Politica | Articoli

Se l’Italia esce dall’Euro cosa succede?

2 Giugno 2019
Se l’Italia esce dall’Euro cosa succede?

Gli effetti sull’economia italiana di un’eventuale uscita dall’Ue o solo dalla moneta unica: il lavoro, il debito pubblico, il deficit, l’inflazione.

La lezione della Catalogna e quella della Gran Bretagna ci consentono di immaginare cosa potrebbe succedere all’Italia se uscisse dall’Euro, se non addirittura prima ancora di questo momento. Le aziende – in particolar modo quelle che hanno interesse a scambiare i propri beni e servizi in un mercato unico, senza frontiere e restrizioni – andranno immediatamente via dall’Italia. E lo faranno tutte, sia le (ormai poche) italiane, sia le multinazionali. Nessuno vorrà stare in un Paese “isola” dal quale non si può esportare senza incorrere nei dazi doganali. Se ne andranno i colossi che offrono lavoro a gran parte dei nostri connazionali; a stabilire le proprie sedi fuori dallo stivale saranno anche le stesse banche, che danno lavoro almeno a una persona per famiglia, interessate a far circolare gli investimenti anche al di fuori dei confini nazionali. A quel punto, con una disoccupazione che potrebbe interessare un italiano su due, sarà del tutto inutile che un Governo, per quanto illuminato e forte possa essere, approvi misure di rilancio dell’economia: il lavoro sarà ormai un’utopia e non ci sarà più modo di crearlo con strumenti interni. Probabilmente, ci riprenderemo i campi: torneremo all’economia agricola che avevano i nostri nonni prima di entrare nell’Ue.

Chi vorrà andare via dall’Italia sarà trattato all’estero come extracomunitario, con tutte le restrizioni previste dalle normative degli altri Paesi, perché a quel punto non saremo più parte dell’Unione e non godremo delle libertà di movimento. Del resto, lo sa bene chi vuole andare a lavorare anche un mese negli Stati Uniti: non è così facile come andare in Germania o in Francia. 

E chi, sperando in un futuro migliore per i propri figli, vorrà mandarli a studiare all’estero, si accorgerà che l’Erasmus è previsto solo per i giovani dell’Europa. 

Come dire: chi di immigrato ferisce, di immigrato perisce.

Il secondo, immediato effetto, di un’eventuale uscita dell’Italia dall’Euro è economico. Anche questo non tarderà ad arrivare. Nessuno comprerà il nostro debito pubblico alle aste di Bot e Cct perché saremo un Paese senza economia; così lo Stato non avrà i soldi per pagare neanche un solo dipendente pubblico, una pensione, un sussidio ai disoccupati o agli invalidi. 

Lo Stato sarà così costretto ad autofinanziarsi e a stampare moneta da sé, proprio come facevano gli antichi sovrani per finanziare le guerre. Noi lo abbiamo continuato a fare fino agli anni ’80. Questo comporterà un immediato picco dell’inflazione: perché più denaro c’è in giro, meno vale il singolo biglietto. La conseguenza di un’inflazione al 20% – come appunto quella degli anni ’80 – è, sotto un aspetto pratico, questa: i soldi che avremo risparmiato e tenuto per tutti questi anni in banca varranno di meno, per l’esattezza il 20% in meno ogni anno. Come trovarsi con 1000 euro a gennaio e 800 a dicembre, per poi averne 672 al dicembre successivo. In poco meno di tre anni, i nostri risparmi varranno la metà. Non solo: a svalutarsi saranno anche i nostri stipendi che, se non adeguati all’inflazione, perderanno potere di acquisto in pochi mesi. Come dire che un contratto di lavoro, già dopo due anni, diventa insufficiente per mandare avanti una famiglia.

In tutto questo quadro, mentre l’Italia si indebolisce, le altre nazioni dell’Euro diventeranno, in rapporto, molto più forti di oggi rispetto al nostro Paese. Saremo schiacciati  da Usa, Europa, Cina, Africa, Asia. Se già oggi abbiamo poco potere economico, fuori dall’Europa non ne avremo affatto.

Avremo così sperimentato quello che comprendono alcune coppie di coniugi quando, decidendo di separarsi, credono di poter tornare a fare ciò che facevano a 20 anni. E invece scoprono che, dopo tanto tempo, loro e il mondo attorno a loro non è più lo stesso di prima.

Ci sono altre questioni che dovrebbero preoccuparci se l’Italia dovesse uscire dall’Europa. Dinanzi a un’ingiustizia subita in un tribunale – e ce ne sono tante – non avremo più la possibilità di appellarci a un giudice extranazionale come la Corte di Giustizia, che oggi consente a molti cittadini del nostro Paese di ottenere il ripristino di diritti calpestati clamorosamente dai nostri tribunali. Quest’organo, però, funziona solo per gli Stati Membri dell’Europa e, allora, se decideremo di andare via, ci chiuderà le porte in faccia.

Come avevamo poi detto in I vantaggi dell’Unione Europea per l’Italia, non avremo più tutte quelle tutele previste dall’Ue per consumatori, privacy, famiglie, concorrenza, alimentazione che oggi abbiamo grazie a un parlamento molto meno sensibile del nostro alle pressioni delle lobby. Pensa solo alla possibilità di statalizzare il mercato della telefonia: avremo, come negli anni ’80, un unico gestore, con tariffe decise unilateralmente. Una telefonata a un’amica ci costerà una fortuna e torneremo a fare come i nostri padri quando mettevano il lucchetto alle vecchie cornette di casa.

Del resto, che il nostro Stato non sia molto “rispettoso” nei confronti dei suoi cittadini ce lo dimostra il numero di sanzioni che riceviamo dall’Ue: contro l’Italia si registra una media di sei procedure di infrazione avviate ogni mese, in poco più di 17 anni. Sono tante le vicende italiane finite nel mirino della Commissione: dal caso Xylella, il batterio responsabile della crisi degli uliveti in Puglia, all’Ilva di Taranto, fino ai livelli di arsenico riscontrati in alcune zone nell’acqua potabile. In generale, è proprio l’ambiente il tallone d’Achille del nostro Paese. Tutti questi abusi non troverebbero mai giustizia se non ci fosse l’Ue.

Il professor Paul Robin Krugman, premio Nobel per l’economia, che inizialmente aveva manifestato la sua contrarietà all’euro, commenta così una possibile uscita dell’Italia dalla moneta unica: «Vi è una grande differenza tra la scelta di non aderire (all’euro) dall’inizio e lasciarlo una volta entrati. I costi dell’uscita dall’euro e del ripristino di una moneta nazionale sarebbero enormi: una massiccia fuga di capitali potrebbe causare una crisi bancaria, si dovrebbero imporre i controlli sui capitali e la chiusura delle banche, il problema di ridenominare i contratti creerebbe una palude legale, le imprese si bloccherebbero in un lungo periodo transitorio di confusione e incertezza». Insomma la lira varrebbe come le banconote finte del Monopoli.

Non siamo sicuri che l’Europa sia il meglio per l’Italia, ma sia sicuri che l’Italia senza l’Europa avrebbe solo enormi danni e lacrime.


57 Commenti

  1. A mio parere in questo articolo si fa un po di confusione nel senso si dice che se se l’Italia esce dall’Euro verremmo trattati come extracomunitari, che non si potrebbe appellare alla Corte di Giustizia Europeo ecc. ecc.. Questo vale se l’Italia esce dall’U.E. come la Gran Bretagna ma , non dall’Euro. Ricordiamoci che diversi Stati facenti parte dell’Unione non hanno adottato la moneta unica (fortunati loro), non hanno aderito al trattato di Maastricht per la libera circolazione delle merci e delle persone (vedasi il caso della Croazia). Quindi pur non avendo aderito ne alla moneta unica ne al trattato di libero scambio fanno parte dell’U.E.. E a riguardo sono felici e contenti di non averlo fatto (vivo sui confini orientali e vedo se il tutto è vero o no)

    1. La Croazia non vede l’ora di entrare nell’Euro/comunità europea a tutti gli effetti.
      Hanno capito che il prezzo da pagare e’ un generale aumento del costo della vita, pero’ le tutele e le garanzie valgono il prezzo.
      Se dall’inizio il processo non era stato attuato al 100% era perche’ partivano da una economia moolto povera (uscivano da 10 anni di guerra).
      Gli scenari che sono scritti in questo articolo sono un po’ vaghi.
      L’atteggiamento di chi non vuole pagare il debito (il 75% degli italiani?) è simile a quello di chi non vuole vedere le conseguenze dei cambiamenti climatici.
      in sostanza:
      Se volete uscire dall’euro, il RdC, e la quota 100, non fate figli.
      A 20 anni, cresciuti a pane e debito vi accoltellerano o grazie alla diffusione di armi vi spareranno in fronte.

      1. L. UE. E fatta per banchieri , economisti, politici senza scrupoli vedi i nostri che remano contro i loro stesso popolo ! Per il popolo solo veti e restrizzioni!!!! Ma meglio fuori dall euro.

        1. Prima si esce e meglio è se rimaniamo a galla e perché Italia è forte abbiamo la riserva aurea più alta dell’America coglioni chiuderci con un debito inesistente x depredarci come la Grecia con le nostre riserve naturali e le nostre fabbriche acciaierie potremmo esportare di tutto perché siamo i migliori su tutto viva Italia e fuori dai coglioni da questa Europa falsa

      2. Non mi sembra proprio che la Croazia non veda l’ora di entrare nell’Euro, sono molto lontani e indecisi su questo, segnalo che tanta è la voglia di stare in Europa, che nelle etichette delle merci in vendita, le lingue sono tutte est europee e al massimo tedesco, francese, inglese, spagnolo, italiano, molto raro.

  2. Un Po esagerato forse come articolo. C.que solo provando potremmo vedere i risultati veri. Solo che poi non credo si possa ritornare indietro.
    Qui di forse, meglio non provare.

    1. A mio parere se noi usciamo dall’euro Germania e Francia si cagano addosso e sarebbero loro a piangere…. Ovvio che a noi servirebbe un governo gestito da uomini con le palle …. Allora si starebbe molto meglio liberi da questa cazzata chiamata Europa

  3. Secondo me c’è una buona dose di terrorismo verbale, un po’ com’è quando da bambini se non facevi ciò che ti veniva detto arrivava l’uomo nero e ti portava via. Tra l’altro adesso l’uomo nero arriva davvero, ma con i genitori i fratelli le sorelle le zie i cugini, insomma tutto il gruppo vacanze Piemonte al completo. Non aderendo solo alla moneta unica all’inizio qualche bagarre potrebbe esserci ma a lungo andare non la vedo così male. Non credo che da un giorno all’altro il turismo si ferma. O che le aziende scapperanno per andare dove poi, nei soliti posti dove già vanno, Romania Bulgaria repubblica Ceca per elencare l’est oppure nel Vietnam e poi ritornano col marchio made in italy. Ma credono che siamo tutti imbecilli noi! Anziché sparare a cazz facciamo uno studio fatto da persone nn politiche con interessi sotto sotto ma usiamo persone che nulla hanno a che fare con la politica ma che conoscono bene i conti. Quello per cui ci spaventano i nostri pseudo politici e che se nn fai come ti dicono fai poi all’inferno. MMa siamo in una fiaba o nella vitaccia reale. Su un po’ di serietà in queste decisioni. Poi se noi ne sappiamo di più possiamo anche scegliere o con un referendum o con manifestazioni atte a sollecitare il vox populi, e nn è poco sapete.

  4. L’Europa è un armata Brancaleone così come è concepita e non andrà da nessuna parte…quando ci sono figli e figlastri la famiglia Europa è e sarà sempre un labirinto senza uscita…se si vuole realizzare il sogno europeo bisogna subito avere una politica unica, un fisco unico, tasse uniche ed uguali per tutti…altrimenti…..!!!???sarà buio assoluto anche per chi sta bene attualmente….

    1. Se l’Europa non cambia il sistema criminale, di come si devono finanziare i singoli stati, non potrà, pensare d’avere lunga vita, ne l’Europa, ne l’euro.
      Se non cambiano, siamo tutti in pericolo.
      Il crimine delle banche private, esercitato sui singoli stati, va fermato! Come, non lo so, ma la formula, usuraia, non porta bene. Ci spoglieranno di ogni nostro bene, come fecero con la Grecia.
      Tutto finirà in poche mani, e lo stato resta nudo.
      Un dissanguamento lento che porta solo alla morte!
      Se si continua così, non vedo vie di scampo.

    2. La sua proposta accennata è condivisibile. Infatti gli attuali stati Europei dovrebbero federarsi con una legislazione comune, una difesa militare comune, una Polizia federale comune, un regime fiscale comune, retribuzioni paritarie a parità di prestazioni di lavoro intellettuale, tecnico e manuale, uno stesso trattamento del benessere sociale, un servizio sanitario Europeo ed uniformità per tutti i servizi sociali ed assistenziali. La strada per una integrazione reale è molto lunga e se riusciremo a realizzarla le future generazioni europee ne beneficeranno e potranno benedire i loro ascendenti.

      1. L’Europa esiste anche se queste vecchie generazioni parlano ancora di Stati nazionali .
        L’atteggiamente è lo stesso che non vuole l’Italia unita perchè le regioni sono troppo diverse tra loro.
        Occorre una vera presa di coscienza della situazione generale un bel respiro e un risanamento concreto e deciso del debito.
        Sarò dura ma queste vecchie generazioni ci hanno massacrato il presente, non permettiamoli di distruggergi il futuro.

        Noi Europei uniti nelle diversità !

  5. L’autore fa una grande confusione tra l’uscita dal’Euro e quella dall’UE. L’uscita dalla prima non implica necessariamente la seconda. Infatti, l’adesione al trattato di Schengen come pure la libera circolazione di merci non dipendono affatto dal mantenere l’Euro o meno. Poi dimostra di avere una conoscenza approssimativa delle istituzioni europee. Il Parlamento Europeo non ha veri e propri poteri, se non residui e comunque trascurabili rispetto alla Commissione Europea (vero organo esecutivo) e soprattutto al Consiglio dei governi degli Stati membri (l’unico vero organo decisionale europeo che adotta provvedimenti a maggioranza qualificata o all’unanimità a seconda dei temi). Per questo motivo, le lobby non sono interessate ad influenzare il Parlamento Europeo. Per quanto riguarda le infrazioni in ambito UE, è la Corte Europea di Giustizia a pronunciarsi e non la Commissione. Detto questo, se possono essere sicuramente condivisibili i timori dell’autore circa un’uscita dall’Euro, la crisi italiana è imputabile non tanto alla moneta quanto piuttosto ad una gestione disastrosa della cosa pubblica e ad un’incapacità cronica di risanare un debito pubblico che ormai compromette qualsiasi possibilità effettiva di crescita a prescindere dalla moneta in circolazione e un rilancio dell’economia con forti investimenti pubblici in grado di generare un cerchio virtuoso in grado di attuarlo nei fatti. Basterebbe rinegoziare gli interessi del debito congelandoli momentaneamente o rivedendoli al ribasso per un certo periodo e cancellare dall’ammontare complessivo del debito tutti i debitori che persistono nel richiedere interessi usurai (come fece con successo ad esempio l’Ecuador anni fa). In tal modo il Paese potrebbe ripartire e avere un rapporto deficit / PIL autenticamente sostenibile. Ma con questo esecutivo è del tutto impossibile sperare che ciò possa avvenire.

    1. Fra tutti, questo è il. Commento certamente migliore e più intelligente. Ho letto delle assurdità pazzesche alle quali non è possibile dare alcun seguito. Un po’ puerile e semplicistico anche il post iniziale. Siamo messi proprio male, riversano sulla certamente complicata UE, responsabilità e colpe che sono tutte e solo nostre. Ma voglio fermarmi qui.

  6. Intanto facciamo i minibot! primo colpo in canna! e poi vedrete che faremo il MEGABOT l’uscita dall’eurogermania!!!

  7. Quando siamo passati dalla £ira all’€uro, quello che compravamo con 1.000 £. ci volle 1 €. (1.936,27 £.) per comprare la stessa cosa + 100%- il debito italiano continuò a crescere, le migliori imprese italiane vennero assorbite dai nostri alleati, i posti di lavoro diminuirono, ci imposero guerre demenziali che danneggiarono l’Italia, come quella del 2011 contro la Libia, aumentarono lo spread nello stesso anno, superando quota 500, per abbattere il Governo Berlusconi ecc,,,,,,,, credo che peggio di così non poteva andare.

  8. Secondo quanto si legge in questo testo, l’Italia avrebbe solo svantaggi nel caso in cui decidesse di uscire dall’Euro. E’ alquanto strano che il testo non chiarisca le motivazioni correlate alla disparità di trattamento in ordine alla procedura di infrazione per eccesso di debito contro l’Italia, avendo Francia e Germania ripetutamente sforato il 3% di deficit rispetto al PIL, senza che nessun membro della Commissione Europea, si sia sognato di avviare la procedura di infrazione. Si può definire UE questa, allorché obbliga l’Italia a ottemperare ai vincoli di bilancio, mentre le stesse regole non valgono per Francia e Germania?

  9. Si vuole uscire solo dall’Euro, non dall’Europa.
    Solo un cretino vorrebbe reinstaurare i dazi doganali.
    Quello che si vuole è recuperare la SOVRANITÀ MONETARIA, quella che voi sembrate non capire.

  10. Addirittura si tornerebbe all’economia agricola…..perchè non ai feudi o ai servi della gleba . Siate sinceri cacciaballe negli anni 60/70 senza Euro , anche con governi corrotti , eravamo la 2 potenza industriale in europa e la 4 nel mondo . Con l’ Euro e le privatizzazioni della mi###ia fatte da imbelli abbiamo svenduto tutte le industrie e compagnie a stranieri , siamo stati colonizzati . Tanto per dirne una stiamo lavorando per l’industria tedesca , facendo quasi tutte le parti di ricambio delle loro auto , hanno una paura fottuta di noi . Se uscissimo da questa macchina tritacittadini i tedeschi sarebbero terrorizzati , sanno che se ci riprendessimo il controllo della nostra nazione gli faremmo il c#lo con le frange , cosa gia’ fatta negli anni pre Euro . Pertanto state terrorizzando la gente con questi articoli menzonieri , ma la gente anche se con tanto ritardo capira’ in cosa SENZA AVERE VOTATO è stata costretta a gettarsi , con il tempo capira’ e vedrete che mazzo fara’ ai leccabanane europeisti banchieri servi della finanza piu’ abbietta , che sta portando il popolo alla fame , voi si che siete portatori di sventure . Vinicio

  11. Bhe era quello che doveva succedere anche nel 92 dopo che l’Italia era uscita dallo SME,ma non mi risulta sia successo tutto questo..

  12. Come si fa a credere al terrorisno annunciato in questo articolo? Ma l’economista che ha riportato il suo pensiero sa che sono state proprio i vincoli europei ad impoverirci anno dopo anno, sempre di più, e continueranno a impoverirci nel futuro qualunque siano gli sforzi dei nostri governi? Ha capito che l’unico modo per sollevarci è quello di dare un taglio forte alle tasse per le imprese per renderle competitive, anche a debito, ma questo l’Europa non ce lo fa fare? Finché ci sarà questa situazione siamo destinati a scomparire. O cambia l’U.E. o cambiamo noi. Abbiamo già sopportato troppo!.

  13. L’autore, esagerando, ha esaminato i danni che potremmo subire con l’uscita dall’U.E. Ma potremmo soltanto uscire dall’euro, come è stato finora con l’Inghiterra! Comunque quello che descrive è solo ipotetico, mentre non ha esaminato gli enormi danni, purtroppo reali, che l’euro ci ha provocato e per il futuro ci provocherà. Con le vigenti regole europee sull’euro, l’Italia non potrà mai uscire dalla crisi, ma si impoverirà sempre di più fino al suo totale fallimento. Lo stupido limite del debito pubblico non ci consente di abbassare fortemente le tasse che sono il vero problema del mondo produttivo italiano.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube