Diritto e Fisco | Articoli

Come cambia il bollo auto

9 Giugno 2019 | Autore:
Come cambia il bollo auto

Bollo auto proporzionale alle emissioni di CO2: chi è penalizzato? Il nuovo bollo auto si applica a tutti? Quali sono i diesel più inquinanti?

Il bollo auto è un tributo che ogni automobilista è costretto a pagare. Il bollo è uno di quegli appuntamenti fissi, un po’ come l’assicurazione obbligatoria o l’Imu: non si sfugge al pagamento. Le cose, però, potrebbero presto cambiare, e in peggio. Già a partire dal mese di marzo del 2019, il governo era intervenuto con l’ecotassa per penalizzare l’acquisto di auto particolarmente inquinanti, premiando al contempo l’acquisto di auto elettriche o, comunque, a bassa emissione, mediante l’ecobonus. Ora, la nuova proposta è quella di collegare direttamente l’importo del bollo auto all’emissione di CO2, non solo per le nuove auto, ma anche per quelle che già circolano. Insomma: più inquini, più paghi. Ecco come cambia il bollo auto.

Si tratterebbe di un pericoloso aumento che rischia di colpire praticamente chiunque, ma soprattutto coloro che, non potendosi permettere un nuovo veicolo, circolano con la loro vecchia vettura. Prosegui nella lettura di questo articolo per scoprire come cambia il bollo auto.

Cos’è il bollo auto?

Prima di illustrarti come cambia il bollo auto, vorrei spendere solamente due parole sul bollo. Di cosa si tratta? Come in parte anticipato, il bollo auto è un tributo regionale il cui pagamento spetta a tutti i proprietari di un’auto indicati nel Pra (Pubblico registro automobilistico).

Il bollo deve essere pagato annualmente da chi risulta proprietario di una o più automobili, indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno: è scorretto dunque definire il bollo come una tassa di circolazione, trattandosi in realtà di una tassa sulla proprietà.

In quanto tributo regionale, ogni Regione ha la possibilità di prevedere una normativa diversa per il bollo auto; sostanzialmente, però, la disciplina è analoga sull’intero territorio nazionale.

Quanto costa il bollo auto?

Fino ad oggi, l’importo del bollo auto è sempre stato calcolato in base alla potenza del veicolo, espressa in chilowatt (kw) oppure in cavalli, e solo in parte sulla base del suo impatto ambientale (classe di inquinamento). Ogni regione italiana adotta dei parametri di riferimento, perciò l’ammontare del tributo può variare da una regione all’altra.

Il cambiamento del bollo auto passa proprio per i criteri di quantificazione: maggiore sarà l’impatto ambientale del veicolo, maggiore sarà l’importo del bollo auto. Vediamo cosa accadrà.

Il bollo auto come l’ecotassa

Il bonus/malus ambientale sulle auto, su cui si basano l’ecotassa e gli ecoincentivi statali in vigore da marzo 2019, si estenderà anche al bollo auto: è questo ciò che il governo, mediante la sottoscrizione del protocollo «Aria pulita», firmato Torino dal premier Giuseppe Conte con sei ministri (Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, Salute), Regioni e Province autonome, ha previsto per gli automobilisti italiani.

La misura è giustificata dalla necessità di rispondere a due procedure d’infrazione dell’Unione Europea nate dal mancato rispetto della politica italiana sulle emissioni inquinanti. In estrema sintesi: servono misure per soddisfare l’Europa e soldi per coprire il debito pubblico. Aumentando il bollo auto in base alle emissioni, si soddisfano entrambe le esigenze.

Nuovo bollo auto: chi pagherà di più?

Le modifiche al bollo auto, il quale verrà proporzionato all’impatto ambientale del veicolo, non sono ancora legge: il protocollo di Torino firmato dal Governo dice che il ministero dell’Economia e delle Finanze deve formulare entro 180 giorni una proposta legislativa vera e propria, individuando criteri più specifici di determinazione dell’importo del bollo. Tuttavia, se la misura dovesse essere confermata, si prospetterà un aumento significativo del bollo auto per quasi tutti gli italiani.

Il nuovo bollo auto verrà commisurato alle emissioni di anidride carbonica: si baserà, cioè, sui consumi di combustibile, proporzionali alle emissioni di CO2. A differenza dell’ecotassa, però, il nuovo bollo auto colpirà chiunque, cioè anche i proprietari di auto già in circolazione; il che potrebbe essere un salasso per coloro che, non potendosi permettere un’autovettura di ultima generazione e, pertanto, meno inquinante, è costretto a viaggiare con la propria vecchia auto a benzina.

Le auto a benzina, infatti, saranno le più colpite, visto che il diesel è maggiormente inquinante in termini di emissioni di biossido di azoto e particolato, ma non di anidride carbonica. Per approfondire ulteriormente questo aspetto, ti invito a leggere l’articolo su come aumenta il bollo auto per le auto vecchie.

Diesel: quali sono le auto più inquinanti?

Il nuovo bollo auto proporzionato alle emissioni di CO2 colpirà tutte le auto in circolazione e le future. Chi verrà colpito maggiormente? Come detto, in linea di massima le auto diesel emettono meno CO2, quindi dovrebbero subire un aumento del bollo più contenuto; ciò non significa che questa tipologia di vetture sfugga al nuovo bollo.

Secondo un recente studio della società inglese di analisi Emissions Analytics, le auto diesel maggiormente inquinanti in Italia sono:

  • la Fiat 500X;
  • la Hyundai i30 (Euro 5);
  • la Bmw X3 (Euro 5);
  • l’Audi A8 (Euro 6);
  • la Jaguar XF (Euro 5);
  • le Nissan Juke e Qashqai (Euro 6);
  • la Volvo V60 (Euro 5);
  • la Renault Megane (Euro 6);
  • la Range Rover (Euro 5);
  • la Peugeot 308 (Euro 5).

Di conseguenza, i proprietari di queste autovetture subiranno con molta probabilità un sostanzioso aumento del bollo auto.

Bollo auto europeo: cos’è?

Le modifiche al bollo auto al vaglio del governo convergono verso quello che sarà il nuovo bollo auto europeo, cioè un bollo auto unico per tutta l’Europa, calcolato non in base alla potenza in kW dei veicoli ma in base ai chilometri che si percorrono.

il bollo auto europeo sarà in vigore dal 2023 per i mezzi pesanti e per i furgoni di oltre 2,4 tonnellate; per gli altri mezzi privati, per le auto e per le moto, la nuova tassa automobilistica unica arriverà solo nel 2026. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti invito a leggere l’articolo dedicato al bollo auto europeo.


note

Autore immagine: Unsplash.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

5 Commenti

  1. daccordissimo pagare di piu´ x le macchine vecchie, ma assolutissimamente non daccordo per pagare il bollo Auto tutto l´anno, anche se e´ ferma parchegiata in proprieta privata sensza farne uso . esempio: (Germania).

    1. Si in effetti è una soluzione tutta italiana, inquini anche se l’auto sta ferma, al pari di chi circola tutto il giorno

      1. Questi sanno dove andare a colpire…in Italia ci sono così tanti veicoli vecchi in circolazione che il portafoglio delle regioni e dello stato si gonfieranno di brutto mentre quello del semplice ed onesto cittadino si abbasserà del tutto ..ma questi hanno capito che soldi l’italiano non ne ha più neppure mangiare?

  2. appunto e perche non si prende in questo caso esempio della Germania, e si cambia?, credetemi usando il sistema tedesco lo Stato avrebe un introito molto spstanzioso, e non solo ci sarebe una magiore commercelizzazione dell´usato, e qullo che trovo stupido e insensato e´ che di un passagio di proprieta´ si devono pagare un sacco di soldi , e poi il Notaio, che ci azzecca il notaio con un aquisto magari di una macchina usata, di poco valore, non serve assolutissimamente, questa cosa e anche un´altro motivo che blocca il commercio dell´usato. cordiali saluti , Quinto Trunzo

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube