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Perché mio marito non mi desidera più?

11 Giugno 2019 | Autore:
Perché mio marito non mi desidera più?

Il matrimonio appesantisce il desiderio? Il rifiuto dei rapporti sessuali può essere causa di addebito della separazione? Per scoprirlo leggi il mio articolo.

Sei sposata da anni con il tuo primo amore. Ormai, tra di voi non ci sono più segreti: prevedi le sue mosse, anticipi le sue frasi, ritieni addirittura di conoscerlo più di quanto lui conosca se stesso. Nel momento in cui hai pronunciato il fatidico «sì» sull’altare hai pensato che niente e nessuno avrebbero mai potuto scalfire il vostro amore e il vostro sentimento sarebbe durato per l’eternità.

Sono trascorsi alcuni anni e la stanchezza del rapporto inizia a farsi sentire. Lui non ti riserva più tutte quelle premure di un tempo. Magari pensi che il lavoro, lo stress, i figli, il trasloco possano incidere e pesare sul vostro rapporto. Cerchi di essere comprensiva e giustifichi le sue mancanze. D’altronde, anche tu hai le tue colpe; ti sei spesso lasciata travolgere dal nervosismo e dalle preoccupazioni della quotidianità ed il vostro rapporto non è proprio idilliaco come immaginavi.

Può darsi che tu ti stia chiedendo: perché mio marito non mi desidera più? Le ragioni potrebbero essere molteplici. La crisi di coppia (incomprensioni, litigi e tensioni irrisolte) si ripercuote anche nell’intimità. Come rimediare? Hai pensato di riservargli qualche attenzione in più nella speranza di riaccendere la fiamma e riportare un po’ di serenità nella coppia e tra le lenzuola.

Per ravvivare il rapporto hai preparato una cenetta romantica, hai indossato un vestito da togliere il fiato, avete fatto un viaggio per dedicarvi completamente l’una all’altro, gli hai regalato quel pezzo unico da collezione che cercava da tempo. In quei momenti, la crisi sembra essere superata e pensi che la passione sia di nuovo travolgente come prima. Eppure, qualcosa non va come dovrebbe. Ritornati alla vita di sempre, dopo quelle dolci parentesi, ritorna anche il calo del desiderio. Quali sono le cause? Come capire se tuo marito non ti ama più? Quanto incidono i sentimenti sull’eros? E’ possibile rimediare oppure l’unica soluzione è porre fine al vostro matrimonio? Per saperne di più, continua a leggere il mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Maurizio Cottone, specialista in psicoterapia psicoanalitica.

Disinteresse sessuale: quali sono i campanelli d’allarme?

Sappiamo tutti che il primo campanello d’allarme, e diciamo il più evidente, che ufficializza la crisi della coppia è il calo del desiderio sessuale da parte di uno dei due partner, se non di entrambi.

La crisi sessuale non arriva mai come un fulmine a ciel sereno, ma è frutto di una crisi che cova strisciante nella coppia, dove uno dei due partner non si sente capito, riconosciuto, in qualche maniera accettato. La sfera intima è molto importante ed è la prima che va in crisi quando c’è incomunicabilità, incapacità a capirsi o a sentirsi capiti. Il sesso, all’interno della coppia, non significa solo passione e desiderio fisico dell’altro, ma in un rapporto d’amore significa donarsi. Dare sé stesso al proprio partner significa dire: “mi fido di te”.

Un altro segnale è la sensazione che il tempo trascorso insieme sia noiosissimo. E’ come se ci si sentisse “in gabbia”. Questo malessere, che si manifesta subito nel calo del desiderio sessuale, porta anche ad altri malesseri psicologici, quali aumento del peso e uno stato depressivo più o meno importante, con cali di interessi personali e lavorativi.

Come risolvere il problema?

La cosa migliore affinché un rapporto proceda in maniera sana e costruttiva, sarebbe quella di parlarsi, chiarirsi e magari andare da uno specialista, qualora si avverta che non c’è una via d’uscita. A volte, non è facile perché i partner sono molto diversi tra loro per cultura, età, storie di vita.

Cosa c’è alla base di un sano rapporto di coppia?

Certamente, alla base di un sano rapporto di coppia, e di conseguenza di un sano rapporto sessuale, c’è la fiducia che non può essere data a priori, ma si deve costruire piano piano. Appare fondamentale, quindi, il rispetto reciproco. Nel momento in cui scelgo di stare con te, scelgo di fidarmi di te.

Crisi sessuale: può essere una reazione alle tensioni che ci sono nella coppia?

È difficile vivere un desiderio sessuale nel momento in cui non c’è felicità nella coppia, non c’è gioia di vivere, non c’è libertà, non c’è rispetto, non c’è fiducia.

In assenza della fiducia, il rapporto sessuale deperisce per forza e, quando presente, assume forme perverse, quali quelle feticiste.

Calo del desiderio: quali sono i casi più frequenti?

Ho seguito e seguo spesso casi di persone con calo del desiderio.

La mia esperienza mi ha portato a dividere la casistica in due grandi filoni:

  • uno in cui c’è la possibilità per la coppia di rigenerarsi nella comprensione e nel cambiamento;
  • un altro “infausto”, dove uno dei due partner presenta una “dipendenza affettiva” patologica. Tale dipendenza affettiva è una malattia ed è inserita dal DSM-V nel filone delle altre grandi dipendenze alimentari, da sostanze stupefacenti, alcoliche, sessuali, ecc.

Gelosia: in che modo può danneggiare una relazione?

Il sospetto, una gelosia, soprattutto quando immotivata, può portare incomprensioni, anche menzogne del partner accusato per il quieto vivere, quindi l’inizio del tradimento della “fiducia di coppia”.

C’è un caso che vuole condividere con i nostri lettori?

Ho seguito una coppia in crisi e il partner, che rifiutava una terapia, viveva una gelosia patologica per via delle sue profonde fragilità, insicurezze e gravi carenze infantili, con genitori violenti o assenti.

Questa persona, affetta da “dipendenza patologica”, necessita di attenzioni continue, vuole che il partner sia tutto per lui e non abbia altro interesse, rimanendo comunque sempre insoddisfatto. È come se avesse una voragine interiore dove ogni attenzione non è mai sufficiente. Anche l’interesse del partner, che può essere una passione non per un uomo o una donna, ma per un hobby, può essere vissuto come un tradimento, perché in quel momento la persona è presa unicamente da quell’interesse, che per il partner incarna “concretamente” il fantasma dell’altro, un fantasma di tradimento.

A volte, è proprio questo fantasma, o questa insicurezza, che rende il rapporto invivibile e può condurre veramente il partner “vittima” a tradire, come se venisse trasmessa questa paura dal partner geloso, a livello molto profondo e in maniera talmente violenta da spingere il partner vessato all’azione.

Dov’è la possibilità di rispettare la libertà altrui, di fidarsi, anche a costo di essere traditi o lasciati dall’altro? Dov’è l’amore? Queste gelosie “possessive” portano ovviamente ad un calo del desiderio, della libido, in uno o in entrambi i partner, per assenza di ossigeno vitale nella coppia.

Calo di desiderio nell’uomo: quali sono le possibili cause?

Per approfondire questo discorso racconterò il caso di un paziente che ho seguito. Parlava continuamente di situazioni sempre molto castranti e umilianti, vissute con la fidanzata di allora. Il paziente, per la sua storia personale, subiva l’aggressività di questa donna. Nonostante lo avessi messo in guardia dalla futura sposa “castrante”, lui fissò la data del matrimonio in segreto, cioè senza informarmi, e la comunicò solo quando ormai questo evento era ineluttabile.

Ovviamente, il rapporto con la moglie non ha mai funzionato. In seguito, il paziente è tornato in terapia per cercare di tollerare una situazione assolutamente patologica e infausta. La moglie, per via di una grave dipendenza affettiva, lo costringe tutt’ora a eseguire ordini di vario tipo, umiliandolo nel momento in cui li esegue male, difendendosi da questo suo sentirsi in gabbia con un’ambivalenza che lo porta a fare male i compiti assegnati e, soprattutto, negarsi sessualmente alla compagna, attraverso fenomeni di “impotenza sessuale”.

Non c’è mai un sano rapporto sessuale, o addirittura è proprio assente, quando la coppia è patologica. Alla base della patologia c’è sempre un’inter-dipendenza affettiva dei due partner, dove uno dei due diventa il carceriere di un altro che vuole essere incarcerato, com’è tipico dei rapporti sadomasochisti.

Coppia patologica: cosa consiglia?

In questi casi, più che un percorso di coppia, che solitamente fallisce perché il partner più patologico lo rifiuta, consiglio percorsi individuali che permettano al partner succube di liberarsi da una situazione sadomasochista e perversa.

Come superare una fase di stallo nel rapporto fra marito e moglie?

Nei casi di crisi di coppia meno patologici, ma dettati da fatti contingenti (stress lavorativo, economico, familiare, nascita di un figlio, perdita del lavoro, traslochi, morte di una persona cara, ecc..) casi in cui la coppia subisce un blocco della sua spinta evolutiva, nel piacere dallo stare insieme (anche sessualmente), allora la terapia di coppia è consigliabile perché probabilmente il calo del desiderio è dato da uno dei fattori prima espressi che possono creare un momento di stanchezza e una crisi della libido.

Moglie in dolce attesa: perché lui evita il contatto fisico?

La nascita di un figlio mette sempre a dura prova la tenuta della coppia, a volte mandandola in crisi. Ci sono uomini che fanno fatica ad avvicinare la moglie quando questa è incinta, perché è come se vivessero l’atto sessuale come un atto violento che potrebbe fare del male al bambino.

Quando nasce il bambino, la mamma solitamente è tutta presa dalla cura del pargoletto. Il compagno può sentirsi trascurato, può essere anche invidioso di queste potenzialità materne della propria compagna, a lui negate. Quindi, anche in questo caso la libido può subire uno stop.

Qual è il segreto per tenere vivo il desiderio in un matrimonio?

Una delle cose da non fare quando la coppia va in crisi sessualmente è iniziare a pensare ad altri partner compensatori, passare le nottate su Messenger o iniziare a trattarsi male.

Una coppia disfunzionale e non patologica, reggendosi sulla fiducia e sulla libertà individuale e non sulla dipendenza affettiva, può rivedere con impegno le proprie coordinate, correggere rotte disfunzionali, modularsi e attivare un desiderio che prima di tutto è un desiderio di continuare a vivere insieme e poi il desiderio sessuale.

Il rifiuto dei rapporti sessuali nel matrimonio: conseguenze

Dopo aver analizzato gli aspetti psicologici del disinteresse sessuale nell’intervista al dr. Maurizio Cottone, ti parlerò del rifiuto sessuale nella vita matrimoniale e delle possibili conseguenze che possono derivarne.

Cosa succede se tuo marito non desidera più fare l’amore con te? Le hai provate proprio tutte, vi siete rivolti persino ad un terapista di coppia, ma la situazione non accenna a migliorare. Il rapporto è irrecuperabile, non c’è più affinità sessuale e la distanza tra di voi è incolmabile. Cosa puoi fare? Se l’attrazione si dissolve col passare del tempo, puoi separarti e divorziare senza incorrere in alcuna responsabilità. La legge non ti impone di amare il coniuge per l’eternità.

Tuttavia, matrimonio e rapporti sessuali sono strettamente collegati, infatti è possibile annullare le nozze quando non sono state consumate (per maggiori approfondimenti sul punto leggi Matrimonio senza rapporti sessuali: divorzio senza separazione).

I coniugi sono obbligati ad avere rapporti sessuali?

E’ possibile un matrimonio senza rapporti sessuali?  Sì, se tra i coniugi c’è un accordo (esplicito o implicito), ma nel momento in cui uno dei due desidera avere rapporti e l’altro li rifiuta costantemente e categoricamente, il primo può chiedere la separazione con addebito. Attenzione, questo non significa che il coniuge possa costringere l’altro a fare l’amore se quest’ultimo non lo desidera, altrimenti potrebbe ricevere una denuncia per violenza sessuale.

Dunque, chi desidera avere rapporti con il coniuge deve ricevere il suo consenso; in caso di astensione, è possibile procedere per vie legali.

Tra i doveri del matrimonio, il Codice civile contempla quello di reciproca assistenza morale e materiale, tra cui è incluso il “dovere di fare l’amore”.

D’altro canto, il marito o la moglie non possono sottrarsi ripetutamente ai rapporti sessuali, a meno che non ricorra una ragione valida (di tipo fisico o psicologico) che potrebbe consistere nel non amare più l’altro coniuge o non esserne più attratto. In tal caso, il rifiuto è giustificato e non può rappresentare una causa di addebito.

note

Autore immagine: 123rf com.


4 Commenti

  1. Ho trovato consigli molto utili in questo articolo. Vi ringrazio per aver affrontato il problema sia dal punto di vista legale che dal punto di vista psicologico. Ho trovato informazioni che finora non avevo mai letto su altre riviste. Purtroppo sto affrontando una profonda crisi con mio marito… Mi ritrovo nella stessa situazione descritta all’inizio di questo articolo. Abbiamo provato a riaccendere la fiamma cercando di smorzare la routine quotidiana, ma niente… Momenti meravigliosi, ma poi? Tutto ricomincia ed i toni nelle discussioni si infiammano…Ad infiammarsi dovrebbe essere il nostro amore…Invece… Ecco credo che siamo arrivati al capolinea del nostro matrimonio e la colpa non è di nessuno dei due o forse di entrambi, fatto sta che ormai entrambi siamo stanchi di provarci e ci siamo arresi. Triste ammetterlo!

  2. Leggendo questo articolo è come se avessi visto il mio matrimonio raccontato tra le righe… Che peccato! L’entusiasmo dei primi tempi e la voglia di lottare… E poi riprovarci e fare l’amore dopo una discussione. Tempi ormai passati! Forse il problema è stato proprio questo. Pensare di risolvere tutto senza affrontare le questioni irrisolte a tavolino, mentre invece tutto ciò che faceva male ad entrambi piano piano ci logorava… E siamo arrivati non al calo del desiderio, ma proprio al funerale!

  3. E’ vero non esiste l’obbligo di legge di amare l’altro coniuge, ma di rispettarlo si! Lei è stata una sciocca, per non esprimermi in toni poco garbati e non offendere le altre signore. Le ho dato tutto e lei è andata a prendersi le attenzioni di un ragazzino per sentirsi giovane, una vecchia milf che poi è stata derisa anche dai vicini di casa. Mi ha spezzato il cuore ed ha leso profondamente la mia dignità, infatti poi si è beccata tutto il mio disprezzo. Io l’ho amata tanto e nonostante questo in un primo momento ho provato a perdonarla per far funzionare il matrimonio, ma la mia delusione e sofferenza erano talmente grandi che poi hanno inciso sul desiderio. Ho capito che non poteva andare avanti e quindi si è presa tutte le conseguenze del caso.

  4. Salve. Ma dico io, perché non decidere di porre fine al matrimonio quando ci si accorge che è inutile trascinare avanti qualcosa che non funziona? Se lui o lei non si amano, se spostano lo sguardo altrove e l’interesse è venuto a mancare, se si sta insieme per gratitudine, per non sentirsi soli, per paura di essere abbandonati, per paura di affrontare una separazione, per timore di non trovare un’altra persona da amare e che ti possa amare, per abitudine, per affetto…Dico io, che senso ha? E’ una sofferenza ingiusta per entrambi e si crea la falsa illusione che tutto vada bene, che la famigliola della Mulino bianco sia felice, ma poi c’è un malessere di fondo che incide anche sull’autostima e ci si sente inadeguati per quella vita, per quella relazione. Ma forse il “marchio sociale” di divorziati vi fa stare peggio di una situazione scomoda? Non lo capisco….

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