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Si può intercettare un cellulare spento?

11 Luglio 2019 | Autore:
Si può intercettare un cellulare spento?

Intercettazioni: cosa sono e quando si possono fare? È possibile intercettare un telefonino spento? Come si rintraccia uno smartphone disattivato?

Lo portiamo sempre con noi: è un prezioso alleato, ci è vicino nei momenti di sconforto e ci aiuta quando ne abbiamo più bisogno. Di chi sto parlando? Di un amico, del fidanzato, di un genitore? Assolutamente no: si tratta dello smartphone. Inseparabile compagno di mille avventure, il cellulare è sempre con noi: possiamo dire che sia diventato parte integrante del nostro corpo, una vera e propria appendice. Il telefonino è oggi talmente importante da essere diventato una droga: non usciremmo mai senza, né siamo disposti a disconnetterlo. Il problema è che questo rapporto di simbiosi favorisce la nostra rintracciabilità: volendo, con adeguati sistemi, è possibile sapere dove siamo e, intercettando le telefonate, anche con chi parliamo e cosa diciamo. Si tratta di un problema di non poco conto, visto che la privacy è messa seriamente a rischio. Ti sei mai chiesto se si può intercettare un cellulare spento?

La risposta alla domanda appena posta non è così scontata: tutto dipende dal tipo di intercettazione e dalla finalità che ci si propone. Esistono oggi particolari strumentazioni che consentono di captare le conversazioni anche se il cellulare non sia attivo. Se ne vuoi sapere di più perché l’argomento ti incuriosisce o perché sei appassionato di investigazioni, prosegui nella lettura: vedremo insieme se si può intercettare un cellulare spento.

Intercettazioni: cosa sono?

Per rispondere alla domanda di fondo di questo articolo bisogna innanzitutto aver ben chiaro in mente cosa siano le intercettazioni. Per intercettazione si intende l’ascolto di una conversazione che avviene tra persone non presenti. Mi spiego ancora meglio: l’intercettazione consiste nella captazione di dialoghi che non avvengono in nostra presenza.

Ad esempio, la classica cimice messa sotto il tavolo per “rubare” la conversazione tra altre due persone è un’intercettazione; lo stesso se si mette sotto controllo il telefono altrui. Vediamo quali tipi di intercettazione esistono.

Intercettazione ambientale: cos’è?

L’intercettazione ambientale (o tra presenti) consiste nella ricezione di tutte le voci che provengono da un determinato luogo; classico esempio è quello sopra fatto della “cimice” inserita di nascosto in un’autovettura o posta sotto un tavolino: questa sarà in grado di far sentire a chi è in ascolto tutto ciò che verrà detto da chi si troverà in auto oppure nelle vicinanze del tavolo.

Intercettazione telefonica: cos’è?

L’intercettazione telefonica (o di comunicazioni), invece, consente di mettere sotto controllo un determinato apparecchio telefonico (fisso o mobile), di modo da poter ascoltare le chiamate ricevute ed effettuate da quell’apparecchio.

Anche in questa circostanza, ci si “appropria” di una conversazione che avviene tra altre persone, alla quale l’intercettatore sarebbe dovuto rimanere estraneo.

Intercettazione informatica: cosa significa?

A queste intercettazioni “classiche” si aggiunge quella avente ad oggetto le comunicazioni informatiche o telematiche, effettuate mediante l’impiego di particolari tecnologie che consentono di intercettare il flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici [1].

Quando si può procedere alle intercettazioni?

Poiché le intercettazioni rappresentano una grave violazione del diritto di ciascuno alla riservatezza e alla segretezza delle proprie comunicazioni, la legge consente di procedere ad intercettare qualcuno solamente nel caso in cui ricorrano gravi ipotesi di reato.

Ciò significa che le intercettazioni “artigianali”, fatte per conto proprio, sono sempre illegali e costituiscono esse stesse illecito perseguibile penalmente; inoltre, i risultati ottenuti da un’intercettazione proibita non sono producibili in giudizio.

La legge dice che la richiesta delle intercettazioni deve provenire direttamente dal pubblico ministero, il quale chiede al giudice per le indagini preliminari l’autorizzazione a disporre le operazioni necessarie. L’autorizzazione è concessa con decreto motivato soltanto se vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini [2].

Nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini, il p.m. dispone l’intercettazione con decreto, che va comunicato immediatamente e comunque non oltre le ventiquattro ore al g.i.p.; questi, entro quarantotto ore, deve decidere sulla convalida.

Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni, che non può superare i quindici giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di quindici giorni, sempre in presenza dei requisiti di gravità indiziaria e di assoluta necessità della misura.

Come si effettua un’intercettazione?

Contrariamente a quanto si possa pensare, le operazioni di intercettazione sono anch’esse assistite da diverse garanzie. Innanzitutto, secondo la legge è lo stesso p.m. a procedere personalmente alle operazioni; egli può, tuttavia, avvalersi di un ufficiale di polizia giudiziaria. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale [3].

Le operazioni possono essere compiute esclusivamente per mezzo degli impianti installati presso procura della Repubblica; quando questi impianti, però, risultano insufficienti o inidonei ed esistono eccezionali ragioni di urgenza, il pubblico ministero può disporre il compimento delle operazioni mediante impianti di pubblico servizio o in dotazione alla polizia giudiziaria. Se, invece, si procede a intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche, il p.m. può disporre che le operazioni siano compiute anche per mezzo di impianti appartenenti a privati.

I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino indispensabili per l’accertamento dei delitti più gravi [4]. I verbali e le registrazioni sono conservati integralmente presso il p.m. che ha disposto l’intercettazione fino a quando la sentenza non diventa definitiva.

Intercettazione telefonino spento: si può fare?

Abbiamo detto che le intercettazioni servono a svelare e registrare le conversazioni che avvengono tra persone, senza che esse sappiano di essere sentite da altre in quanto confidano nella naturale riservatezza del luogo o del mezzo (telefono) utilizzato.

Veniamo ora al punto cruciale dell’articolo: si può intercettare un cellulare spento? Ebbene, la risposta a questa domanda è negativa, ma dobbiamo intenderci bene. Non si può intercettare un telefonino spento perché non c’è nessuna chiamata in essere; in altre parole, poiché l’intercettazione serve a captare una conversazione, se questa conversazione non c’è non si avrà nulla da registrare.

Un’intercettazione telefonica su uno smartphone spento non è possibile perché il cellulare non è attivo e, di conseguenza, non è in grado di emettere alcun tipo di segnale. Inoltre, anche se il telefonino fosse in qualche modo “vivo”, cioè rintracciabile, non avrebbe senso fare alcuna intercettazione perché non ci sarebbe alcuna conversazione; da quest’ultimo punto di vista, intercettare un cellulare spento ha la stessa utilità di mettere una cimice in un’auto vuota o sotto il tavolino di una stanza in cui non c’è nessuno.

Tuttavia, si può illegalmente intercettare un telefonino spento attraverso alcune modalità che non sono ammesse dalla legge; inoltre, è possibile risalire al luogo in cui il cellulare si trovava fino a che non venisse disattivato. Continua nella lettura se ti interessa saperne di più.

Come si intercetta un cellulare spento?

È possibile intercettare un telefonino spento installando sul cellulare della vittima inconsapevole un software che, di nascosto, inoltra a un altro numero gli sms o il file audio delle telefonate registrate. Il software in questione può essere inoculato nel dispositivo proprio come virus, tramite Bluetooth o sms (la vittima deve però accettarne l’installazione).

Alcune intercettazioni illegali si servono di sim e di cellulari clonati, che cioè in rete appaiono con la stessa identità degli originali: quando il telefono dell’intercettato è spento, sms e chiamate arrivano al clone.

Intercettazione ambientale cellulare spento: si può fare?

Si può utilizzare un telefonino disattivato come veicolo per effettuare un’intercettazione ambientale: in questo caso, occorre inserire (di solito vicino alla batteria) una “cimice”, cioè un chip in grado di inoltrare tramite onde radio a corta distanza i suoni catturati dal microfono e dall’altoparlante.

Si può rintracciare un telefonino spento?

Nel paragrafo precedente abbiamo detto che un cellulare spento non è in grado di emettere alcun tipo di segnale (né gps, né rete cellulare, né wi-fi); ciononostante, è possibile rintracciarlo. Come? Mettendo insieme tutti i segnali di localizzazione emessi in precedenza, prima dello spegnimento. Sicuramente saprai che i moderni smartphone sono forniti di geolocalizzazione: in altre parole, attivando l’apposita opzione all’interno degli stessi, questi trasmettono segnali a un satellite in grado di favorire l’individuazione geografica del luogo in cui si trova. È il meccanismo che consente il funzionamento dei navigatori satellitari, insomma.

Detto in altre parole, la geolocalizzazione è la tecnologia gps (dall’inglese Global Positioning System, ovvero “sistema di posizionamento globale”) integrata nei dispositivi mobili che permette di determinare la posizione geografica del dispositivo.

Ora, se il cellulare è spento, questo segnale satellitare non verrà emesso: è possibile però rintracciarlo fino a che non sia stato disattivato. Per poterlo fare, non occorre chiedere aiuto alla polizia giudiziaria: è sufficiente collegarti al sito di Google “Trova il mio dispositivo” e inserire il proprio account gmail, se hai un cellulare Android; se, invece, vuoi localizzare un Iphone, è sufficiente usare il tuo iCloud.

In entrambi i casi, è comunque necessario che sul proprio cellulare sia stato impostata l’opzione che consente la geolocalizzazione.

note

[1] Art. 266-bis cod. proc. pen.

[2] Art. 267 cod. proc. pen.

[3] Art. 268 cod. proc. pen.

[4] Art. 270 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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