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Limiti contanti: come evitare la multa

5 Giugno 2019
Limiti contanti: come evitare la multa

Pagamenti in contanti o con carta di credito? Quando dilazionare il pagamento in rate può servire ad evitare le sanzioni per il superamento della soglia dei 3mila euro.

L’attuale limite al pagamento in contanti è di tremila euro. In pratica, fino a 2.999,99 euro puoi usare il cash; invece da 3.000 euro in poi devi per forza utilizzare strumenti tracciabili come bonifici (allo sportello o online), assegni non trasferibili, carte di credito o bancomat. Il nuovo limite è stato introdotto dal 1° gennaio 2016 (in sostituzione del precedente che, invece, era di mille euro). La violazione della norma costituisce un semplice illecito amministrativo: questo significa che la sanzione, anche se particolarmente salata, è di tipo pecuniario e non c’è alcuna conseguenza penale. In particolare, chi fa un pagamento in contanti superando i limiti di legge deve pagare una “multa” da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 50.000 euro per i pagamenti fino a 250mila euro, mentre va da 15mila a 250mila per i pagamenti superiori a 250mila euro. L’importo della sanzione è rapportato all’entità del denaro oggetto della transazione in contanti.

Esiste però più di un modo per evitare la multa in caso di superamento dei limiti dei contanti. Le indicazioni sono state fornite proprio dallo stesso ministero dell’Economia, preoccupato evidentemente che la sanzione potesse paralizzare anche gli scambi più “innocui” e non sospetti. Con qualche accorgimento, è possibile quindi continuare a utilizzare il contante senza rischiare di avere addosso la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate o le altre autorità.

Prima di spiegare come evitare la multa per i limiti contanti, occorre fare un importante chiarimento. La sanzione, che come detto va da 3mila e 250mila euro, grava su entrambe le parti, ossia tanto su chi ha dato il denaro, quanto su chi lo ha ricevuto. Ciascuna delle due dovrà pagare l’importo per intero.

In più, se dovesse saltare fuori che, sotto la transazione, c’è un reddito non dichiarato al fisco, potrebbe sopraggiungere anche un accertamento fiscale, con tutte le conseguenti sanzioni di carattere tributario. Si pensi, ad esempio, al caso di una persona che versi in contanti 5mila euro a una ditta di ristrutturazione per dei lavori in casa senza ricevere la fattura. In tal caso, entrambe le parti subiranno la sanzione per la violazione delle norme sul limite dei contanti, mentre l’appaltatore si vedrà notificare un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Limiti contanti: quando si applica

I limiti dei contanti valgono solo per i passaggi di denaro tra soggetti diversi, a prescindere dalla motivazione sottostante. Quindi, il divieto scatta non solo per i pagamenti, ma anche per i regali e i prestiti. La regola vale anche quando si paga la pubblica amministrazione (ad esempio le tasse).

Invece, non è previsto alcun limite quando si prelevano o si versano in banca i contanti, almeno sotto il profilo degli obblighi sul riciclaggio e tracciabilità; il denaro, infatti, resta sempre di proprietà del correntista, mentre la banca ne è una semplice depositaria. Dunque, non si verifica la condizione del passaggio dei soldi tra soggetti diversi. Tuttavia, bisogna fare molta attenzione ai versamenti che potrebbero invece insospettire il fisco se non giustificati e far scattare un accertamento. Ne abbiamo parlato più diffusamente in Limite versamenti contanti su conto corrente.

Come fa la Finanza a sapere che hai pagato in contanti?

Ti chiederai, probabilmente, come fa il fisco a sapere che hai dato più di 3mila euro in contanti a un’altra persona se l’operazione si svolge, di solito, al riparo da occhi indiscreti. Le probabilità non sono così elevate. Di solito, alla base della multa, c’è una svista da parte di una delle due parti. Nessuno infatti rilascia una cifra così elevata in contanti senza farsi rilasciare una ricevuta con quietanza di pagamento. Di solito, questi documenti vengono conservati negli archivi e potrebbero, quindi, essere acquisiti dalla Finanza nel corso di un’ispezione.

Come evitare la multa per l’uso di contanti

Le istruzioni per evitare la multa per l’uso di contanti, in realtà, sono abbastanza semplici. Non c’è bisogno di sconfinare nell’illegale per continuare a utilizzare il cash oltre 3mila euro. Come detto, a fornire le istruzioni, è stato lo stesso Mef (ministero Economia e Finanze).

Innanzitutto, è possibile evitare la multa per i pagamenti in contanti frazionando il pagamento in differenti rate. Chiaramente, la dilazione non deve essere strumentale a superare il limite di legge. Le parti possono cioè prevedere il pagamento di un corrispettivo complessivamente superiore a 3mila euro in singole rate, ciascuna delle quali però inferiore a 3mila euro, a condizione che:

  • ciò sia previsto nel contratto e, quindi, ci sia un accordo tra le parti;
  • oppure, in mancanza di un contratto, il pagamento dilazionato sia previsto dagli usi commerciali.

Qualche esempio potrà fare al caso nostro.

Immagina di dover pagare 5mila euro a un avvocato per una causa. Il professionista ti sottopone un contratto in cui la prima trance della parcella, da 2.500 euro, va pagata alla firma del mandato, e la seconda trance, anch’essa di 2.500 euro, da versare invece dopo la prima udienza. Un’ipotesi del genere è quindi lecita perché la rateazione non è strumentale ma giustificata per venire incontro alle esigenze di liquidità del cliente.

Immagina ancora una giovane coppia che acquisti una cucina da 10mila euro. Marito e moglie non hanno tutto il denaro per pagare il prezzo in un’unica soluzione; così si accordano con il venditore per una dilazione in 4 rate mensili (da 2.500 euro l’una). All’arrivo dello stipendio, quindi, provvederanno di volta in volta al versamento dei singoli importi in contanti. Anche qui, alla base del frazionamento del pagamento, c’è un accordo tra le parti che non è rivolto a eludere il divieto di legge sull’uso dei contanti ma a venire incontro con le possibilità reddituali del debitore.

Immagina, infine, di affidare i lavori di ristrutturazione della casa a un ingegnere. Questo ti chiede di pagare a SAL ossia a stato di avanzamento lavori, così come l’uso del commercio prevede in questi casi. Anche in tale ipotesi, potrai versare più rate in contanti, ciascuna inferiore a 3mila euro, benché il compenso complessivo superi il limite legale.

Non potrai mai fare la spesa al supermercato o acquistare un televisore versando, in un’unica soluzione, più di 3mila euro, anche se dietro l’operazione non vi è alcun intento evasivo o fraudolento.

Ricorda che se intendi pagare con assegno devi inserire la clausola di non trasferibilità per pagamenti superiori a mille euro; diversamente incorri in ulteriori sanzioni (da 3mila e 5mila euro).

Pagamento stipendi e pensioni

Per stipendi di pubblici dipendenti e pensioni vige l’obbligo di versamento degli importi sul conto corrente per cifre superiori a mille euro. In questo caso non è quindi possibile ottenere le somme in contanti. Per i datori di lavoro privati invece c’è sempre l’obbligo di pagare tramite bonifico.


2 Commenti

  1. Attenzione, suggeriamo modifica al vostro articolo in materia di pagamento stipendi in contanti.
    A far data dal 1 luglio 2018 è severamente proibito in base all’articolo 1 comma 910/913 Legge 205/2017 il pagamento in contanti delle retribuzioni di qualsiasi importo.

  2. Saranno pure leggi inventate da politicanti governativi da strapazzo, però rimango sempre leggi inique assurde e criminali. Solo in Italia non si può prelevare dal proprio conto corrente quello che si vuole?? Poi ci stupiamo se i pensionati i giovani ed i rimanenti vogliono emigrare all’estero. Io come padre separato due volte devo tirare fuori ogni mese 435 euro x 2, se poi aggiungo i prelievi, le spese al supermercato, qualche spesuccia su ebay o un viaggio all’estero, non è raro superare tale limite. Ed io, che già sono fottuto con l’IMU devo sentirmi fottuto anche con queste assurde multe per chi sfora i 2999 euro mensili?

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