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Bollette a 28 giorni: i rimborsi a giorni

2 Giugno 2019
Bollette a 28 giorni: i rimborsi a giorni

Fatturazione mensile o settimanale del telefono: la decisione finale del Consiglio di Stato e l’ennesimo rinvio.

Non accenna a placarsi la polemica sui rimborsi delle bollette del telefono fatturate a settimane anziché a mesi. Le compagnie telefoniche – lo ricordiamo ai nostri lettori – avevano emesso una bolletta ogni 28 giorni, ricavando così una “tredicesima” per ciascun anno. La questione è finita all’Autorità garante per le comunicazioni, l’Agcom, che ha multato le società obbligandole a ripristinare la tradizionale fatturazione mensile e, nello stesso tempo, a restituire agli utenti gli importi percepiti illegittimamente. La modifica della periodicità nell’invio delle bollette è stata infatti giudicata contraria al mercato e ai consumatori. In particolare, nel 2017, l’Agcom ha stabilito che la fatturazione a 4 settimane realizza un vizio di trasparenza che può essere tollerato nella telefonia mobile (dove il 76% del traffico è prepagato), ma non nel fisso dove il pagamento con addebito diretto su conto corrente bancario rende difficoltoso per il consumatore comprendere gli aumenti. 

L’intervento del Garante non è stato accolto dai gestori che hanno continuato a fare di testa propria. Ragion per cui è intervenuto il parlamento con il famoso Decreto fiscale (Convertito con la legge n.172 del 4 dicembre 2017); la nuova norma ha previsto l’obbligo di fatturazione su base mensile. La legge ha accordato 120 giorni di tempo alle compagnie per adeguarsi. 

Per tutta risposta, Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb hanno aumentato i prezzi delle tariffe telefoniche dell’8,6%: in pratica, l’importo della famigerata “tredicesima bolletta”, ormai abolita, è stata spalmata sulle restanti dodici. Anche questa decisione però è stata contestata dall’Agcom che ha visto, in questa pratica, un’intesa anticoncorrenziale.

In tutto questo, che fine hanno fatto i rimborsi che dovevano essere restituiti agli utenti? 

Nonostante l’Agcom abbia stabilito che i rimborsi degli importi fatturati dalle compagnie telefoniche con cadenza quadrisettimanale sarebbero dovuti avvenire entro il 31 dicembre 2018, così nei fatti non è stato. Come già sanno i più informati – che ormai da mesi attendono i rimborsi delle bollette a 28 giorni quel termine è stato prorogato già due volte dal Consiglio di Stato, chiamato a giudicare sui ricorsi presentati dalle principali compagnie telefoniche. 

In particolare, il Consiglio di Stato ha indicato come date per l’adempimento dapprima il 31 marzo 2019 e poi ancora il 21 maggio 2019 in attesa di mettere la parola fine sulla vicenda e stabilire a chi dare la ragione definitiva, se agli utenti o alle compagnie telefoniche. 

Alla scadenza del 21 maggio 2019, gli utenti che attendevano di vedere i rimborsi sono stati ulteriormente delusi. Sebbene, infatti, il Consiglio non abbia rinnovato la sospensiva, ha ritenuto comunque che i ricorrenti [ossia le compagnie telefoniche] debbano perlomeno provvedere alla stesura di «un piano di storno scaglionato e coerente col riallineamento alla cadenza mensile della fatturazione», da estendere progressivamente a tutta la clientela, salvi, ovviamente eventuali conguagli. Allo stato, quindi, bisognerà attendere ancora qualche settimana per conoscere in che modo le compagnie interessate intenderanno provvedere al dettato del giudice amministrativo.



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2 Commenti

  1. vabbe, continuiamo a illuderci che arriveranno sti rimborsi! con tutti questi fornitori è una tragedia.. io ho provato tutti, enel e eni scappate per i prezzi folli che hanno, da iren sto ancora aspettando che mi chiami l’assistenza clienti per un rimborso, acea manda sempre fatture folli. mi hanno per fortuna fatto scoprire edison e devo dire che per ora sta andando tutto liscio

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