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Se l’Italia esce dall’Euro: quello che ancora nessuno ha detto

9 Giugno 2019


Se l’Italia esce dall’Euro: quello che ancora nessuno ha detto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Giugno 2019



L’effetto spirale sulla nostra economia: un circolo vizioso che potrebbe farci ritornare indietro di 100 anni.

Si parla spesso dell’uscita dell’Italia dall’Euro come la panacea a tutti i mali che decenni di malgoverno hanno portato al nostro Paese. Si dimentica però che proprio l’Europa fu lo strumento per rivelare agli italiani quanta polvere sotto il tappeto stavano nascondendo le amministrazioni: politiche di indebitamento e svalutazione della moneta accumulavano macerie a cui, prima o poi, le generazioni future avrebbero dovuto porre rimedio. E così sta succedendo. Ce ne accorgiamo solo oggi. Chi però guarda il dito e non la luna, dà la colpa al rimedio e non alla causa. 

Gli italiani, all’epoca, erano narcotizzati: un malato sotto effetto di antidolorifici che non si accorge del male che avanza. L’Ue ha bloccato la somministrazione dei farmaci rilevando quanto l’eccessivo indebitamento stesse compromettendo i nostri conti (pubblici e, di conseguenza, familiari). Bloccando la possibilità di aumentare il debito pubblico a dismisura, l’Europa ha protetto il nostro futuro. Avremmo potuto far finta di niente e continuare nello stesso modo per qualche altro decennio ma, di lì a breve, saremmo stati più simili al Marocco che non alla Francia e alla Germania.

Ora però si vorrebbe tornare a quell’epoca di politica monetaria espansiva, come se il mondo attorno non fosse mai cambiato, come non si fosse mai verificata una globalizzazione. Ecco allora che non si pensa a cosa rischieremmo noi e i nostri figli. Oltre ai motivi che abbiamo già elencato nell’articolo Se l’Italia esce dall’Euro cosa succede? ce n’è un altro – e forse ancora più importante – a cui non si pone considerazione. Ecco dunque quello che nessuno ha ancora detto sull’uscita dell’Italia dall’Euro.

Immaginiamo di ritornare alla nostra vecchia e “amata” lira e che i Governi, forti del consenso popolare, inizino a stampare moneta per mettere in circolazione più denaro. Quello che abbiamo fatto dagli anni ‘80: la moneta interna veniva svalutata volontariamente affinché gli altri Stati trovassero più conveniente acquistare i nostri prodotti e l’export riuscisse a risollevare l’industria e la bilancia commerciale. 

Tuttavia, il nostro è un Paese che produce poco, anche se ha una grossa industria manifatturiera. Tutte le materie prime – dall’energia al petrolio, dai metalli ai semilavorati – vengono acquistati dall’estero. Chiaramente, nessuno vorrà più essere pagato in lire (come già era, del resto, vent’anni fa): lire che, proprio a causa della politica espansiva, varrebbero pressoché nulla, almeno sul piano internazionale. Così per comprare dall’estero dovremo farlo in euro o dollari. In pratica – volendo banalizzare – un rifornitore di benzina, per poter comprare un litro di gasolio, dovrà prima cambiare le sue lire in euro o in dollari. E qui gli italiani avrebbero la “sorpresa” (se così la vogliamo chiamare): un euro “costerà” molto di più del vecchio cambio pari a 1.936,27 lire. Per comprare un litro di benzina dovremmo spendere dal 20 al 30% in più all’anno.

In buona sostanza, la svalutazione della nostra moneta, fatta appositamente per coprire il debito pubblico e per mettere in circolo il denaro, avrà reso il cambio con le divise estere insostenibile.

Il povero Mario Rossi che si fermerà al rifornimento, e che con l’euro ha sempre pagato un pieno 50 euro, dovrà pagare il corrispondente di quasi 70 euro. L’anno dopo il 20-30% in più. E così via, finché non tornerà alla bicicletta. Se Mario Rossi vorrà andare all’estero, per vacanza o per lavoro, all’ufficio di cambio gli daranno solo quattro spiccioli. 

Gli aumenti saranno su tutti i beni che importiamo e su quelli che vengono prodotti grazie ad essi: pensa al riscaldamento di casa, a un telefono, a un computer, a un condizionatore, all’auto. Ma non solo. Un aumento sconsiderato della benzina comporterà un’inflazione su tutti i prezzi, attesa la necessità di pagare gli autotrasportatori. Costerà di più la stessa casa di cui gli italiani non possono fare a meno. E chiaramente, anche lo Stato, dovendo pagare gli interessi sul proprio debito agli investitori esteri, sarà costretto a indebitarsi ancora di più.

Quando riceveremo la bolletta del telefono o del riscaldamento torneremo a rimpiangere il vecchio cambio lira/euro che, se anche ci ha portato dei sacrifici, ci ha impedito di collassare. Ma, allora, sarà ormai troppo tardi.

note

Autore immagine: 123rf com


13 Commenti

  1. Infatti il Giappone che ha un debito Pubblico molto più alto del nostro, che ha anche grandi risorse interne, ha la popolazione preoccupata per lo spread…. Ma finitela con le fesserie terrorizzanti!!

    1. Il Giappone investe mentre noi spendiamo. L’energia giapponese è nucleare, la nostra è a gas e petrolio. Il Giappome resiste alle calamità, mentre a nou bastano due ore di pioggia per metterci in ginocchio. Allora non facciamo paragoni. L’Italia fuori dall’Euro fallisce in 3 mesi giacché il ns debito è in mano a investitori esteri per i 3/4 e non lo comprerebbero più . L’Italia è un salotto di cristallo guidato da elefanti politici e risparmio il mio pensiero su chi li vota.

    2. Gent. sig. Anonimo, se volesse attenzione per quel che dice dovrebbe argomentare, non rispondere con scortese presunzione e, sopratutto, avere il coraggio di firmarsi.
      Scusi la franchezza. La saluto gentilmente.
      Umberto Lo Faso

    3. Vero, anzi verissimo- ma il caro servo del Potere dei banchieri che fingono di chiamarsi Europa ( per ingannare gli allocchi e poco attenti a chi realmente Governa i popoli europei ) si rifiuta di risponderle fingendo di difendersi dall’anonimato.

      Auguro ai suoi figli di non essere schiavi….. perchè l’atteggiamento del Padre è quello di un servo che adora la mano dei suoi padroni…… COLORO CHE IMPEDISCONO LE RIVOLUZIONI PACIFICHE RENDONO INEVITABILI LE RIVOLUZIONI VIOLENTE …… Kennedy lo scrisse dopo aver tolto la stampa del denaro ai banchieri ed averla istituito al popolo americano…….. fu ucciso ( misteriosamente ) ed il denaro torno di proprietà dei banchieri privati………… I servi saranno servi come i loro figli……

  2. Leggendo le statistiche import/export del Ministero dello sviluppo economico, non mi pare affatto una proiezione realistica. È palese che la disinformazione e il terrorismo mediatico abbiano terreno fertile. Domanda: i Paesi che sono fuori dall’Euro, come fanno? Ad esempio la Svizzera (che non sta in Africa come il Marocco). Come fa un Paese, all’8° posto nel mondo per export, a soffrire di una svalutazione del 20% annuo (al pari di una Turchia)? Come fa un Paese a trarre beneficio da un’Europa controllata da una banca di proprietà di azionisti privati che strozza i popoli e li porta alla maggiore povertà sostenibile per alimentare il più possibile la propria ricchezza?

  3. L’articolista non ha spiegato perché con la lira, anche svalutata, l’economia andava meglio, mentre ora, con l’euro, le aziende chiudono o si trasferiscono all’estrero ed abbiamo perso ad uno ad uno tutti i marchi orgoglio nazionale. L’articolista sa che ora produciamo poco, ma non si è chiesto il perché.

    1. Credo che basti considerare che negli anni ’80 l’economia dei governi dei Craxi, Andreotti e Forlani era sostenuta dal formarsi dell’enorme debito pubblico ed il consenso da provvedimenti come, per es., le baby pensioni. Loro furono i principali responsabili di quel che ci succede oggi; sia loro che buona parte dei loro successori (non tutti) hanno fatto gli interessi loro a spese nostre (crescita del debito, avanzo primario nullo o trascurabile, …) fregandosene di quel che sarebbe successo poi.
      Umberto Lo Faso

      1. Oggi…? quello che succede oggi è colpa dei banchieri che , avendo proprietà della moneta e diritto di vita o morte di uno stato ( e del suo popolo) decidono cosa comprare a prezzo di saldo…… Vergogna scrivere dei rischi di uscita dall’euro….. il prezzo della libertà è stato pagato con la vita dai nostri nonni…… ma i ragazzi lo ignorano…. Servi dei banchieri unitevi…….. convincete gli ignoranti che l’Europa è necessaria…… i servi sono serviti……

      2. Grazie all’articolista per aver spiegato con parole semplici e chiare quello che potrebbe avvenire. Se poi non si vuol capire, è tutto un altro problema. Comunque, invito tutti a ricordare cosa successe quando lo spread arrivò a 550 punti di differenza dal bund tedesco.

        1. Ti ringraziamo Claudio. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Su La Legge per Tutti, puoi leggere tantissime news sempre attuali e aggiornate.

  4. Se il Signore che ha scritto questo articolo avesse allargato i suoi orizzonti cercando di comprendere anche altri punti di vista….. rivedrebbe il suo articolo .

    Il Signoraggio bancario è reale e che l’euro appartenga ad un manipolo di privati è cosa oramai certa.
    Restare in Europa …. si ma che l’Europa appartenga al popolo europeo e non ai banchieri….. La sovranità della moneta risolverebbe tutto….. ma i servi del potere bancario devono spostare l’attenzione altrove…. per coprire il vero problema. LA MONETA DI PROPRIETA’ PRIVATA …… schiavi dell’euro si ma non scemi ed ignoranti caro mio.

    1. Caro sig. Andrea (non Caro mio), mi sono dato una regola: non leggo mai ciò che dice chi non si firma quindi, mi scusi, ma intenzonalmente non ho letto ciò che lei scrive (tranne il “caro mio” perchè era alla fine).
      Chi parla senza il coraggio di firmarsi per me di fatto dubita delle sue idee (non le vuol mostrare come sue) e quindi non è il caso di ascoltarlo.
      Sarò contento di leggerla e discutere con lei se mi risponderà con il suo nome e cognome. Un gentile saluto.
      Umberto Lo Faso

      1. Caro Umberto ,
        scrive un andrea Fisco, come certamente ha identificato dalla casella di posta cui ha risposto.
        Lei, prima di servire l’Europa di proprietà dei banchieri pensi alla sua famiglia….. quella che sarà schiava di questi pochi schiavisti…. La storia….. non le insegna nulla..? Continuare a difendere un’Europa proprietà privata equivale ad accettare di essere schiavi….. Forse non ama la liberta ?

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