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Parolacce alla guida dell’auto: non c’è ingiuria. Legittimo arrabbiarsi

29 Novembre 2011
Parolacce alla guida dell’auto: non c’è ingiuria. Legittimo arrabbiarsi

La tensione alla guida dell’automobile giustifica l’ingiuria pronunciata al volante: sdoganate le parolacce da automobilista stressato.

Si può mandare “a quel paese” una persona quando tale gesto è la reazione a un fatto ingiusto.

In un recente caso, la Cassazione [1] ha assolto dal reato di ingiuria – invece riconosciuta in primo grado dal Giudice di pace – un automobilista che aveva dato del “cafone” a un tale la cui auto mal posteggiata gli aveva ostruito il passaggio.

Secondo la Cassazione, il gesto di reazione dell’automobilista era giustificabile alla luce dei tentativi di quest’ultimo di risolvere inizialmente, per vie pacifiche, la questione. In tutta risposta, questi aveva ricevuto, dall’irrispettoso soggetto, dei gestacci che avevano acuito la tensione.


note

[1] Cass. sent. n. 36883/2011.


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