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Limiti contanti antiriciclaggio

10 Giugno 2019 | Autore:
Limiti contanti antiriciclaggio

Qual è la soglia per i pagamenti che non lasciano traccia? Quando scatta la comunicazione all’Uif per versamenti o prelievi di una certa cifra?

Non cambia nulla per gli italiani, aumenta la capacità di spesa senza pagamento tracciabile per i turisti stranieri. Si può sintetizzare così l’ultima normativa sul limite dei contanti nel rispetto della direttiva europea antiriciclaggio [1]. In pratica, la Legge di Bilancio 2019 non ha modificato la soglia massima per l’uso del denaro contante da parte dei cittadini italiani, mentre ha elevato quella riservata a chi arriva da un Paese straniero ed in Italia non è residente ma spende i suoi soldi nel settore del turismo.

Tuttavia, le cose potrebbero cambiare a breve. Al Senato, infatti, è stato depositato un disegno di legge che chiede di abolire il limite dell’uso dei contanti. Sia per rispettare la libertà di utilizzo dei consumatori sia per contenere le spese degli esercenti, alcuni dei quali sono restii all’uso dei Pos per i costi collegati al pagamento con moneta elettronica.

La legge antiriciclaggio ha introdotto, inoltre, dal 1° aprile 2019 l’obbligo di comunicare all’Uif (l’Unità di informazione finanziaria) le movimentazioni di denaro pari o superiori ai 10mila euro mensili, sia come prelievi sia come versamenti sul conto corrente.

Questo aspetto va approfondito, perché la legge [2] impone a banche, a professionisti ed a chiunque intrattenga dei rapporti con queste due categorie una serie di obblighi in materia di identificazione del cliente, della conservazione dei documenti sul rapporto professionale con il cliente e di comunicazione di operazioni sospette.

Vediamo quali sono i limiti dell’uso dei contanti per l’antiriciclaggio ed i vincoli stabiliti dalla normativa.

Limiti contanti: qual è la soglia per gli italiani?

Il limite dell’uso di contanti è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2019. Per gli italiani resta la soglia di 2.999,99 euro fissata dalla Legge di Stabilità del 2016. Nulla è cambiato, dunque: dai 3.000 euro di spesa in su occorre fare un pagamento tracciabile, ossia tramite carta di credito, assegno o bonifico bancario o postale.

C’è, però, qualche eccezione. È quella che riguarda:

  • money transfer;
  • assegni circolari;
  • assegni bancari o postali.

In questi casi, bisognerà riportare nel pagamento:

  • data;
  • luogo di emissione;
  • importo;
  • indicazione del beneficiario;
  • firma;
  • clausola di non trasferibilità.

Limiti contanti: qual è la soglia per gli stranieri?

Discorso diverso per gli stranieri non residenti in Italia che, quindi, vengono nel nostro Paese per motivi di turismo. Per loro, il limite di contanti è aumentato a 15mila euro per i pagamenti nel settore turistico.

Si tratta di una deroga al divieto di superare i 3.000 euro in contanti per chi fa degli acquisti di beni o di servizi in queste categorie:

  • commercio al minuto e assimilati (alberghi, ristoranti, artigiani che rivendono i loro prodotti nelle loro botteghe);
  • agenzie di viaggi e turismo;
  • trasporto di persone, di veicoli e di bagagli a seguito (pensa non solo agli aerei ma anche ai traghetti);
  • somministrazione di alimenti e bevande d pubblici esercizi, mense aziendali o attraverso la distribuzione automatica;
  • organizzazione di gite, escursioni, visite delle città e simili.

Gli stranieri non residenti in Italia, dunque, potranno usufruire di questa deroga al limite dei contanti arrivando a pagare con banconote fino a 15mila euro mensili a patto che:

  • l’esercente acquisisca fotocopia del passaporto del cliente ed autocertificazione con cui quest’ultimo dichiara di non essere cittadino italiano e di non avere la residenza nel nostro Stato;
  • l’esercente depositi in un proprio conto corrente a lui intestato presso un operatore finanziario e consegni a quest’ultimo copia della ricevuta della comunicazione in merito inviata precedentemente all’Agenzia delle Entrate.

Limiti contanti: l’obbligo di comunicazione all’Uif

La normativa antiriciclaggio approvata dal Governo Gentiloni nel 2017 ha introdotto alcune novità sull’uso dei contanti e sulla verifica di operazioni sospette di movimentazione di denaro a partire da una certa cifra.

La legge coinvolge in questa materia sia le banche e le società che gestiscono la moneta elettronica sia i professionisti: avvocati, commercialisti, notali, intermediari finanziari ed altro. Tutti sono obbligati a collaborare nella lotta al riciclaggio di denaro.

In particolare, i professionisti sono chiamati in causa quando si occupano di:

  • trasferimento di diritti reali su beni immobili;
  • gestione di denaro;
  • strumenti finanziari;
  • apertura o gestione di conti correnti, libretti di deposito o conti di titoli;
  • gestione o amministrazione di società, trust o enti.

Che cosa devono fare? Devono segnalare eventuali operazioni sospette all’Uif, cioè all’Unità di informazione finanziaria per l’Italia o agli organismi di autoregolamentazione, che si occuperanno di comunicare all’Uif le segnalazioni ricevute senza precisare il nominativo di chi le ha fatte.

Lo stesso vale per le banche e per le società di moneta elettronica e di pagamento (carte di credito, Bancomat, ecc.).

La comunicazione è obbligatoria nel momento in cui il cliente degli istituti o dei professionisti fa dei prelievi o dei versamenti superiori ai 10mila euro in un mese, che sia tutti insieme o in modo frazionato prelevando o versando almeno 1.000 euro per volta.

La comunicazione all’Uif dovrà riportare:

  • i dati identificativi della comunicazione e del segnalante;
  • qualsiasi tipo di informazione utile, come data, importo e causale dell’operazione, filiale in cui è stata eseguita, numero del rapporto continuativo movimentato, dati del cliente, dell’esecutore e del titolare effettivo.

note

[1] Direttiva Ue 2015/849.

[2] Dlgs. n. 90/2017 del 25.05.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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