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Come aumenteranno le tasse senza aumentare le tasse

7 Giugno 2019
Come aumenteranno le tasse senza aumentare le tasse

I 5 modi allo studio del Governo per recuperare i soldi per la prossima legge di bilancio e stare in regola con l’Europa.

Il Governo è allo studio di misure che possano risanare le casse pubbliche rispettando, da un lato, gli impegni con l’Ue, dall’altro le promesse con gli elettori. Promesse che, sostanzialmente, si riducono a due: non eliminare il reddito di cittadinanza e Quota 100 e non aumentare le tasse. Ma se è vero che il nostro Paese non ha soldi a sufficienza per ridurre il deficit, da qualche parte dovrà pur prendere. La dismissione di parte del patrimonio immobiliare non è sufficiente a realizzare gli ambiziosi progetti. Non potendo – per vincoli comunitari – attuare politiche monetarie, allo Stato non resta che agire con la fiscalità. In che modo?

A ben vedere, esistono diversi modi per aumentare le tasse senza aumentare le tasse. E visto che il Governo non vuol sporcarsi le mani con manovre impopolari, che però avrebbero il merito di rimetterci in “carreggiata” coi partner europei, non resta che agire in via indiretta (leggi anche Europa: scacco matto all’Italia). Come? 

Sicuramente con imposizioni indirette, concentrate sui consumi e non sul reddito, che hanno il merito di essere più “invisibili”. E con misure “spot”, come il balzello che il Decreto Crescita vuol imporre sulla bolletta della luce per salvare Alitalia. 

Il premier ha promesso che non farà scattare le clausole di salvaguardia e l’aumento dell’Iva? Il problema si risolve in altro modo: inserendo numerosi beni, oggi tassati con l’Iva agevolata, tra quelli con l’Iva ordinaria. In questo modo, pur senza aumentare le aliquote dell’imposta, lo Stato otterrebbe maggior gettito.

Del resto, è la stessa Commissione europea a puntare il dito sulle aliquote agevolate dell’Iva. L’Italia, infatti, è uno dei pochi Stati Ue che applica 3 aliquote ridotte (4, 5 e 10%), di cui una inferiore al 5% come Irlanda, Spagna, Francia e Lussemburgo. Con un ulteriore intreccio: all’interno degli stessi panieri il prelievo Iva non è mai uguale. L’esistenza di più aliquote e i possibili arbitraggi fiscali (occultamento dei ricavi derivanti da operazioni soggette ad aliquota ordinaria e degli acquisti ad aliquota ridotta), a più riprese sono ritenuti tra le principali cause dell’evasione Iva in Italia, ancora oggi la più alta d’Europa: il vat gap, ossia la differenza tra l’Iva dovuta e quella versata si aggira sui 36 miliardi di euro. 

C’è poi la riforma dei valori catastali degli immobili, a cui già stava lavorando il precedente esecutivo. Oggi paghiamo le tasse sulla casa in base a valori immobiliari fermi da diverse decine di anni. Invece, con la revisione degli estimi tali valori verrebbero aggiornati all’attuale mercato. Tutto il patrimonio immobiliare verrebbe rivalutato e, con esso, aumenterebbe la base imponibile di Imu e Tasi. Arriveremmo a pagare più del doppio di quanto oggi già paghiamo, senza toccare le imposte e le aliquote.

Del resto, un esempio di aumento delle imposte lo abbiamo già avuto quest’anno, da quando l’ultima legge di bilancio ha consentito ai Comuni di alzare le aliquote delle addizionali Irpef, dell’Imu e della Tasi. Cosa che ovviamente è stata fatta. 

Un ulteriore modo per aumentare le tasse senza aumentare le tasse è rivedere tutto il sistema di detrazioni e agevolazioni fiscali, un piano a cui il Governo sta già lavorando. Forse non è un’idea così originale, ma al momento è l’unico vero piano di battaglia della Lega per cercare di recuperare i 50 miliardi di euro che servono per finanziare la flat tax: la revisione e rimodulazione delle detrazioni e agevolazioni fiscali. Ad esempio, si toccheranno le detrazioni sui mutui prima casa e gli sconti Irpef sulle ristrutturazioni che passeranno dal 50% al 36%. Anche la spesa sanitaria sarà tagliata e così anche gli sconti fiscali (il Governo ha però promesso di lasciare fuori gli indigenti e i portatori di handicap). 

La rimodulazione delle detrazioni comporterà meno sconti fiscali per le famiglie: anche in questo caso si aumenteranno indirettamente le tasse senza alzare le tasse. 

Dulcis in fundo, ci sono le varie rottamazioni delle cartelle esattoriali che un merito lo hanno: far pagare le tasse a chi non le avrebbe mai pagate o comunque avrebbe atteso il pignoramento.  

Forse spesso crediamo che i nostri politici siano più ingenui di quanto non lo siano davvero. Ma la storia ci ha insegnato che c’è sempre un modo per recuperare soldi dai contribuenti. Con o senza promesse elettorali. 



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