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Spiare moglie e figli con videosorveglianza è legale?

9 Giugno 2019
Spiare moglie e figli con videosorveglianza è legale?

Ascoltare conversazioni con sistema di sorveglianza in casa quando non si è presenti, può essere un’invasione di privacy nei confronti della figlia, del figlio o dei genitori che convivono?

Hai fatto montare un impianto di videosorveglianza all’interno di casa tua per proteggerti dai ladri. Il sistema di telecamere è in grado di percepire anche i suoni e le conversazioni grazie a un impianto audio montato all’interno. In questo modo, anche se sei fuori, puoi ascoltare le conversazioni che si svolgono all’interno dell’appartamento. Un giorno, uscendo di casa, hai testato che, in questo modo, sei in grado di spiare ciò che fanno tua moglie e i tuoi figli quando non ci sei. Ma temi che, un comportamento del genere, possa essere illegale. Non ci vuole poi molto a capire che sentire una conversazione a distanza è un’invasione della privacy. Tuttavia, è casa tua e ritieni di poter fare ciò che vuoi. Tanto più che gli obiettivi delle cam sono ben visibili a tutti. Insomma, è legale spiare moglie e figli con videosorveglianza? Ecco cosa prevede a riguardo la legge.

Registrazioni e riprese all’insaputa degli altri: quando sono legittime?

Forse non ci crederai, ma tempo fa una sentenza della Cassazione disse che è lecito nascondere la telecamera in camera da letto per registrare, all’insaputa del partner, un rapporto sessuale; e ciò vale sia con gli estranei che con il convivente. Questa sentenza riaprì il dibattito sulla legittimità dell’utilizzo delle telecamere in casa propria. Per comprendere le motivazioni della pronuncia non bisogna focalizzarsi sul mancato consenso, da parte del terzo, alla ripresa dell’atto, ma piuttosto sulla presenza, all’interno dell’appartamento, di colui che ha attivato le telecamere: se costui è personalmente presente sul luogo è libero di registrare e riprendere tutto ciò che succede davanti ai suoi occhi; se, invece, è altrove (fosse anche in una camera diversa) non potrebbe farlo. Questo perché chi sa di essere al riparo da occhi indiscreti non può essere spiato; se, invece, è consapevole di avere davanti altre persone deve anche accettare il rischio di essere da queste ripreso. Ripreso sì, ma non in tutti i luoghi. Ad esempio, i tuoi ospiti non possono venire a casa tua con una telecamera nascosta nel taschino visto che si tratta di un luogo privato. Allo stesso modo, il tuo collega di lavoro non può fotografarti di nascosto, mentre sei in ufficio poiché anche quello è un luogo considerato “riservato”.

Lo stesso discorso dei video vale anche per l’audio: è lecita la registrazione di una discussione che si intrattiene con una o più persone, se queste non ne sono al corrente, purché ciò non avvenga in casa altrui. Anche in questa ipotesi, chi registra deve essere presente alla conversazione, anche se in silenzio; gli altri cioè devono percepire la sua presenza. Non potrebbe, invece, lasciare nascosto un registratore e poi andare altrove per sentire cosa gli altri dicono in sua assenza.

Videosorveglianza con audio: è legittima?

Gli impianti di videosorveglianza stanno diventando sempre più sofisticati ed economici. Ne trovi numerosi anche su Amazon. Un tempo, le telecamere si limitavano a trasmettere solo le immagini in bianco e nero. Oggi tutto è a colori e con l’audio. Questi strumenti sono sicuramente leciti: non si rischia nulla né acquistandoli, né installandoli. Peraltro, se il montaggio avviene all’interno di casa propria o nel pianerottolo, non bisogna chiedere autorizzazioni al condominio, né fornire informative alla polizia. Quando però l’occhio della telecamera è puntato all’esterno della porta di casa, bisogna fare in modo di salvaguardare la privacy del vicino: questo significa che l’angolatura dell’obiettivo non può riprendere i volti, le parti comuni (scale, ascensore) e – se anche la questione non è stata ancora affrontata dal Garante – a nostro avviso non potrebbe captare neanche le voci nelle scale.

Spiare moglie e figli con videosorveglianza è legale?

Se è vero che è legittimo l’utilizzo della videosorveglianza all’interno di casa propria (con o senza audio) potrebbe però essere illegittimo l’uso che se ne fa. Valgono, infatti, le stesse regole che abbiamo elencato sopra in tema di video registrazioni. Riassumiamole nei seguenti punti:

  • è lecito utilizzare la videosorveglianza per registrare, all’insaputa degli altri presenti, ciò che avviene all’interno del proprio appartamento o ciò che viene detto a condizione però che sia presente colui che registra. Questi deve trovarsi proprio nelle stanze in cui è attivo il sistema di ripresa video-audio, non potendo limitarsi ad essere all’interno dell’abitazione ma in un’altra parte della stessa (ad esempio chiuso nel bagno);
  • è quindi illecito utilizzare la videosorveglianza per spiare la moglie, il marito, i figli, la suocera o chiunque altro si trovi all’interno dell’appartamento quando non si è presenti (ad esempio perché si è al lavoro). In tal caso, violando la privacy altrui, si commette reato di «interferenze illecite nella vita privata» [1]. Si può quindi essere denunciati e dover anche risarcire il danno.

Non solo. La moglie “spiata” potrebbe anche chiedere la separazione con addebito al marito, atteso che la violazione della riservatezza altrui potrebbe essere considerata dal giudice come il comportamento che ha reso intollerabile la convivenza determinando la responsabilità per la separazione.



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