Abolizione limite dell’uso dei contanti: arriva la proposta

5 Giugno 2019 | Autore:
Abolizione limite dell’uso dei contanti: arriva la proposta

Depositato al Senato un ddl per eliminare il tetto dei 3.000 euro sui pagamenti in contanti. Ma gli stranieri già possono spendere fino a 15mila euro.

Possiamo dire addio ai pagamenti tracciabili? Se il disegno di legge presentato recentemente al Senato avrà il via libera, chiunque potrà pagare qualsiasi cifra in denaro contante. Non si tratta di una proposta del vicepremier Matteo Salvini, nonostante tempo fa avesse promesso che si sarebbe battuto per l’abolizione del limite dell’uso dei contanti. Arriva la proposta, invece, dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama.

Quello che, invece, ha fatto il Governo attraverso l’ultima Legge di Bilancio, è stato allargare la platea dei cittadini stranieri che possono spendere fino a 15mila euro in contanti (e non più 10mila) nel settore del turismo. Finora, contare delle banconote fino ad arrivare a quella cifra era un privilegio riservato solo ai cittadini extracomunitari. Oggi ne hanno la facoltà anche i cittadini dell’Unione europea. L’importante, in qualsiasi caso, è che non abbiano la residenza al di qua dei nostri confini.

In altre parole: se un italiano vuole farsi una vacanza di lusso nel suo Paese, può spendere in contanti fino a 2.999,99 euro, come disposto dalla legge di Stabilità del 2016. Se le sue ferie da nababbo prevedono una spesa superiore, dovrà tirare di bonifico bancario, di assegno o di carta di credito. Se, invece, lo vuole fare uno straniero non residente in Italia, il commerciante o l’albergatore può incassare senza lasciare traccia fino a 14.999,99 euro.

A meno che non si dia il via libera alla proposta di abolizione dell’uso dei contanti depositata in Senato. Vediamo in che cosa consiste.

Limite all’uso di contanti: la proposta

Quindi, arriva la proposta di abolizione del limite dell’uso dei contanti grazie ad un disegno di legge (il numero 946) presentato di recente al Senato da Fratelli d’Italia. Secondo i firmatari, l’attuate tetto dei 3.000 euro sancito dalla legge di Stabilità del 2016 non è servito a contrastare in modo efficace l’evasione fiscale. D’altro canto, aggiungono, penalizza il sistema economico locale.

Ciò che i senatori di Giorgia Meloni propongono, dunque, è di abolire il limite dell’uso dei contanti per garantire ai cittadini italiani maggiore libertà di pagamento e agli esercenti minori costi di gestione, contenendo le spese della moneta elettronica.

Che cosa vorrebbe dire abolire il limite dei contanti? Che un domani potresti utilizzare le banconote non solo per la spesa del supermercato o per pagare una vacanza da mille euro ma anche per comprare un’auto o una casa, per pagare il costo di un matrimonio, di un mobile di antiquariato.

Limite all’uso dei contanti: che succede con le detrazioni?

Quello che il ddl sull’abolizione del limite dell’uso dei contanti non dice, però, è come ci si dovrebbe regolare, ad esempio, con le agevolazioni fiscali di cui oggi si può usufruire per la ristrutturazione della casa, per il bonus giardini, per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, ecc.

Oggi è possibile portare in detrazione quelle spese per recuperare una parte dei soldi solo se il pagamento è stato fatto in modo tracciabile, cioè con un bonifico bancario. Se, però, mi consentono di pagare legalmente tutto in contanti, come si fa? Sarò, comunque, obbligato a fare un bonifico per dimostrare quello che ho speso con una determinata causale?

Limite all’uso dei contanti: il tetto per gli stranieri

Come dicevamo all’inizio, gli stranieri non residenti in Italia godono già di un privilegio negato agli italiani: quello di poter spendere nel settore del turismo fino a 15mila euro in contanti. Come noto, chi è cittadino italiano non può tirar fuori dal portafoglio più di 2.999,99 euro.

La Legge di Bilancio approvata dal Governo in carica (o, almeno, in carica al momento di scrivere queste righe) ha portato il limite massimo da 10mila a 15mila euro non solo per i cittadini extracomunitari ma anche a quelli residenti in uno Stato membro dell’Ue. Viene modificato in questi termini un decreto-legge di qualche anno fa [1], grazie al quale è possibile per gli stranieri pagare in contanti in determinati esercizi commerciali, come ad esempio:

  • commercio al minuto;
  • alberghi;
  • esercizi di somministrazione di bevande o alimenti (hai voglia a spendere 15mila euro al bar, ma immagina chi viene dall’estero perché vuole organizzare un matrimonio sulle rive del Lago di Como o in una città d’arte italiana);
  • locali aperti al pubblico che forniscono servizi nell’esercizio di impresa;
  • organizzatori di escursioni, gite in città, visite turistiche, ecc.;
  • fornitori di servizi di telecomunicazione.

Gli unici vincoli imposti dalla legge sono questi:

  • l’esercente o prestatore del servizio deve tenersi una fotocopia del passaporto del committente oltre ad un’autocertificazione con cui quest’ultimo dichiara di non essere residente in Italia e di essere cittadino straniero;
  • il primo giorno feriale dopo avere ricevuto il denaro, l’esercente o il prestatore deve depositarlo in un conto corrente a lui intestato consegnando una copia della ricevuta della relativa comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

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note

[1] Art. 3 Dl n. 16/2012 del 02.03.2012.


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