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Come richiedere rimborso Irap

30 Giugno 2019 | Autore:
Come richiedere rimborso Irap

Irap non dovuta: come ottenere dall’Agenzia delle Entrate il rimborso di quanto pagato negli anni passati.

Tra le imposte più temute dai lavoratori autonomi c’è sicuramente l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive). Al Fisco basta il presupposto dell’autonoma organizzazione (per esempio con studio avviato, segretaria e collaboratori) per far scattare l’obbligo di pagamento. Spesso, il professionista, pur di evitare pesanti sanzioni fiscali, procede al versamento dell’Irap. In tal caso, se l’imposta non era dovuta, può chiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate. Negli ultimi anni, si è assistito ad una serie di pronunce della Corte di Cassazione sui presupposti dell’Irap e sulle condizioni in presenza delle quali il lavoratore autonomo può considerarsi obbligato al pagamento dell’imposta.

In questo articolo verifichiamo quando l’Irap non è dovuta e come richiedere il rimborso Irap versata negli anni precedenti.

Irap: cos’è

L’Irap è l’imposta sul valore della produzione netta derivante dalle attività esercitate nel territorio della regione.

Il presupposto dell’Irap è l’esercizio abituale di un’attività caratterizzata dall’autonoma organizzazione e diretta:

  • alla produzione o allo scambio di beni;
  • alla prestazione di servizi.

Quando si deve pagare l’Irap

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite [1] ha chiarito quando sussiste il presupposto dell’autonoma organizzazione. Il contribuente deve:

  • essere, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non essere, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
  • impiegare beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui.

Affinché l’assunzione di collaboratori possa identificare il presupposto dell’autonoma organizzazione, occorre che le loro mansioni creino un valore aggiunto rispetto alla semplice attività intellettuale svolta dal professionista, attività di per sé produttiva di reddito e, quindi, già tassata.

Per esempio, le mansioni di segreteria o meramente esecutive, non danno valore aggiunto all’attività svolta dal contribuente perché il loro apporto è del tutto mediato o generico.

Ai fini Irap, dunque, il requisito dell’autonoma organizzazione con riguardo al fattore “lavoro altrui non occasionale” non si realizza con l’assunzione di un collaboratore che svolge mansioni di segreteria o meramente esecutive. Serve un qualcosa in più, come per esempio l’assunzione di collaboratori specializzati che diano valore aggiunto alla produzione di beni e servizi.

Rimborso Irap        

Chi ha pagato l’Irap, anche se non dovuta perché mancava il presupposto dell’autonoma organizzazione, può chiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate [2].

L’istanza di rimborso deve essere motivata. Il contribuente deve dimostrare perché non ricorre l’autonoma organizzazione con riguardo all’effettivo apporto aggiuntivo dei beni strumentali e del fattore lavoro rispetto alla produttività propria del solo lavoro personale.

L’istanza di rimborso deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, entro e non oltre 48 mesi dalla data del versamento.

Una volta presentata l’istanza, l’Agenzia delle Entrate può:

  • accoglierla, disponendo il rimborso;
  • rigettarla;
  • non rispondere: il silenzio deve intendersi come “silenzio rifiuto”.

Ricorso rimborso Irap

In caso di rigetto dell’istanza di rimborso o di silenzio rifiuto, il contribuente può presentare ricorso in Commissione Tributaria, entro i seguenti termini:

  • se l’Agenzia delle Entrate rigetta l’istanza di rimborso Irap, il termine per proporre ricorso è di 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento di rigetto;
  • se l’Agenzia delle Entrate non risponde all’istanza entro 90 giorni, il termine per proporre ricorso coincide con quello di prescrizione del diritto al rimborso, vale a dire 10 anni [3]. Il termine decennale decorre dal 91° giorno successivo alla data di presentazione dell’istanza.

note

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 9451/2016.

[2] Art. 38 DPR n. 602/1973.

[3] Art. 21 D.Lgs. 546/1992.


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