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Nomina amministratore di condominio

19 Luglio 2019 | Autore:
Nomina amministratore di condominio

Quali sono le regole per la nomina di un amministratore condominiale e chi può ricoprire questo incarico.

I condomini italiani, croce e delizia per chi vi abita, avrebbero sicuramente una vita più tranquilla se fossero amministrati da persone all’altezza del compito. La delicatezza e la complessità dei compiti assegnati all’amministratore richiedono infatti spiccate doti professionali ed anche di mediazione. Conciliare posizioni che a volte appaiono inconciliabili è una dote non secondaria che non sempre si accompagna anche negli amministratori più competenti. Per questi motivi, e per molti altri, scegliere l’amministratore è cosa molto importante. Dovrebbe essere abbandonata al più presto la brutta abitudine dei condomini di nominare soggetti improvvisati ed incompetenti al solo scopo di risparmiare denaro. Considerato che in tutti gli edifici condominiali con più di otto condomini è obbligatoria la nomina di un amministratore. Quali sono le regole sulla nomina dell’amministratore di condominio? L’articolo che segue si occuperà di questo problema e nel farlo si terrà ovviamente conto della recente riforma legislativa delle norme condominiali [1]. In più, verranno descritti i requisiti che l’amministratore deve possedere per poter ricoprire questo ruolo.

Chi può essere nominato amministratore?

Per procedere ad una valida nomina dell’amministratore di condominio, occorre che i condomini conoscano i requisiti che la legge richiede [2], a partire dal 18 giungo 2013, per poter rivestire questo incarico.

Possono essere nominati amministratori coloro:

  • che godono dei diritti civili (ovviamente un condannato all’ergastolo non potrà essere nominato amministratore);
  • che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione (ad esempio per resistenza a pubblico ufficiale), contro l’amministrazione della giustizia (ad esempio per calunnia), contro la fede pubblica (ad esempio per falsità in testamento olografo),contro il patrimonio (ad esempio per furto o per rapina) o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge infligge la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
  • che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive (cioè la sorveglianza speciale senza o con il divieto o l’obbligo di soggiorno), salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
  • che non sono interdetti o inabilitati;
  • il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari (l’elenco è reperibile presso la locale Camera di commercio);
  • che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

Può apparire strano, ma la legge consente che possa essere nominato amministratore anche chi non abbia nemmeno la licenza elementare se l’amministratore viene scelto tra i condomini (costui, poi, non avrà nemmeno l’obbligo di aggiornamento professionale che è previsto per l’amministratore che non sia un condomino).

Quindi, solo se l’amministratore non è un condomino, è necessario l’aver conseguito almeno il titolo di scuola secondaria superiore e l’aver superato un corso di formazione professionale iniziale con successivo obbligo di costante attività di aggiornamento.

Se l’amministratore dovesse perdere i requisiti indicati, il suo incarico cesserebbe automaticamente e, in questo caso, ogni condomino potrà convocare senza formalità l’assemblea per procedere alla nomina di un nuovo amministratore.

L’amministratore non deve essere inserito nell’elenco dei protestati

Come si nomina l’amministratore di condominio?

Dopo aver chiarito quali sono i requisiti indispensabili per poter essere nominati amministratori condominiali, esaminiamo la procedura che la legge prevede per procedere alla nomina [3].

Come abbiamo già detto in precedenza, la nomina è obbligatoria solo quando i condomini sono più di otto ed è l’assemblea condominiale l’organo che deve assolvere a questo compito. Se, però, l’assemblea non volesse nominare l’amministratore o non riuscisse a nominare l’amministratore, ogni condomino e l’amministratore dimissionario hanno il potere di fare ricorso all’autorità giudiziaria affinché sia quest’ultima a nominarlo.

Prima della riforma del condominio del 2012, la prassi prevedeva che coloro i quali aspirassero ad essere nominati amministratore ponessero la loro candidatura presentando anche un “preventivo”, cioè l’indicazione del loro compenso.

Oggi, invece, è obbligatorio (altrimenti la nomina è nulla) che l’amministratore eletto, nel momento dell’accettazione della nomina e nel momento del suo eventuale rinnovo, specifichi in modo dettagliato l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta.

Inoltre, l’assemblea ha anche il potere di subordinare la nomina dell’amministratore alla presentazione di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile.

Infine, le maggioranze necessarie per la nomina dell’amministratore (e per stabilire il compenso a suo favore) sono, sia in prima che in seconda convocazione:

  • metà più uno degli intervenuti in assemblea possano rappresentare almeno la metà dei millesimi (cioè almeno 500 millesimi).

Spetta all’assemblea nominare l’amministratore

note

[1] L. n. 220/2012.

[2] Art. 71 bis disp. att. cod. civ.

[3] Art. 1129 cod. civ.


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