli specifici cambiamenti è necessario aggiornare la carta di circolazione. Vanno infatti, segnalati ad esempio il cambio di residenza del proprietario del veicolo oppure eventuali modifiche apportate alle caratteristiche del mezzo.

In particolare nel caso di cambio di residenza nel momento in cui si svolge la relativa pratica in Comune, bisogna compilare un apposito modulo dove va riportata la targa del mezzo posseduto. Successivamente arriverà presso la nuova residenza un tagliando da applicare sulla carta di circolazione.

La carta di circolazione va aggiornata pure nell’ipotesi di passaggio di proprietà di un’auto usata. Anche in questo caso il nuovo proprietario riceverà un tagliando adesivo che dovrà incollare sulla parte posteriore del libretto.


note

[1] Direttiva 1999/37/CE, modificata dalla 2003/127/CEE del Consiglio.

[2] Artt. 35 e 36 della Convenzione sulla circolazione stradale adottata a Vienna l’8 novembre 1968.

[3] Art. 180, 7° comma, cod. str.

[4] Art. 180, 8° comma, cod. str.


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