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Pensione di inabilità: quali sono i redditi da considerare

29 Giugno 2019
Pensione di inabilità: quali sono i redditi da considerare

Con riguardo alla pensione di inabilità per il limite di reddito di euro 4.980, vanno considerati gli importi derivanti da interessi di titoli azionari, obbligazionari e quote di eredità?

In argomento, le principali norme di riferimento sono costituite dall’art. 12 della legge 30 marzo 1971 n. 118 e dall’art. 26 della legge 30 aprile 1969 n. 153: la legge 118/71, nell’indicare le condizioni economiche richieste per la concessione della pensione di inabilità e per l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, rinvia a quanto stabilito dalla legge 153/69.

La norma, nel dettaglio, prevede che rientrano nei limiti di reddito per l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, con invalidità riconosciuta dal 74% al 99% (4.906,72 euro annui, relativamente al 2019), e per la pensione d’inabilità riconosciuta agli invalidi civili al 100% (16.814,34 euro annui, relativamente al 2019), tutti i redditi propri assoggettabili all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

In merito ai redditi valutabili ai fini della soglia di reddito, ulteriori disposizioni e chiarimenti si trovano nei seguenti riferimenti normativi:

-Circolare Inps del 21 aprile 2017, n. 74: Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità: non computabilità del reddito da casa di abitazione;

-DPR 29 settembre 1973, n. 601: Disciplina delle agevolazioni tributarie;

-Circolare INPS del 23 ottobre 1998, n. 223: Erogazione delle prestazioni spettanti agli invalidi civili a norma dell’ art. 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112: criteri operativi;

– Legge 29 febbraio 1980, n. 33: Conversione in legge, con modificazioni, del D. Legge 663/1979, concernente provvedimenti per il finanziamento del SSN, per la previdenza, per il contenimento del costo del lavoro e per la proroga dei contratti stipulati dalle Pubbliche Amministrazioni in base alla legge 01.06.1977, n. 285, all’occupazione giovanile (G.U. del 29.02.1980, n. 59).

Da ultimo, importanti chiarimenti sono stati forniti dall’informativa INAIl del 13 febbraio 2019 (Redditi da dichiarare e redditi esclusi per il diritto alla concessione delle provvidenze economiche soggette a limite reddituale). L’informativa, analizzate le fonti normative in merito, chiarisce che, ai fini dell’assegno di assistenza e della pensione d’inabilità civile i redditi da considerare sono i seguenti:

– stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:

– redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;

– redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);

– redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’IRPEF;

– redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;

– redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;

– redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;

– trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

I redditi esclusi dal computo sono invece i seguenti:

– pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili, essendo dette provvidenze esenti dall’imposta sui redditi delle persone fisiche a norma dell’art.34, comma 2, D.P.R. 601/1973;

– rendite infortunistiche INAIL, aventi natura risarcitoria;

– assegni per l’assistenza personale continuativa;

– rendita INAIL ai superstiti in caso di morte del titolare;

– assegno funerario;

– rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;

– pensioni di guerra di ogni tipo e denominazione e le relative indennità accessorie;

– assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;

– pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;

-soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;

– sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici (Circolare INPS del 23/10/1998, n. 223);

– sussidi a carattere assistenziale e ogni altro emolumento previsto dell’art. 34, D.P.R. 601/1973;

-rendite corrisposte in Italia dall’ assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS (Messaggio INPS n. 94/2003).

In base a quanto descritto dall’INPS nelle istruzioni del modello AP70 (Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile), “nella dichiarazione concernente i redditi devono essere indicati i redditi a tassazione separata, gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto, le eredità, […]

In conclusione, in base a quanto indicato da normativa e prassi:

per il limite di reddito relativo alla pensione d’inabilità civile e all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, vanno considerati gli importi derivanti da interessi di titoli azionari, obbligazionari e quote di eredità.

Si noti, ad ogni buon conto, che la valutazione del reddito deve essere effettuata nei confronti del solo percettore del sostegno economico e non, anche, del coniuge o degli altri familiari. La corresponsione dell’assegno avviene sempre in misura piena se non si supera la soglia reddituale (e non è prevista l’attribuzione in misura parziale in caso di superamento del limite di reddito).

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci

 



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