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Tagli alla politica: i ministri non avranno più il doppio stipendio

30 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 aprile 2013



Letta annuncia la fine degli stipendi doppi e promette nuovi tagli sui costi della politica: verità o fumo negli occhi?

Va di moda parlare dei tagli alla politica: la misura è colma e il consenso popolare passa per la riduzione dei costi e degli sprechi.

In genere, ciò di cui il politico viene privato, gli è poi restituito sotto diversa forma: vedasi l’abolizione dei finanziamenti ai partiti, reintrodotti sotto forma di rimborsi elettorali. Come dire: ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra.

Tuttavia, se a parlare di tagli è il fresco Presidente del Consiglio Letta, viene quasi da prenderlo sul serio. E così, pare che il primo decreto del governo servirà proprio ad impedire che i ministri percepiscano sia lo stipendio da ministro che quello da parlamentare: in parole povere, saranno aboliti i doppi stipendi.

L’opera di moralizzazione della politica parte da qui. Questa manovra consentirà di risparmiare somme ingenti. Ma, a ben vedere, rappresenta la classica pagliuzza nell’occhio rispetto alla trave nascosta di dietro.

Che dire ad esempio del fatto che tutti gli ex presidenti di Camera e Senato, per i dieci anni successivi al loro mandato, hanno diritto ad auto blu e uffici con personale al seguito?

O del fatto che Senatori e Deputati non rieletti, oltre a un vitalizio da sogno, ricevono il cosiddetto “assegno di solidarietà (o di fine mandato)”: somme di denaro a sei cifre (cinque se va male) e, per giunta, esentasse [1]? Lo scopo di questa buonuscita sarebbe quello di consentire al politico il reinserimento nel mondo del lavoro. Come se ne avesse bisogno…

La rinuncia dei presidenti delle Camere al 30% della retribuzione e i propositi del nuovo premier sono un punto da cui partire. Ma siamo ancora ben lontani dal fatidico vestito nuovo che la politica deve indossare. Per ora, semmai, si punta a rattoppare quello vecchio, ricucendo lo strappo creatosi tra elettori ed eletti, nella speranza che non sia solo fumo negli occhi.

note

[1] Corrispondenti all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per gli anni di effettivo mandato.

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