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Qual è il limite se prelevo da conti diversi

9 Giugno 2019
Qual è il limite se prelevo da conti diversi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Giugno 2019



Limite prelievo contanti in conti differenti intestati alla stessa persona: se prelevo lo stesso giorno 1.000 € da un conto e 1.000€ da un altro conto sono soggetto al controllo fiscale?

Ora che hai letto il nostro articolo Limite prelievo contanti dal conto corrente sai bene che, in caso di prelievi eccessivi dal conto corrente, la banca ti può chiedere chiarimenti e che, in caso di motivazioni poco convincenti, la direzione dell’Istituto di Credito potrebbe notiziare la Uif (Unità di informazione finanziaria) per il rischio di riciclaggio. Da un punto di vista fiscale, invece, le cose vanno diversamente: i controlli sui prelievi vengono fatti solo sui titolari di partita Iva, almeno per quanto riguarda i conti intestati all’azienda; ai sensi del testo unico delle imposte sui redditi, tutti i prelievi si intendono effettuati per scopi di investimento e, quindi, devono essere tassati, salvo vi sia una prova contraria. 

L’Agenzia delle Entrate non può invece chiedere alcun chiarimento sull’uso del contante prelevato allo sportello da chi ha un reddito di lavoro dipendente, una pensione o è disoccupato. A questi ultimi sono stati equiparati anche i professionisti. Cerchiamo ora di capire qual è il limite se prelevi da conti diversi. 

Facciamo un esempio pratico. Immagina di avere due conti correnti, accesi presso due distinte banche. Un giorno devi pagare il dentista che ti ha chiesto di dargli 3,5mila euro in contanti. Sai bene che non lo puoi fare perché la legge ti vieta trasferimenti di cash superiori a 2.999,99 euro ma, in questo modo, sei riuscito ad ottenere un forte sconto. 

Per non dare nell’occhio, decidi di prelevare 2mila euro da un conto e 1.500 dall’altro. La somma è superiore a 3mila euro, ne sei consapevole, ma ritieni di non aver violato alcuna legge: si tratta infatti di due rapporti bancari differenti. È davvero così? Se le autorità dovessero accorgersi di eccessivi prelievi di denaro contante nello stesso giorno, eseguiti presso diversi sportelli, rischieresti qualcosa? 

Ecco i chiarimenti sul caso. 

Non ci sono limiti al prelievo di contanti

La prima cosa che corre chiarire è che non esistono limiti sui prelievi di contanti imposti dalla legge sulla tracciabilità. Se anche disponi di un solo conto corrente puoi prelevare più di 3mila euro senza alcun problema. La legge sulla tracciabilità dei pagamenti infatti impone l’uso di strumenti tracciabili – come carte di credito, bancomat, assegni e bonifici – solo quando il denaro passa di proprietà tra due soggetti distinti. Non è questo il caso del prelievo o del versamento dal c/c posto che il titolare dei soldi resta sempre il correntista, mentre la banca è una semplice depositaria.

Non ci sono limiti al prelievo di contanti neanche da un punto di vista fiscale se sei titolare di un reddito da pensione o di lavoro dipendente. Lo stesso dicasi per chi è senza lavoro. L’Agenzia delle Entrate non può cioè chiedere l’estratto conto alla tua banca per sapere quanti soldi prelevi.

Se però spendi troppo rispetto ai redditi che dichiari al fisco, acquistando beni di lusso come auto o case, potresti incappare tutt’al più in un accertamento tramite redditometro. Ma non è questo il tuo problema: i soldi in banca sono già tracciabili e non avrai mai problema a dimostrare da dove li hai presi. 

Detto ciò, gli stessi principi valgono se prelevi da due conti correnti, anche se le somme sono consistenti. 

L’unico controllo può essere fatto dalla banca stessa, ai fini della normativa sull’antiriciclaggio: lo sportellista ti potrà chiedere per quali motivi intendi prelevare così tanto e lì dovrai fornire indicazioni specifiche. Se sei generico, le informazioni potrebbero arrivare alla Uif e, di lì, alla Procura della Repubblica. Ma qui si ricade solo nei casi più gravi, quando cioè si è in presenza di crimini di un certo peso.

Limiti a prelievi da conti diversi

Le uniche persone che incontrano un limite nel prelievo dal conto corrente – e, quindi, anche in caso di conti differenti – sono gli imprenditori i cui movimenti bancari sono sotto controllo dell’Agenzia delle Entrate. Il fisco può presumere che dietro ogni prelievo o versamento privo di giustificazione vi sia uno scopo evasivo. Dovrai conservare tutti i documenti che attestano la liceità dell’operazione. Ad esempio, se i soldi ti servono per pagare un fornitore o per risarcire un cliente dovrai farti firmare un documento e munirlo di data certa per avere le prove del tuo corretto operato. 

Non si può quindi prelevare da due conti correnti per superare il divieto imposto dalla normativa (il TUIR imposte sui redditi).


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