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Tagli sulla rivalutazione pensioni

9 Giugno 2019 | Autore:
Tagli sulla rivalutazione pensioni

Riduzione delle rivalutazioni delle pensioni sopra 3 volte il minimo: chi subisce la decurtazione dell’assegno, quanto si perde.

Hai ricevuto la tua pensione di giugno? Ti sei accorto che è molto più bassa? Questo è dovuto alla rivalutazione, o perequazione, della pensione, cioè all’adeguamento all’inflazione del trattamento: se hai una pensione superiore a 3 volte il minimo, difatti, l’aumento dell’assegno a cui avresti avuto diritto può essere tagliato dal 3 al 60%.

I tagli sulla rivalutazione pensioni sono partiti da giugno, assieme ai conguagli relativi alla mancata applicazione delle riduzioni nei 5 mesi precedenti, in quanto la misura avrebbe dovuto essere operativa sin dal mese di gennaio 2019. A causa del nuovo taglio, applicato assieme al conguaglio, le pensioni mensili superiori a tre volte il minimo risultano, per questo mese, più basse rispetto al reale decremento subito. Ma di quali cifre parliamo?

Per fortuna, non si tratta di importi molto elevati:

  • chi ha una pensione che ammonta da 3 a 4 volte il minimo (cioè tra 1.522,26 e 2.030 euro mensili lordi, con riferimento ai valori dello scorso anno) deve restituire meno di un euro per ogni mese di mancata applicazione del taglio degli adeguamenti: si ritrova, dunque, a giugno 2019, con un taglio di circa 4 euro;
  • chi ha una pensione che ammonta da 4 a 5 volte il minimo deve invece restituire un ammontare massimo di 6, 41 euro per ogni mese: si ritrova, dunque, a giugno 2019, con un taglio massimo di 38,46 euro;
  • chi ha una pensione oltre 9 volte il minimo, quindi oltre 4500 euro circa, subisce un taglio dell’adeguamento che ammonta al 60%, con una perdita mensile minima pari a 30 euro.

L’incidenza del taglio delle rivalutazioni, ad ogni modo, appare in modo marcato col passare del tempo: ad esempio, chi ha una pensione tra 4 e 5 volte il minimo (quindi da 2mila a 2500 euro all’incirca), può perdere, in un anno, sino a 83 euro. Chi ha una pensione da 5 a 6 volte il minimo (sino a circa 3mila euro al mese, dunque), in un anno può perdere anche 200 euro.

Va ancora peggio, poi, a chi possiede una pensione elevata, oltre 100mila euro lordi annui: in questo caso, si applica il cosiddetto taglio delle pensioni d’oro, che può portare via dal 15% al 40% dell’assegno, a seconda delle fasce d’importo.

Ma, tornando alla riduzione dell’adeguamento delle pensioni sopra 3 volte il minimo, come si applica, nel concreto, il taglio delle rivalutazioni?

Come funziona il taglio delle rivalutazioni

Osserviamo, nel dettaglio, come viene ridotta la rivalutazione, a seconda dell’importo della pensione, ricordando che questa, cioè l’adeguamento Istat, ammonta all’1,1%:

  • per le pensioni fino a 3 volte il trattamento minimo: la rivalutazione si applica in misura piena, quindi è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo: la rivalutazione si applica nella misura del 97%, quindi è tagliata del 3%;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo: la rivalutazione si applica nella misura del 77%, pertanto è tagliata del 23%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo: la rivalutazione si applica nella misura del 52%, pertanto è tagliata del 48%;
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo: la rivalutazione si applica nella misura del 47%, pertanto è tagliata del 53%;
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo: la rivalutazione si applica nella misura del 45%, pertanto è tagliata del 55%;
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo; la rivalutazione si applica nella misura del 40%, pertanto è tagliata del 60%.


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