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Tabulati WhatsApp polizia

8 Luglio 2019 | Autore:
Tabulati WhatsApp polizia

Cosa sono i tabulati? Come si estraggono i tabulati WhatsApp da un cellulare? Cosa può fare la polizia per risalire alle chat cancellate?

WhatsApp ha conquistato il modo: l’app di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook è praticamente presente su ogni smartphone. Il suo successo non è un mistero: la praticità e l’estrema semplicità hanno fatto in modo che davvero chiunque potesse farne uso, anche le persone meno pratiche di tecnologia. Una leggera pressione sul display della schermo, qualche secondo per digitare il messaggio e la comunicazione è già avvenuta. Ma non solo: le conversazioni tra utenti sono sicure perché protette da un particolare meccanismo (cosiddetta crittografia end-to-end) che consente solamente al mittente e al destinatario di poter leggere i reciproci messaggi. Ciò non toglie, però, che la polizia possa risalire ai tabulati WhatsApp.

Nei tabulati sono conservate tutte le chat, anche quelle oramai cancellate che non sapresti vedere sul tuo cellulare aprendo semplicemente l’app. Per potervi accedere, occorre essere in possesso di idonea strumentazione: di solito, un’operazione del genere è demandata ad esperti e periti che sottopongono il cellulare ad una vera e propria analisi. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme come e quando la polizia ottiene i tabulati WhatsApp.

Tabulati: cosa sono?

Cosa sono i tabulati? In linea di massima (e, quindi, a prescindere da WhatsApp), il tabulato telefonico non è altro che un documento nel quale sono contenute tutte le chiamate, in entrata e in uscita, di una determinata utenza.

In buona sostanza, prendendo visione di un tabulato potrai renderti conto delle chiamate ricevute e di quelle fatte, nonché della loro durata; non potrai, invece, conoscere la conversazione vera e propria: in altre parole, i tabulati ti consentono di sapere cosa si sono dette le persone durante la chiamata. Per fare ciò, bisognerebbe ricorrere ad un’intercettazione vera e propria.

In sintesi, dunque, un tabulato telefonico non contiene alcun dato della comunicazione ma solo i dati esterni; per i dispositivi mobili, il tabulato telefonico permette anche di determinare per approssimazione la zona geografica nella quale era presente la persona che stava generando la telefonata, il messaggio sms o il traffico Internet.

Tabulati WhatsApp: cosa sono?

Il discorso è un po’ diverso per i tabulati WhatsApp: in essi, infatti, è possibile risalire ai messaggi inviati, nonché a tutti gli allegati, le foto, i link, i video e quant’altro è stato oggetto di conversazione. I tabulati WhatsApp, in pratica, rappresentano la memoria storica di tutto ciò che è accaduto via chat.

A cosa servono i tabulati WhatsApp?

I tabulati WhatsApp servono per recuperare conversazioni che non sono più visibili in quanto cancellate. Pertanto, potrai ricorrere all’estrazione dei tabulati nel caso in cui voglia recuperare una chat dal contenuto importante, oppure un file o una foto che hai inviato e che potrebbe esserti utile per far valere le tue ragioni.

Non a caso, il più delle volte si ricorre ai tabulati WhatsApp per portare una prova in tribunale: è oramai giurisprudenza pacifica quella secondo cui anche i messaggi WhatsApp possono validamente entrare in un procedimento, civile o penale che sia, e valere come prova (almeno fino a che non siano motivatamente contestati).

La polizia può ottenere i tabulati WhatsApp?

Senza ombra di dubbio la polizia giudiziaria può risalire ai tabulati WhatsApp: attraverso l’utilizzo di appositi software di estrazione, le autorità possono risalire a tutte le chat presenti all’interno di uno smartphone, anche se cancellate.

Ovviamente, affinché la polizia possa procedere a tanto, occorre che vi sia un atto motivato dell’autorità giudiziaria: è necessario, quindi, che un giudice autorizzi la polizia a prelevare lo smartphone e a sottoporlo a perizia. Ed infatti, non è possibile ottenere i tabulati WhatsApp senza avere il possesso del cellulare: per tale ragione, la polizia dovrà procedere prima al sequestro dello smartphone e, successivamente, estrarre i tabulati.

Come fa la polizia ad avere i tabulati WhatsApp?

Quanto appena detto significa che la polizia non può chiedere direttamente a WhatsApp i tabulati: in virtù del particolare sistema (cosiddetta crittografia end-to-end, che impedisce perfino al fornitore del servizio di visualizzare la conversazione) che protegge le conversazioni, solamente accedendo agli smartphone coinvolti si può risalire ai tabulati.

Per fare ciò, le alternative sono due:

  • offrire spontaneamente il proprio cellulare, affinché si proceda all’estrazione (ciò accade soprattutto nel caso del processo civile);
  • sequestrare lo smartphone, in modo che la polizia possa effettuare la perizia (cosa che accade nei procedimenti penali, durante le indagini preliminari).

Procedere all’estrazione dei tabulati è piuttosto semplice: esistono appositi software (cosiddetti software di mobile forensics) consentono di effettuare un’acquisizione integrale di dispositivi mobili come smartphone, tablet e telefoni cellulari, generando un’immagine forense che può poi essere analizzata nell’ambito di una perizia sullo smartphone.

All’interno dei software di analisi forensi di smartphone sarà possibile visualizzare l’intero tabulato dei messaggi di WhatsApp, comprendendo sia i messaggi inviati che ricevuti, nonché quelli cancellati ancora presenti sul telefono cellulare.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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