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Posso far arrivare lo stipendio sul libretto postale?

6 Giugno 2019 | Autore:


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Libretto postale Ordinario e Smart, Carta libretto postale: è possibile che il datore di lavoro accrediti la retribuzione sul libretto di risparmio delle Poste?

Emesso da Cassa depositi e prestiti S.p.A. e collocato da Poste Italiane, il libretto postale [1] è uno strumento di risparmio, dal funzionamento simile a quello di un salvadanaio: se depositi i tuoi soldi nel libretto postale non rischi di perderli, perché sono garantiti dallo Stato, ed i tuoi risparmi produrranno degli interessi, anche questi garantiti dallo Stato.

I costi di gestione del libretto postale sono normalmente pari a zero (può essere però dovuta un’imposta di bollo, il cui ammontare dipende dalla tipologia di libretto sottoscritta ed alla giacenza media), ma risultano molto bassi anche gli interessi maturati. Inoltre, il libretto postale, essendo uno strumento di risparmio, non permette di effettuare le stesse operazioni consentite a chi ha un conto corrente.

Ma è possibile, per un lavoratore dipendente, richiedere l’accredito della retribuzione nel libretto? In altre parole, posso far arrivare lo stipendio sul libretto postale?

La risposta dipende dalla tipologia di libretto postale sottoscritta: esistono difatti dei libretti dotati di codice Iban, sui quali è consentito compiere alcune operazioni che normalmente possono essere effettuate solo dai correntisti. A questi strumenti viene abbinata anche una «Carta libretto», utile per i versamenti e i prelievi di denaro.

Ad ogni modo, il libretto postale non può avere, per sua stessa natura, la stessa operatività di un conto corrente, trattandosi di uno strumento di risparmio. Ma procediamo con ordine.

Posso ricevere un bonifico sul libretto postale?

Alcune tipologie di libretti postali consentono di ricevere un bonifico: questo è possibile nell’ipotesi in cui siano dotati di codice Iban (international bank account number); attualmente, sono muniti di Iban sia il libretto Ordinario che il libretto Smart.

Ma che cos’è il codice Iban? Si tratta del codice internazionale che identifica ciascun conto corrente bancario, utilizzato per effettuare pagamenti nazionali e internazionali, come i bonifici, al posto delle tradizionali coordinate bancarie (codice Abi, codice Cab e numero di conto corrente).

Il codice Iban del libretto postale, per i libretti che ne sono muniti, deve essere richiesto alle Poste, oppure può essere identificato in base al codice Abi, che fa riferimento all’istituto emittente, ed al codice Cab, che si riferisce all’ufficio postale in cui il libretto è stato aperto.

Attenzione, però: il codice Iban non consente di effettuare qualsiasi tipologia di bonifico in entrata e in uscita dal libretto, ma ci sono notevoli limitazioni, come osserveremo tra poco.

Che cosa si può fare con l’Iban del libretto?

Grazie all’Iban, è possibile:

  • far accreditare la pensione (Inps o Inpdap) direttamente nel libretto;
  • consentire l’accredito di somme nel libretto tramite bonifico.

Per poter ricevere un bonifico, però, è necessario collegare l’Iban del libretto all’Iban di un conto bancario che risulta intestato, o cointestato, allo stesso titolare del libretto. È possibile collegare sino a un massimo di 10 conti al libretto, chiedendo l’associazione presso un ufficio postale. Dunque, non è possibile ricevere denaro da terzi, ma solamente da un conto corrente proprio, almeno in parte.

Posso ricevere lo stipendio sul libretto?

In base a quanto osservato, non è possibile ricevere l’accredito dello stipendio sul libretto postale, a meno che il datore di lavoro non abbia un conto cointestato col dipendente (si tratta di un’ipotesi alquanto remota).

In alternativa, si può ovviare al problema chiedendo all’azienda di inviare lo stipendio, tramite bonifico, sul conto corrente collegato al libretto; successivamente, si potrà inviare un bonifico dal proprio conto al libretto postale.

Con quali modalità può essere pagato lo stipendio?

Lo stipendio, in base alle previsioni della legge di Bilancio 2018 [2], non può più essere pagato in contanti, ma tramite strumenti tracciabili.

In particolare, dal 1° luglio 2018 le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori possono essere corrisposte con le seguenti modalità [3]:

  • tramite bonifico su un conto identificato da codice Iban indicato dal lavoratore, intestato anche a un soggetto diverso dal lavoratore [4];
  • tramite strumenti di pagamento elettronico, tra cui anche un accredito su carta prepagata priva di Iban (è indispensabile conservare la ricevuta con data e importo della ricarica);
  • in contanti, presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • in contanti, presso lo sportello bancario in cui il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente o conto di pagamento ordinario, soggetto alle dovute registrazioni;
  • tramite emissione di assegno (bancario o circolare) consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

note

[1] Art.5 L. 269/2003.

[2] Art.1, Co. 910-913, L. 205/2017.

[3] Inl Nota 5828/2018.


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