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Pignoramento pensione: limiti

7 Giugno 2019
Pignoramento pensione: limiti

Crediti e debiti: il minimo di sopravvivenza della pensione e il pignoramento da parte di creditori privati, banche e condominio. Le regole sui limiti di pignoramento della pensione.

Quando si tratta di pensione, il tema dei pignoramenti diventa ancora più delicato del normale. Questo perché il debitore è un soggetto debole, da un lato incapace di procurarsi redditi alternativi, dall’altro impossibilitato a fare a meno di determinate spese (come trasporto, farmaci, cure e assistenze). Ecco perché la legge fissa dei limiti al pignoramento della pensione che non prevede invece nel caso di pignoramento dello stipendio o di altri beni. 

Premesso che il limite generale del pignoramento di tutti i crediti vantati verso terzi (ivi compreso l’Inps) è di un quinto, anche il rateo pensionistico non può subire una decurtazione superiore al 20%. Ci sono però delle eccezioni e delle regole speciali di cui tenere conto, prima tra tutte quella del minimo impignorabile della pensione, ossia di quella somma al di sotto della quale l’assegno non può scendere. Tale importo, chiamato «minimo vitale» è stato, proprio di recente, individuato con precisione dalla normativa (negli anni passati era invece determinato dal giudice sulla base del caso concreto). 

C’è poi l’impignorabilità delle pensioni “sociali” e di quelle erogate a chi ha una disabilità. 

Vediamo allora, più da vicino, come funziona il pignoramento della pensione, i limiti e le ancore di salvezza che ha il debitore.

Come funziona il pignoramento della pensione

Ci sono due modi per pignorare la pensione. La prima è in capo all’Inps, la seconda è in capo alla banca. Vediamole singolarmente.

Pignoramento pensione all’Inps: limiti

Il creditore può pignorare la pensione prima che questa venga erogata al beneficiario. In tal caso l’atto di pignoramento viene inviato all’ente di previdenza (ad esempio l’Inps). Quest’ultimo dovrà poi – a seguito dell’ordine del giudice reso al termine di un’udienza a cui può partecipare anche il debitore – accantonare una quota della pensione – quella cioè pignorata – da versare direttamente al creditore. 

Il pignoramento è, di norma, pari a un quinto della pensione. Ma la base su cui viene calcolato il quinto non è tutta la pensione. Si considera innanzitutto il netto e non il lordo. Poi, prima di calcolare la percentuale, si deve detrarre dall’assegno il cosiddetto minimo vitale, una somma cioè pari a 1,5 l’assegno sociale. Ad oggi, l’importo dell’assegno sociale è pari a 453 euro (somma aggiornata annualmente). Dunque, il limite del pignoramento della pensione è di 679,50 euro (pari cioè a una volta e mezzo l’assegno sociale: 453 + il 50% di 453 ossia 226,50).

Questo significa che se la pensione è inferiore a 679,50 euro il pensionato non potrà mai subire un pignoramento. Se invece è superiore, sarà pignorabile il quinto dell’eccedenza. 

Ad esempio, immagina una pensione di mille euro. Questa può essere pignorata solo per il 20% (il quinto) di 1000 sottratto il minimo vitale, cioè 679,50. 

Bisogna fare questa operazione:

1.000 – 679,50 = 320,50

20% di 320,50 = 64,10 

Dunque il pignoramento di una pensione di mille euro è di 64,10 euro al mese.

Pignoramento pensione in banca: limiti

La seconda modalità per pignorare la pensione è dopo che questa viene versata sul conto corrente del pensionato (modalità obbligazione di erogazione dell’assegno per pensioni superiori a mille euro). In tal caso il pignoramento avviene nei confronti della banca a cui viene notificato l’atto.

Qui i limiti sono parzialmente diversi.

Per quanto attiene alle somme che si trovano già depositate sul conto corrente (ossia i risparmi da mensilità di pensione precedente non spese) il pignoramento si può estendere solo alla parte che supera il triplo dell’assegno sociale (ossia 453 euro), pari quindi a 1.359 euro.

Ad esempio se su un conto ci sono solo mille euro, non si può pignorare nulla.

Invece se ci sono duemila euro, si può pignorare solo la differenza tra 2.000 euro e 1.359 euro, ossia 641 euro.

Invece, per le successive mensilità di pensione che verranno erogate nei mesi successivi alla notifica del pignoramento, e sino ad estinzione totale del debito, valgono i limiti al pignoramento della pensione visti in capo all’Inps: ossia su ogni mensilità la banca tratterrà un quinto.

Pignoramento pensione per cartelle esattoriali

I limiti al pignoramento pensione in caso di debiti con l’Agente della Riscossione esattoriale, dovuti a cartelle di pagamento, sono diversi. In particolare:

  • se la pensione non raggiunge 2.500 euro, il limite di pignoramento è di un decimo;
  • se la pensione supera 2.500 euro ma non supera 5.000 euro, il limite di pignoramento è un settimo;
  • se la pensione è maggiore di 5.000 euro, il limite di pignoramento è un quinto.

Se ci sono più pignoramenti sulla stessa pensione

Quante volte si può pignorare la pensione? Se, ad esempio, ad agire contro il pensionato è prima un creditore e poi un secondo, quest’ultimo può pignorare un ulteriore quinto, trovandosi così il debitore con una pensione decurtata di due quinti? Qui valgono le stesse regole dello stipendio. Eccole.

I creditori si distinguono in tre categorie:

  • crediti dovuti per il pagamento delle tasse e contributi (ad esempio cartelle esattoriali, Agenzia entrate, ecc.);
  • crediti dovuti per assegni alimentari (ad esempio ex moglie o figli)
  • tutti gli altri crediti (ad esempio dovuti a banche, finanziarie, fornitori, padrone di casa, condominio, ecc.).

Il pignoramento congiunto di due creditori è possibile solo se questi appartengono a categorie differenti. In tal caso i pignoramenti possono coesistere e si può pignorare anche più di un quinto della pensione, a condizione però che questa – detratto sempre il minimo vitale – non scenda al di sotto della metà.

Invece se i creditori appartengono alla stessa categoria, si dovrà soddisfare innanzitutto chi ha agito per prima e solo dopo gli altri.

Pensioni impignorabili

Esistono delle pensioni che non sono pignorabili. Leggi Quali somme non si possono pignorare? Queste sono le pensioni dovute per malattie o invalidità e per sostegni ai poveri.

Ne consegue che non sono pignorabili: 

  • la pensione sociale, 
  • la pensione di invalidità,
  • l’assegno di accompagnamento.

Di queste, quindi, non si può prelevare neanche un euro.



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