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Adsl non funziona: spetta il risarcimento del danno esistenziale

30 gennaio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 30 gennaio 2018



In caso di Adsl non funzionante, l’utente ha sempre diritto al rimborso. In alcuni casi spetta anche il risarcimento del danno esistenziale. Vediamo quando

Ormai senza internet non si può fare nulla. Ciascuno di noi trascorre gran parte della propria vita on line. E ciò non solo per essere informati su tutto o – come spesso avviene – per socializzare con amici lontani e vicini. Internet è diventato uno strumento vitale soprattutto per lavorare. Avere una connessione a internet lenta o che non funziona come dovrebbe è fonte di disagi seri e di condizionamenti talvolta insopportabili. E se ciò è vero per le utenze domestiche, figuriamoci quali possano essere i danni per le utenze delle aziende nel caso in cui l’adsl dovesse smettere di funzionare. Ebbene, in caso di Adsl non funzionante o di connessione lenta è sempre possibile chiedere un rimborso. Ma non è tutto: in caso di disservizio, oltre alla compensazione patrimoniale, scatta anche il danno esistenziale.  Di tanto parleremo in questo articolo. Vediamo, dunque, come richiedere il rimborso per l’Adsl non funzionante, a cosa si ha diritto se la connessione a internet non funziona o è troppo lenta e quando scatta il danno esistenziale. Su tale ultimo aspetto, infatti, è stata di recente emessa un’interessantissima sentenza. Procediamo con ordine. 

Adsl non funzionante: cosa fare

Si tratta purtroppo di un’esperienza fin troppo comune e davvero insopportabile: pagare per un servizio che poi si rivela non all’altezza. Non solo delle proprie aspettative, ma anche di quello che ci avevano promesso. Presentata dalla società telefonica come la “connessione perfetta”, nella realtà dei fatti si è rivelata tutt’altro. Ebbene, in questo caso è possibile chiedere un rimborso per l’Adsl che non funziona come dovrebbe.  Ed infatti, se la società telefonica ha promesso una determinata velocità di navigazione per il tramite di una  pubblicità trasmessa in tv, alla radio o pubblicata su giornali e depliant e tali standard di navigazione sono stati poi ribaditi al momento della firma del contratto, la velocità “promessa” deve essere necessariamente garantita al cliente. Non ci sono “scuse” che tengono. Al contrario, quando si riesce a contattare un operatore (talvolta dopo diversi tentativi che spazientirebbero chiunque) spesso ci si sente rispondere proprio con delle scuse: rallentamenti dovuti all’eccesso di traffico, colpa dell’elevato numero di utenze nella zona, ecc. Non è raro, poi, che l’operatore cerchi di far credere che è l’utente a non essere in grado di far funzionare le cose e che, al contrario, alla compagnia telefonica risulta che il funzionamento e la velocità di navigazione non presentano alcun problema. Ora, chi si sente “lievemente preso in giro” potrebbe non avere tutti i torti e se la parola dell’operatore non ispira particolare fiducia, è bene sapere che esistono moltissimi strumenti per far valere le proprie ragioni, tra cui anche il rimborso. La prima cosa da fare in questi casi è “minacciare” di cambiare operatore. Ciò renderà sicuramente l’iter di rimborso più veloce. Ciò in quanto a nessuno piace che i clienti scappino via, soprattutto in settori in cui c’è molta concorrenza.

Adsl non funzionante: come chiedere il rimborso?

Prima di chiedere il rimborso per l’Adsl non funzionante è necessario presentare un formale richiamo all’operatore telefonico via telefono, via fax o email. Entro 45 giorni il cliente ha diritto ad un riscontro da parte della compagnia telefonica. Se la risposta non arriva entro i tempi stabiliti si potrà avviare una procedura di contestazione per chiedere il rimborso. Questa procedura è gratuita e fattibile in prima persona dal cliente senza bisogno di un avvocato. In particolare, per la domanda di rimborso ci si deve rivolgere all’Autorità garante per le Comunicazioni (l’Agcom). Dunque, sarà l’Agcom, che accogliendo il ricorso, dovrà stabilire il rimborso per l’Adsl non funzionante o lo storno degli importi dovuti o, ancora, in base ai diversi casi, un indennizzo o un rimborso spese.

Adsl non funzionante: che rimborso spetta?

In caso di Adsl non funzionante spetterà un indennizzo diverso e con tempistiche differenti a seconda dell’operatore. Analizziamo i vari casi.

Rimborso Tim-Alice

Se l’operatore è Tim-Alice questo è tenuto alla riparazione del guasto entro 2 giorni successivi al reclamo (a tal fine chiamare il 187), in assenza dovrà riconoscere:

  • 5 euro di indennizzo al giorno per i servizi flat o semiflat;
  • 2 euro al giorno per i servizi di connettività a consumo.

Rimborso Vodafone

Vodafone, invece, è tenuto a riparare il guasto (la segnalazione va fatta al numero 190) entro 3-5 giorni lavorativi altrimenti è previsto un rimborso di 10 euro al giorno per ogni giorno di ritardo (massimo 50 euro in caso di assenza di linea per disservizio).

Rimborso Infostrada

Per  Infostrada il numero di riferimento è il 155.  Le riparazioni devono avvenire entro 4 giorni dal reclamo, in mancanza l’operatore riconoscerà un indennizzo di 5,16 euro al giorno fino ad un massimo di 100 euro.

Rimborso Fastweb

Con Fastweb l’operatore si impegna a riparare il guasto entro 72 ore dal reclamo altrimenti riconoscerà al cliente un indennizzo di 5 euro al giorno per un massimo di 10 giorni. Il cliente Fastweb che vuole chiedere un rimborso per l’Adsl non funzionante può chiamare il numero 192193, attivo tutti i giorni e a qualsiasi ora, oppure inviare un’e-mail dalla MyFastPage (l’area clienti del sito Fastweb) nella sezione «assistenza clienti». L’utente riceverà un sms di conferma della segnalazione ricevuta.

Rimborso Tiscali

Per Tiscali il numero di riferimento è il 130. L’operatore garantisce la riparazione del guasto entro 4 giorni lavorativi. È possibile chiedere, sempre tramite il servizio di assistenza, il rimborso per i giorni in cui la connessione ad Internet è rimasta interrotta.

Adsl non funziona: quando scatta il danno esistenziale

In alcuni casi il rimborso potrebbe manifestarsi del tutto insufficiente al fine di compensare il grave danno subito. Si pensi ad un’azienda con utenza Adsl Business: privarla di internet e, dunque, di una connessione significherebbe isolarla dal mondo, pregiudicarla nello svolgimento delle relazioni sociali e danneggiarla nella propria immagine e capacità di relazione. Ed infatti, se non avere una connessione funzionante è già grave per le utenze domestiche, figuriamoci cosa possa significare per chi con internet ci conclude affari di lavoro. Ebbene, in questi casi, oltre alla compensazione patrimoniale, scatta in automatico anche il risarcimento per il danno esistenziale subito. Ma non è tutto: il danno esistenziale, in questi casi, va risarcito anche se non risulta provato nel suo importo e nel suo ammontare. Come detto, infatti, il risarcimento è automatico o, per dirla in termini più giuridici, è in re ipsa. Ad affermarlo è stato il Giudice di Pace di Grosseto con una recentissima sentenza [1] dalla quale può rinvenirsi principio di diritto che segue.

Oltre al danno patrimoniale deve essere liquidato – sia pure in via equitativa – il danno esistenziale, vale a dire il  turbamento ingenerato nell’utente in seguito al mancato funzionamento della linea Adsl (isolata, nel caso di specie, per 5 giorni), dovendosi ritenere che dalla disattivazione del servizio consegua in re ipsa (cioè automaticamente) un effetto pregiudizievole nello svolgimento di relazioni sociali, essendo impedita o quanto meno resa difficile l’attività professionale dell’utente, il quale risulta pregiudicato nell’immagine e nella capacità di relazione. Nel caso in esame, il Giudice –  a fronte di un disservizio durato 5 giorni ai danni di un’utenza business – ha stabilito un risarcimento pari a 570 euro, di cui 500 a titolo di danno esistenziale.

 

note

[1] Giudice di Pace di Grosseto, sent. n. 75 del 18.12.2017 (Magistrato onorario Vincenzo Colantuoni Romagnoli).

Autore immagine: Pixabay.com


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