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Cartelle Equitalia: tutte nulle le notifiche a mezzo posta dai dipendenti?

30 Aprile 2013
Cartelle Equitalia: tutte nulle le notifiche a mezzo posta dai dipendenti?

La giurisprudenza è divisa in due sulle modalità di notifica delle cartelle esattoriali: se possono essere effettuate direttamente da Equitalia (con raccomandata a.r.) oppure solo attraverso ufficiali giudiziari e altri soggetti abilitati.

Cresce sempre di più il numero di quei giudici che ritengono inesistenti (e quindi invalide) le cartelle esattoriali notificate attraverso la posta dai dipendenti di Equitalia [1]. In altre parole, la classica raccomandata a.r., nella busta bianca che tutti conosciamo, sarebbe illegittima perché inviata in perfetta autonomia da Equitalia (attraverso le Poste) e non a mezzo di soggetti abilitati alle notifiche (come, per esempio, gli ufficiali giudiziari del tribunale).

La stessa giurisprudenza ritiene, peraltro, a maggior tutela del cittadino, che il ricorso in tribunale non sani il vizio dell’atto. In pratica, il cittadino ben potrebbe rivolgersi al giudice per chiedere l’annullamento dell’atto, ottenendo così tutela (senza che a tale ricorso possa darsi il significato di una tacita ammissione di aver ricevuto regolarmente l’atto [2]).

Secondo tale orientamento, la cartella esattoriale può essere notificata solo da soggetti abilitati, ossia ufficiali giudiziari, messi comunali o speciali autorizzati dall’amministrazione finanziaria. Non è invece possibile procedere alla notifica attraverso gli agenti della riscossione con il servizio postale.

Questa tesi, tuttavia, sebbene sposata da diversi giudici di merito, non è ancora condivisa dalla Cassazione [3]. Quest’ultima ha infatti stabilito che la notifica può essere eseguita, senza ricorrere alla collaborazione di terzi, direttamente da Equitalia, mediante raccomandata a.r. L’unica formalità da rispettare, in questi casi, è – secondo la Suprema Corte – che il destinatario della cartella apponga la propria firma sul registro di consegna del postino e sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente.


note

[1] CTP di Parma sent. n. 18 11.02.2013; CTP di Campobasso, sent. n. 36 del 21.02.2013.

[2] Questo perché non si produrrebbe il cosiddetto effetto del “raggiungimento dello scopo” (che consente, anche in presenza di una notifica nulla, di ritenerla valida se il destinatario ha preso, in qualsiasi modo, cognizione dell’atto notificato). CTP di Lecce sent. n. 656/2011.

[3] Cass. sent. n. 11708/2011.


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1 Commento

  1. Se la notifica è nulla vale sempre il termine di 20 giorni per l’impugnativa? L’art. 1422 c.c. dispone che l’azione è imprescrittibile.

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