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Incidenti stradali e concorso di colpa: ultime sentenze

6 Giugno 2019
Incidenti stradali e concorso di colpa: ultime sentenze

Sinistro stradale, quando la presunzione di colpa concorrente al 50 per cento non opera.

Il comportamento imprudente di uno dei conducenti

Qualora il giudice accerti in fatto la dinamica del sinistro attribuendone la responsabilità ad un solo conducente e affermando che senza tale comportamento colposamente imprudente il sinistro non si sarebbe verificato, non applica il criterio sussidiario della presunzione di colpa concorrente nella misura del 50% ciascuno, fissato dall’articolo 2054 c.c., comma 2. 

Cassazione civile, Sezione 6, Ordinanza 18 luglio 2018, n. 19098 

Presunzione di pari responsabilità ex art. 2054 cod. civ.

In tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054, comma 2 c.c. ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilità del sinistro. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito il quale, anzichè ricorrere al criterio sussidiario della presunzione di eguale concorso di colpa, aveva rigettato sia la domanda attorea che quella riconvenzionale sul presupposto che il tenore delle prove testimoniali non consentiva di ritenere provato il fatto costitutivo della pretesa risarcitoria).

Cassazione civile sez. III, 04/04/2019, n.9353

La presunzione di pari responsabilità stabilita dal comma 2 dell’art. 2054 c.c. ricorre non solo nei casi in cui sia certo l’atto che ha causato il sinistro ma sia incerto il grado di colpa attribuibile ai diversi conducenti, ma anche quando non sia possibile accertare il comportamento specifico che ha causato il danno, con la conseguenza che, in tutti i casi in cui sia ignoto l’atto generatore del sinistro, causa presunta dell’evento devono ritenersi in eguale misura i comportamenti di entrambi i conducenti coinvolti nello scontro anche se solo uno di essi abbia riportato danni.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2018, n.31009

In tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, la presunzione stabilita dall’art. 2054, comma 2, c.c. non configura a carico del conducente un’ipotesi di responsabilità oggettiva, ma una responsabilità presunta da cui il medesimo può liberarsi dando la prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero dimostrando non l’impossibilità di una condotta diversa o la diligenza massima, bensì di avere osservato, nei limiti della normale diligenza, un comportamento esente da colpa e conforme alle regole del codice della strada, da valutarsi dal giudice con riferimento alle circostanze del caso concreto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ricondotto la responsabilità del sinistro alla sola condotta del danneggiato, escludendo la colpa della convenuta sulla base di una valutazione in concreto della sua condotta, desunta da molteplici elementi indiziari quali: l’assenza di infrazioni alle norme del codice della strada, la ridottissima velocità di marcia, il luogo della strada in cui era avvenuto l’impatto ed il punto di collisione tra i veicoli).

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 16 febbraio 2017, n. 4130 

In tema di responsabilità civile per i sinistri occorsi nella circolazione stradale, la presunzione di colpa prevista in egual misura a carico dei conducenti dall’art. 2054, comma 2, c.c., ha funzione meramente sussidiaria, operando solo quando è impossibile determinare la concreta misura delle rispettive responsabilità, sicché, ove risulti accertata l’esclusiva colpa di uno di essi, l’altro conducente è esonerato dalla presunzione, né è tenuto a provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 settembre 2015, n. 18631

La presunzione di concorso in pari grado di colpa posta dall’art. 2054, comma 2 cod. civ. a carico dei conducenti coinvolti in uno scontro ha carattere sussidiario ed opera perciò quando non sia possibile accertare in concreto le cause ed il grado delle colpe incidenti nella produzione dell’evento dannoso.

Tribunale Latina sez. II, 13/11/2018, n.2733

Insidia stradale e responsabilità incidente

Se la responsabilità del danno da insidia stradale è stata definitavene accertata a carico dell’ente pubblico, non può operare la presunzione di colpa prevista, in egual misura a carico dei conducenti, dall’art. 2054, secondo comma, cod. civ, in quanto quest’ultima, avente funzione meramente sussidiaria, opera solo nell’impossibilità di determinare la concreta misura delle rispettive responsabilità cosicché, risultando accertata l’esclusiva colpa di uno dei conducenti, l’altro conducente è esonerato dalla presunzione e non è tenuto a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno

Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 27 maggio 2019, n. 14379

Investimento di un pedone e presunzione di colpa dell’automobilista

Sebbene il conducente di veicoli a motore sia onerato da una presunzione di colpa, il pedone che attraversi al di fuori delle strisce pedonali ha l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli; talché, in caso di violazione di tale norma comportamentale e conseguente investimento, il pedone sarà corresponsabile della causazione del sinistro nella misura che il giudice di merito quantificherà percentualmente, in base alle circostanze specifiche del caso.

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2019, n.2241

In caso di investimento di un pedone da parte di un’automobilista la responsabilità risarcitoria venga posta a carico dell’automobilista in modo rigoroso in virtù del principio generale sancito dall’art. 140 del codice della strada – secondo cui la circolazione del veicolo non deve mai costituire intralcio o pericolo per l’incolumità delle persone – tuttavia tale presunzione viene meno laddove l’investitore ovvero la compagnia assicuratrice provi il concorso di colpa o la responsabilità esclusiva dell’investito nella causazione del sinistro, ex artt. 2056 e 1227 c.c.. Allorquando siano accertate la pericolosità e l’imprudenza della condotta del pedone, la colpa di questi concorre, ai sensi dell’articolo 1227, primo comma, cod. civ., con quella presunta del conducente.

Tribunale Roma sez. XIII, 01/03/2019, n.4667

Nelle ipotesi di investimento di pedone la presunzione di colpa di cui all’art. 2054 c.c. può considerarsi superata solo quando il conducente del mezzo investitore dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno o quando risulti con certezza dalle modalità del fatto che non vi era alcuna reale possibilità di evitare l’incidente (nel caso di specie non è stato provato un comportamento imprevisto del pedone che possa aver costituito causa esclusiva del sinistro ad eccezione del fatto che lo stesso ha attraversato al di fuori dalle strisce pedonali poste a 100 mt. di distanza, mentre l’investitore viaggiava contromano e tali circostanze comportano un concorso di colpa del danneggiato nella misura del 30%. Inoltre né i convenuti hanno fornito la prova dell’inevitabilità dell’evento lesivo, al contrario, dal verbale dell’Autorità e dall’escussione del teste intervenuto circa un’ora dopo l’incidente, risulta che al momento del sinistro l’illuminazione pubblica fosse sufficiente, che il tratto di strada interessato fosse rettilineo ed in buono stato di conservazione, tutti elementi che concorrono a suffragare la presunzione di colpa gravante sull’investitore).

Tribunale Roma sez. XIII, 09/11/2018, n.21613

Ricostruzione incerta del sinistro e dubbi sulle responsabilità

L’accertata esistenza di alcuni elementi concreti di colpa a carico di uno ovvero di entrambi i conducenti dei veicoli scontratisi non impedisce il ricorso al criterio sussidiario della responsabilità presunta di pari grado, quando l’impossibilità dell’accertamento delle circostanze di maggior rilievo influenti sulla dinamica del sinistro non consente di stabilire la misura dell’incidenza causale riferibile alla condotta, pur sicuramente colposa, di uno o entrambi i protagonisti della determinazione dell’evento ed il grado di colpa di ciascuno dei conducenti coinvolti nel sinistro. Infatti l’accertamento in concreto di responsabilità di uno dei conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente sancita dall’art. 2054 c.c., essendo a tal fine necessario accertare, in pari tempo, che l’altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione ed a quelle di comune prudenza ed abbia fatto il possibile per evitare l’incidente.

Tribunale Napoli sez. II, 04/02/2019, n.1283

Responsabilità da sinistro stradale in mancanza di collisione ed onere della prova

In mancanza di una collisione il danneggiato ha l’onere di fornire una prova rigorosa non solo della presenza sui luoghi del mezzo ma anche della specifica condotta tenuta da quest’ultima e del rapporto di causalità tra il medesimo e l’evento. Infatti, se nell’ipotesi di scontro il nesso eziologico può considerarsi senz’altro provato, essendo insito nel fatto stesso dell’impatto tra due mezzi – sicché una volta accertato lo scontro opera la presunzione di responsabilità di cui all’art. 2054 c.c. – nel caso in cui questo sia mancato il danneggiato deve dimostrare in modo autonomo che il rapporto tra la manovra posta in essere dall’auto ed il sinistro non si pone in termini di mera occasionalità per modo che l’evento stesso appaia come una conseguenza, sia pure mediata e indiretta, della circolazione, considerata unicamente come fatto storico, ossia a prescindere da qualsiasi valutazione sul comportamento del conducente, richiesta ai fini della graduazione della colpa e della prova liberatoria della presunzione stessa.

Tribunale Bari sez. II, 03/12/2018, n.5071

Onere della prova

In tema di risarcimento del danno da sinistro stradale, grava sull’attore, ai sensi dell’art. 2697 c.c., l’onere di provare l’evento dannoso nonché il nesso eziologico tra la condotta e il danno. In assenza di tale prova, e in base ai criteri tradizionali di riparto dell’onere, non è possibile invocare automaticamente nemmeno il regime di imputazione di responsabilità dell’art. 2054 II° co. c.c. Difatti la condotta colposa avente efficacia causale in concreto nella produzione dello scontro/ evento dannoso, deve essere interamente provata dall’attore per l’addebito della responsabilità, anche a solo titolo concorsuale.

Tribunale Bari sez. III, 03/07/2018, n.2840



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