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Il diritto di citazione

3 Luglio 2019 | Autore:
Il diritto di citazione

Cos’è il diritto alla breve citazione? Quando si può citare o riprodurre l’opera altrui? Cosa dice la legge sul diritto d’autore? Come citare le opere famose?

Quante volte, per apparire colti e intelligenti agli occhi degli altri, abbiano fatto sfoggio di citazioni e aforismi appartenenti a grandi autori del passato. Chi non ha mai “rubato” una poesia per dedicarla alla propria amata? C’è chi passa intere giornate in internet a “saccheggiare” frasi argute di celebri personalità: Wilde, Shakespeare, Dante e chi più ne ha più ne metta. Forse non ti sei mai fermato a pensare che il richiamo ad opere protette dal copyright potrebbe essere illegale, anche se ad essere riportati sono solamente alcuni frammenti di esse. Proprio di questo si occupa il diritto di citazione.

Per diritto di citazione non si intende il diritto di citare in giudizio qualcuno, bensì quello di poter trascrivere, all’interno di un proprio testo, di un discorso o di qualsiasi altro prodotto, una frase o un periodo appartenente ad una nota personalità del passato. Il diritto d’autore si occupa anche di questo aspetto, e cioè della breve menzione che si fa di opere protette dal copyright. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme se e in quale misura è possibile fare menzione di un’altra opera e, più in generale, cos’è e come funziona il diritto di citazione.

Cos’è il diritto di citazione?

Cominciamo subito col fornire una definizione del diritto di citazione.

Il diritto di citazione può essere definito come il diritto, appartenente a ciascuno di noi, di poter richiamare brevemente un passo o un brano di un’opera altrui.

Il diritto di citazione può dunque essere definito come il diritto di poter utilizzare uno stralcio (scritto, visivo o sonoro) di un altro autore, anche se l’opera da cui è tratta è protetta dal diritto d’autore.

Diritto di citazione: cosa dice la legge?

La legge sul diritto d’autore [1] dice che il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

Ricorda che, sempre secondo la legge [2], sono tutelate dal diritto d’autore (cosiddetto copyright) tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Quindi, tutte le manifestazioni creative sono tutelate per il solo fatto di essere state espresse e diffuse; all’utilizzo di esse si riferisce il diritto di citazione.

Quando si può citare l’opera altrui?

Secondo la legge, dunque, il diritto di citazione è liberamente esercitabile, purché ricorrano alcuni presupposti:

  • la riproduzione sia breve e concisa, nei limiti di quanto possa servire;
  • la citazione sia fatta solamente per scopi culturali, di critica o di discussione;
  • non serva a fare concorrenza economica all’autore del brano citato.

Al ricorrere di queste condizioni, sarà possibile citare una frase di un’opera altrui, oppure riprodurre un suono, una musica o una canzone. La citazione, infatti, non riguarda solamente l’opera scritta, ma anche quella musicale o visiva (pensa ad un film).

Ad esempio, le citazioni che vengono fatte negli elaborati di studio e nelle tesi universitarie sono lecite in quanto il fine è di tipo didattico e la menzione rimanda all’opera originale, come un invito a leggere anche quella nel caso in cui l’argomento sia di interesse.

Quando la citazione è vietata?

Da quanto detto nel paragrafo precedente possiamo anche dedurre quando la citazione di un’opera altrui costituisca illecito. Non si può citare, riportare o riprodurre un’opera protetta dal diritto d’autore se la citazione:

  • abbia fini commerciali (pensa alla frase di un celebre scrittore riportata su capi di abbigliamento);
  • anche se utilizzata per scopi culturali, possa fare concorrenza all’opera originaria (ad esempio, perché sfruttata per favorire la vendita di un’opera a discapito di quella da cui è stata tratta).

Come si fa una citazione?

Quando è consentita, la citazione deve rispettare una precisa forma. Secondo la legge,  il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.

In buona sostanza, quindi, se intendi citare una frase tratta da un’opera protetta da copyright, dovrai indicare il nome dell’autore, il titolo, l’editore e perfino il traduttore; in genere, poi, per dare risalto alla citazione si utilizza una scrittura diversa, tipo il corsivo italico. Ad esempio:

«Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni» (Shakespeare, La Tempesta, Mondadori, trad. M. Rossi)

Si può citare l’opera di un autore morto?

I limiti imposti dal diritto di citazione possono essere in parte superati nel momento in cui l’autore dell’opera sia morto da oltre settant’anni: in questo caso, infatti, i diritti patrimoniali collegati all’opera si estinguono.

I diritti patrimoniali riferibili al diritto d’autore sono quei diritti che comportano dei diretti vantaggi economici per l’autore (o per chi li possiede, se l’autore li ha ceduti ad altri) e consistono nel diritto di:

  • pubblicazione;
  • riproduzione;
  • trascrizione;
  • esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico;
  • comunicazione al pubblico;
  • elaborazione e modificazione dell’opera;
  • noleggio e prestito.

Questi diritti patrimoniali sono validi per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte. Facciamo un esempio: se Tizio crea un’opera nel 1990 e muore nel 2040, egli può rivendicare i diritti d’autore sulla sua creazione per tutto l’arco della propria vita; inoltre, dopo la sua morte, gli eredi potranno rivendicare gli stessi diritti per altri 70 anni, cioè fino al 2110.

Orbene: se l’autore che intendi citare è deceduto da tempo, cioè da più di settant’anni, potrai citare liberamente la sua opera, senza chiedere il consenso degli eredi. Per questo le citazioni di celeberrimi scrittori come Dostoevskij, Shakespeare e Wilde sono praticamente ovunque.

Di conseguenza, se intendi stampare una frase tratta dalla Divina Commedia di Dante su un prodotto (una maglia, una t-shirt oppure sulla copertina di libri, quaderni, ecc.) per poi metterlo in commercio, potrai farlo senza temere conseguenze negative. Ricorda, però, che la citazione deve essere sempre correttamente attribuita al suo autore: dopo settant’anni dalla morte, infatti, si estinguono i diritti patrimoniali d’autore, non i diritti morali, quelli cioè che riguardano l’attribuzione della paternità (provenienza) di un’opera al suo creatore.

Internet: come citare opere famose?

Il diritto di citazione, come ricordato, non riguarda solamente le opere scritte (romanzi, racconti, poesie, sceneggiature, ecc.), ma anche quelle di diversa natura: pensa ad un brano musicale, ad un film oppure ad un’opera grafica, come un fumetto o un quadro. Questo significa che è possibile effettuare una breve riproduzione di una canzone o di una pellicola nei limiti e alle condizioni sopra elencate.

Poiché il web è diventato un luogo privilegiato per citazioni e rimandi, la legge dice che è consentita la libera pubblicazione in internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro.

Questo significa che le enciclopedie telematiche possono, a fini culturali, didattici o divulgativi, purché senza scopo di lucro, utilizzare immagini, foto o musiche, purché la riproduzione sia di bassa qualità: in altre parole, è vietata la copia.

Si può citare un’intervista o un articolo di giornale?

Quanto detto sinora vale, in linea di massima, anche per le interviste, cioè per le opere dei giornalisti. La Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (adottata a Berna nel 1886) dice che sono lecite le citazioni tratte da un’opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.

Secondo la giurisprudenza italiana [3],  nel caso di interviste a personaggi noti l’articolo del giornalista è protetto appieno dal diritto d’autore solamente se “creativo”. La creatività va ricercata nell’attività posta in essere dall’intervistatore: la connotazione di creatività che consente la tutela del diritto d’autore deve essere individuata nell’ elaborazione dei testi, nella conduzione finalizzata alla caratterizzazione della personalità dell’intervistato, nell’individuazione dei dati salienti ed interessanti di essa e non nel mero fatto narrativo registrato.

Alla luce di ciò, la qualifica di autore spetta, di regola, all’intervistatore solo se l’intervista soddisfi i presupposti di creatività necessari per la tutela del diritto d’autore: in pratica, se nel trasportare e redigere l’intervista in un testo compiuto il giornalista ci ha messo del proprio, nel senso che ha creato un vero e proprio testo originale, allora valgono le normali regole della legge sul diritto d’autore; altrimenti, non si può parlare di una vera opera.

Detto in altre parole, la citazione tratta da un’intervista o da un articolo di giornale segue le normali regole sopra descritte se l’autore del pezzo ha elaborato un risultato originale: se, invece, nel trascrivere un’intervista ci si limita a riportare semplicemente le parole raccolte dall’intervistato, non si potrà parlare di un’opera vera e propria.

Cosa succede se non viene rispettato il diritto di citazione?

Se le disposizioni che disciplinano il diritto alla citazione di un’opera altrui sono violate, chi ha compiuto la trasgressione può essere costretto dal titolare del diritto d’autore a pagare il risarcimento dei danni e a rimuovere la citazione lesiva, con conseguente obbligo di ritirare dal commercio tutti i prodotti o le opere ove sia riportata la citazione illegittima.

note

[1] Art. 70, l. n. 633/1941.

[2] Art. 1, l. n. 633/1941.

[3] Tribunale di Milano, sentenza del 16 aprile 2015.

Autore immagine: Pixabay.com


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