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Tabella costi decreto ingiuntivo

7 Giugno 2019
Tabella costi decreto ingiuntivo

Spese giudiziarie: contributo unificato, marca da bollo, notifica, imposta di registro e parcella dell’avvocato per un recupero crediti.

Una persona non ti ha pagato un credito che avevi nei suoi confronti. Vani sono stati tutti i tentativi di recuperare le somme in via bonaria: solleciti, telefonate, diffide del tuo avvocato non hanno sortito alcun effetto. È proprio il tuo avvocato a dirti che non resta altra strada del decreto ingiuntivo. Gli hai chiesto un preventivo, ma ancora non te lo ha fornito. Per valutare se il gioco vale la candela e se davvero conviene spendere altri soldi, hai bisogno di visionare la tabella costi decreto ingiuntivo.  Solo da questa potrai farti un’idea e decidere se proseguire in questa strada o se lasciare perdere tutto. 

Sai bene infatti che la giustizia ha un suo costo: non c’è solo il legale da pagare – e quindi ti servirà sapere quant’è la parcella di un avvocato per un decreto ingiuntivo – ma anche una serie infinita di balzelli costituiti da tasse (il contributo unificato), bolli, diritti di cancelleria, notifiche e tutte le “varie ed eventuali” che si collegano sempre a un procedimento giudiziale. Spese, queste, che sono a carico tuo, a meno che non puoi godere del gratuito patrocinio.

Vorresti avere un quadro unico e quanto più completo di tutto ciò che andrai a spendere. Se anche non esiste una tabella costi decreto ingiuntivo “ufficiale”, l’abbiamo comunque ricavata noi, unendo le voci dovute alle imposte con quelle dovute per la prestazione dell’avvocato tenendo conto dei parametri ministeriali (resta sempre possibile trovare un diverso accordo con il professionista per una riduzione della parcella). Ma procediamo con ordine.

Costi vivi decreto ingiuntivo

Nel momento in cui presenti in tribunale il ricorso per decreto ingiuntivo devi pagare innanzitutto il contributo unificato. Questo varia a seconda dell’importo del credito che fai valere: tanto più è alto, tanto maggiore è l’imposta.

Ecco quindi la tabella con i vari scaglioni e il relativo importo del contributo unificato:

  • Valore fino a 1.100,00 euro: 21,50 euro di contributo unificato
  • Valore superiore a 1.100,00 euro e fino a 5.200,00 euro: 49 euro di contributo unificato;
  • Valore superiore a 5.200,00 euro e fino a 26.000,00 euro: 118,50 euro di contributo unificato;
  • Valore superiore a 26.000,00 euro e fino a 52.000,00 euro: 259 euro di contributo unificato 
  • Valore superiore a 52.000,00 euro e fino a 260.000,00 euro: 379,50 euro di contributo unificato;
  • Valore superiore a 260.000,00 euro e fino a 520.000,00 euro: 607 euro di contributo unificato;
  • Valore superiore a 520.000,00 euro: 843 euro di contributo unificato.

Salvo per il primo scaglione, è poi dovuta sempre una marca da bollo da 27 euro (quindi solo quando il valore è superiore a 5.200 euro).

C’è ovviamente poi il costo della notifica del decreto ingiuntivo con l’ufficiale giudiziario che è di circa 15 euro (i costi possono variare a seconda che la notifica venga fatta a mani, in città o fuori, oppure attraverso il servizio postale). Se tuttavia il debitore è una società, un’azienda, un professionista o una ditta individuale, la notifica può essere fatta a mezzo di posta elettronica certificata ed è pertanto gratuita.

Dopo l’emissione del decreto ingiuntivo e di richiesta di formula esecutiva (ossia solo a condizione che, decorsi 40 giorni dalla sua notifica il debitore non abbia fatto opposizione), l’Agenzia delle entrate richiede il pagamento dell’imposta di registro. Bisogna in pratica registrare il decreto. 

L’imposta è determinata in misura fissa pari a 200 euro se tale provvedimento reca la condanna al pagamento di una somma soggetta a Iva; negli altri casi è calcolata secondo un’aliquota pari al 3% del valore.

Costi decreto ingiuntivo per l’avvocato

L’avvocato non ha una parcella prefissata dalla legge: la puoi quindi concordare al momento di conferimento dell’incarico. Il legale ti farà un preventivo per la sola fase di deposito e notifica del decreto ingiuntivo. Se però il debitore dovesse presentare opposizione, aprendosi in tal caso un processo ordinario di cognizione, il legale ti chiederà molto di più in base alla difficoltà del caso e alla importanza della controversia. Se invece il debitore non dovesse opporsi ma neanche pagare, bisognerà avviare il pignoramento e, in tale ipotesi, i costi variano a seconda del tipo di esecuzione forzata che intendi avviare (pignoramento di beni mobili, di beni immobili o presso terzi). La forma più costosa è certamente il pignoramento immobiliare (può arrivare anche a diverse migliaia di euro), mentre quella mobiliare è la più economica. La più certa è il pignoramento di crediti come stipendio, pensione e conto corrente, a patto che siano ovviamente sussistenti.

La parcella dell’avvocato per il decreto ingiuntivo, seppur liberamente contrattabile, non scende quasi mai al di sotto di trecento euro. Se però le parti non concordano un corrispettivo e dovessero sopraggiungere contestazioni, sarà il giudice a definire la parcella e, a tal fine, terrà conto di un decreto ministeriale del 2014 con sui sono stati definiti gli onorari degli avvocati. Li trovi nell’articolo Quanto costa fare una causa.



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