Diritto e Fisco | Articoli

Che fare se il cane del vicino gira libero

29 Giugno 2019
Che fare se il cane del vicino gira libero

Mia madre ha 90 anni, usufruisce del diritto abitativo al primo piano della casa attualmente di proprietà di suo nipote. Questo diritto é stato acquisito con scrittura notarile alla morte del fratello di mia madre che era comproprietario della suddetta casa. In questa vasta proprietà recintata circola liberamente un grosso cane pastore tedesco di proprietà del suddetto nipote e che non viene mai rinchiuso nell’apposito recinto costringendo chiunque si rechi da mia madre a rivolgersi a lui per trattenerlo sia quando si entra che quando si esce dalla proprietà. Più persone sono già state morse. Mia madre verrà dimessa domani dall’ospedale ed avrà bisogno di cure 24 ore al giorno con visite continue di personale socio-sanitario. Nessuno entrerebbe con un cane lupo che si para davanti al cancello ed il solo fatto di cercare il padrone del cane in giro per la proprietà potrebbe pregiudicare il risultato di un intervento urgente. Ho provato a parlare col proprietario del cane, ma mi è stato risposto che “nella propria casa ognuno fà ciò che vuole”. Cosa posso fare?

Il diritto d’abitazione (art. 1022 cod. civ.) conferisce il diritto di godimento su cosa altrui attraverso il quale il titolare può abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della sua famiglia. All’interno di questo diritto rientra implicitamente anche quello di poterne effettivamente godere: in altre parole, il diritto d’abitazione si sostanzia non solo nella possibilità di risiedere nell’immobile, ma anche di potervi vivere senza difficoltà od ostacoli. Cosa che, nel caso esposto dal lettore, non avviene, visto che c’è il proprietario che ne rende complicata la possibilità di abitarvi.

Volendo fare un esempio, è come se il proprietario avesse concesso il diritto di abitazione, ma poi avesse posto in essere degli ostacoli (tipo la costruzione di un muro o l’installazione di un cancello) che, di fatto, limitano l’esercizio del diritto di cui si parla.

Tra l’altro, per pacifica giurisprudenza, il diritto d’abitazione si estende a tutto ciò che concorre ad integrare la casa che ne è oggetto, sotto forma di accessorio o pertinenza (balconi, verande, giardino, rimessa, ecc), in quanto destinato al servizio e all’ornamento della casa: l’abitazione non è costituita soltanto dai vani abitabili, ma anche da tutto quanto ne rappresenta la parte accessoria (cfr. Cass., 2335/1981).

Da tanto deriva che il diritto d’abitazione della madre del lettore si estende al di là delle mura dell’immobile, rientrandovi anche la parte di giardino (o, comunque, la parte della proprietà recintata) che serve a raggiungere l’abitazione. Il cane, quindi, non può scorrazzare liberamente.

Il consiglio al lettore è quello di diffidare formalmente il nipote mediante invio di raccomandata a/r da parte di un legale affinché cessi dalla propria condotta lesiva del diritto di sua madre; in caso di ulteriore diniego, si potrebbe procedere in giudizio per chiedere la cessazione della condotta illecita e il risarcimento dei danni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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