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Cosa scrivere nel beneficiario di un bonifico

5 Giugno 2019
Cosa scrivere nel beneficiario di un bonifico

Come fare un bonifico bancario, cosa succede se Iban e intestatario del conto non coincidono; l’importanza dell’indicazione della causale.

Ora che sai qual è il limite al versamento di contanti sul conto corrente e i rischi che corri se non puoi dimostrare al fisco la provenienza dei soldi depositati in banca, non ti rimane che capire cosa scrivere nel beneficiario di un bonifico. Immagina, ad esempio, di dover fare un bonifico a un familiare o di dover ricevere da un amico l’accredito di una somma di denaro. Sarà tua premura accertarti innanzitutto che vi sia corrispondenza tra il nome del titolare del conto corrente e l’Iban ad esso riferito. In secondo luogo controllerai che la causale del bonifico sia corretta. Non vorresti, proprio per questa ragione, incorrere in sanzioni o in accertamenti. Ma è davvero così importante scrivere il beneficiario di un bonifico e la causale? Cosa succede se questi campi non sono corretti?

A seguito dell’attuazione della direttiva europea meglio nota come Psd (Payment services directive), sono state di recente introdotte modifiche al sistema di pagamenti online. Il tema dei bonifici tramite home banking e del rischio di eventuali phishing è tornato così prepotentemente a galla. Le banche stanno cambiando i vecchi sistemi di autenticazione sostituendoli con metodi più sicuri per evitare il rischio di frodi informatiche. Il tradizionale token, ossia la chiavetta che crea la password “usa e getta”, non basta più: per la validazione online all’accesso e alle operazioni bancarie c’è ora bisogno di sistemi di strong authentication, ossia una combinazione di più dati (password, codici di sicurezza, dati biometrici, ecc.) al fine di scongiurare il furto di identità.

Oltre a ciò, la possibilità di controlli fiscali sui conti correnti – oggi resa più semplice grazie alla Super Anagrafe dei conti correnti (leggi Troppi risparmi sul conto: arrivano i controlli del fisco) – rende potenzialmente pericolose le operazioni di versamento di contanti sul conto e gli accrediti tramite bonifico bancario. Una ragione in più per chiedersi cosa scrivere nel beneficiario di un bonifico.

È quanto cercheremo di comprendere qui di seguito. Ti spiegheremo, più nel dettaglio, come si compila un bonifico bancario; passeremo poi a spiegare cosa scrivere nella causale del bonifico e cosa succede se il beneficiario e l’Iban non coincidono. Ma procediamo con ordine.

Chi è il beneficiario del bonifico 

Quando stai per fare un bonifico, sia esso online o allo sportello, il primo campo da riempire è quello relativo al nominativo del beneficiario del bonifico. Si tratta cioè del soggetto a cui verrà accreditato il denaro. Si può quindi trattare di un creditore, di un familiare o un amico a cui si vuol regalare una somma, del coniuge sul cui conto si intende accreditare un contributo per le spese domestiche, ecc.

Dunque ecco cosa scrivere nel beneficiario di un bonifico: bisogna riportare il suo nome e cognome per come risulta all’anagrafe comunale (quindi prima il nome e poi il cognome, salvo diversa indicazione da parte della banca). Non è possibile quindi aggiungere soprannomi, nickname o lettere puntate.

Chiaramente, se si tratta di una società, bisognerà indicare la relativa ragione sociale per esteso. Ad esempio, si deve scrivere «La Legge per Tutti S.r.l.» o «Il Sole 24 Ore S.p.A.».

È molto importante che, alla base del bonifico, vi sia una ragione lecita. Il rischio di accreditare dei soldi sul conto di una persona che svolte attività illegali è di essere indagati. Ad esempio, se stai bonificando dei soldi a un tale che vende orologi contraffatti, nel caso in cui questi dovesse essere oggetto di una verifica da parte delle autorità, tutti coloro che hanno intrattenuto rapporti commerciali con lui – evidenziati appunto dai bonifici ricevuti – saranno chiamati a spiegare le ragioni di ciò.

In generale, alla base di un bonifico bancario non deve necessariamente esistere un contratto scritto, ben potendo i contratti essere anche orali.

L’importanza del beneficiario del bonifico

In ogni caso l’indicazione del beneficiario del bonifico non è così importante come può sembrare. Difatti, il campo principale per identificare il beneficiario del bonifico è l’Iban. Questa circostanza ha effetti pratici molto importanti. Vediamo quali sono.

Potrebbe succedere che il beneficiario del bonifico non coincida con il codice Iban. Per esempio, immagina di esserti accordato con un tale per prendere in affitto un appartamento che, in realtà, è di proprietà della moglie; ti viene fornito l’Iban di quest’ultima ma, per errore, inserisci nel campo relativo al beneficiario, il nome del marito con cui hai avuto i rapporti commerciali. Che succede se Iban e beneficiario non coincidono? In questi casi, prevale l’Iban. Non conta, quindi, il fatto che vi sia una discrepanza tra i dati.

Ciò, dall’altro lato, può comportare il rischio di accreditare i soldi in favore di una persona diversa se commetti un errore nel riportare la sequenza alfanumerica dell’Iban. In quel caso, puoi annullare il bonifico se agisci tempestivamente (i tempi variano a seconda dell’istituto di credito), altrimenti dovrai contattare lo sconosciuto per farti restituire i soldi. E non è detto che ciò avvenga spontaneamente.

Bonifico bancario: cosa scrivere nella causale

La causale indica la ragione per cui viene effettuato il bonifico. Ha valore solo tra le parti e non preclude la possibilità, per il fisco o per le altre pubbliche autorità, di accertare un diverso rapporto sottostante. Ad esempio, se stai acquistando droga da uno spacciatore e come causale indichi «pagamento per consulenza» rischi ugualmente un controllo.

Se, alla base di un pagamento c’è una fattura o un ordinativo sarà meglio riportarne gli estremi nella causale per escludere il rischio di successive contestazioni future.

Se stai facendo il bonifico a un familiare potrai indicare, ad esempio, «donazione» oppure «contributo spese», «regalia», ecc.

La causale non può impedire all’Agenzia delle Entrate di accertare che, alla base del bonifico, vi sia il pagamento di un corrispettivo e, in tal caso, accertare l’eventuale evasione fiscale. Per dimostrare il contrario – ossia la natura esente del pagamento – dovrai esibire un documento con data certa. Chiaramente l’accertamento riguarda solo il beneficiario del bonifico e non l’ordinante.


note

Autore immagine: 123rf com


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