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Dare fastidio con il gatto da ora è reato

6 Giugno 2019
Dare fastidio con il gatto da ora è reato

Atti persecutori della vicina di casa in un moderno condominio: il gatto infastidisce il vicino che chiama i carabinieri.

Se la tua vicina lascia il gatto sempre libero di circolare sul pianerottolo, proprio in corrispondenza della porta di casa tua, così che il pelo entra spesso nel tuo appartamento; se non pulisce i suoi escrementi con l’intento di farti chiudere i vetri per il cattivo odore; se non elimina gli avanzi di cibo che il felino lascia sotto la tua finestra, da oggi puoi denunciarla. Secondo una sentenza della Cassazione appena pubblicata (Cass. sent. n. 25097/19) è reato dare fastidio con il gatto.

Ma denunciarla per cosa? Quale reato può commettere il proprietario di un gatto lasciato libero in condominio? Niente meno che quello di stalking. Per l’esattezza parliamo di stalking condominiale, una figura che la giurisprudenza sta facendo emergere proprio in questi ultimi anni.

La vicenda ha del grottesco: una signora utilizza il proprio felino con il preciso intento di molestare il vicino di casa. A prendersi la colpa però non è il gatto, ma proprio la padrona: secondo infatti la Cassazione, laddove c’è un intento strumentale e doloso – ossia un proposito posto in malafede – a risponderne è comunque il padrone che, in fin dei conti, è il vero deus ex machina. Non importa quindi se le molestie sono provocate dall’animale.

Peraltro, alla responsabilità penale si aggiunge sempre quella civile, che implica il risarcimento del danno. E i danni procurati dal gatto non sono solo i vasi rotti o la fioriera rovinata. Ci può essere anche il cattivo odore e il danno all’igiene per i topi e le lucertole portate dentro l’androne condominiale.

Se hai interesse ad approfondire l’argomento ti consiglio di leggere Come difendersi dai gatti della vicina.

Secondo la sentenza della Cassazione, a far scattare lo “stalking da gatto” è la volontà del padrone di lasciare libero l’animale di scorrazzare fuori dall’appartamento e di fare i propri bisogni dovunque, consapevole di arrecare così fastidio, ogni santo giorno, alla dirimpettaia.

Una cosa però è il dolo, un’altra l’incuria. Ecco perché – avvisa la Corte – per poter denunciare è necessario che l’atteggiamento della proprietaria del gatto sia cosciente e volontario, non semplicemente colpevole.

Si possono vietare gli animali in condominio? GUARDA IL VIDEO



2 Commenti

  1. perché i trogloditi soprattutto statunitensi che camminano in appartamenti di case vacanza e bed and breakfast come elefanti nelle cristallerie e fanno giocare i loro bimbiminchia nei corrridoi come fossesro al parco non è TALKING ?

  2. Nel mio condominio c’è una gattara!!! Ho provato più volte con le buone a puntualizzare la situazione. Nelle scale c’è puzza di gatto e poi quelle povere bestie mica possono girare lì. Cioè meglio che girano nel giardino e non al chiuso. Questo perché lei li vuole avere a sua disposizione così quando è sola esce dalle scale e li porta dentro per preoccuparsi di dargli da mangiare e giocarci e intanto lo schifo è nelle scale. quando porto le buste della spesa devo stare attenta che quei gattini corrono per le scale e rischio di calpestare le zampine, perciò sono costretta a fare le acrobazie. Ma vi pare?! Non posso stare tranquilla nel mio condominio. Poi, a volte si attaccano fra di loro e devo pure ascoltare le guerre tra gatti!

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