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Come recuperare il bonus Renzi dopo la riforma

10 Giugno 2019 | Autore:
Come recuperare il bonus Renzi dopo la riforma

Nuova flat tax e bonus Irpef da 80 euro al mese per i lavoratori: chi potrà mantenerlo?

La nuova flat tax, cioè l’imposta modulata sulla base di un’aliquota unica sul reddito (che dovrebbe ammontare al 15%, per i redditi sino a 50mila euro annui), dovrebbe sostituire l’Irpef, ossia l’attuale imposta sul reddito delle persone fisiche.

Assieme all’Irpef, tuttavia, potrebbero però cadere le deduzioni (gli importi che diminuiscono il reddito imponibile, cioè il reddito da tassare), Come recuperare il bonus Renzi dopo la riforma

le detrazioni (gli importi che diminuiscono direttamente l’imposta) ed i crediti d’imposta: molto probabilmente verrebbe dunque eliminato il bonus Irpef da 80 euro al mese, chiamato anche bonus Renzi.

L’eliminazione del bonus Irpef, peraltro, non è una possibilità legata soltanto alla flat tax: si parla di una sua eliminazione anche in rapporto alle risorse necessarie per evitare l’aumento dell’Iva.

Sulla cancellazione del bonus Renzi, ad ogni modo, non tutti sono concordi: in base a quanto dichiarato dal viceministro all’Economia Massimo Garavaglia, nonostante l’eliminazione del bonus Renzi, gli 80 euro in più al mese per i lavoratori resteranno. In pratica, l’attuale impostazione del bonus Renzi verrebbe soltanto modificata tecnicamente, in modo da non farlo più figurare come un’uscita per lo Stato: la modifica non ridurrà la busta paga dei lavoratori che, invece, dovrebbe aumentare grazie ad ulteriori misure.

Ma come recuperare il bonus Renzi dopo la riforma? Come riuscire a beneficiare ancora degli 80 euro al mese con l’abolizione del bonus Irpef?

Con tutta probabilità, assieme alla nuova flat tax, che ridurrà, nella generalità dei casi, il peso delle imposte, dovrebbero entrare in vigore dei nuovi benefici. Il bonus Renzi, in particolare, dovrebbe diventare una nuova detrazione fiscale, sulla cui base si determinerà la progressività dell’imposta.

Ma procediamo per ordine, iniziando dall’attuale funzionamento del bonus Renzi, per poi valutare quali sono le ipotesi principali sull’agevolazione, al momento dell’entrata in vigore della riforma.

Come funziona il bonus Renzi?

Il bonus Renzi è un beneficio a favore dei lavoratori dipendenti, riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, che ammonta, nella generalità dei casi, a 80 euro mensili.

Non tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, però, a 80 euro mensili, che corrispondono a 960 euro annui: il bonus è riconosciuto per intero, difatti, soltanto ai lavoratori che possiedono un reddito sopra 8mila euro e sotto 24.600 euro all’anno. Il beneficio è ridotto se si è percepito un reddito annuo da 24.600 a 26.600 euro: sopra i 26.600 euro, non spetta alcun bonus.

L’agevolazione, inoltre, è rapportata alle giornate di lavoro (o assimilate, come le giornate di malattia o disoccupazione indennizzata) nell’anno.

A chi spetta il bonus Renzi?

Ad oggi, hanno diritto al bonus da 80 euro mensile le seguenti categorie di contribuenti:

  • i lavoratori dipendenti e parasubordinati (collaboratori o co.co.co.);
  • i lavoratori che percepiscono un’indennità di disoccupazione (come la Naspi);
  • i soci lavoratori (dipendenti o collaboratori) di società cooperative;
  • i beneficiari di borse di studio tassate come redditi di lavoro dipendente, di premi o di sussidi corrisposti per fini di studio o di addestramento professionale;
  • i sacerdoti;
  • i titolari di trattamenti previdenziali erogati da un fondo di previdenza complementare;
  • i lavoratori impiegati in attività socialmente utili.

Niente bonus Renzi, invece, per i pensionati, i lavoratori autonomi e gli imprenditori.

Qual è il reddito imponibile per il bonus Renzi?

Per sapere a quanto ammonta il reddito imponibile, per sapere se rientra nelle soglie utili per l’erogazione del bonus Renzi, bisogna:

  • prendere come riferimento il reddito imponibile ai fini fiscali (sottraendo il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze);
  • sottrarre dal reddito complessivo le somme esenti e soggette a tassazione separata, come il Tfr;
  • aggiungere al reddito eventuali quote esenti previste per i ricercatori e per i lavoratori rientrati in Italia;
  • aggiungere i redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca.

Che cosa succederà al bonus Renzi dopo la riforma?

Che fine farà il bonus Irpef dopo la flat tax? Ancora non vi sono certezze in merito, ma, in base a quanto reso noto sinora, le ipotesi principali sono tre.

Cancellazione del bonus Renzi

La prima ipotesi, che però è stata recentemente smentita dal Viceministro all’Economia, è la totale cancellazione del bonus Renzi, con l’entrata in vigore della flat tax: la nuova “tassa piatta”, in particolare, è stata inizialmente concepita una deduzione unica, pari a 3mila euro annui, sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare.

Cancellare il bonus Renzi, a detta di molti esperti, sarebbe comunque indispensabile, in abbinamento ad ulteriori interventi, per evitare l’aumento dell’Iva.

Compensazione del bonus Renzi

Ad ogni modo, l’abolizione del bonus Renzi, con l’entrata in vigore della flat tax, dovrebbe essere compensata dalla minore aliquota d’imposta e dalle nuove deduzioni, rendendo in concreto la busta paga dei lavoratori più elevata.

Sostituzione formale del bonus Renzi

In base a quanto recentemente dichiarato dal viceministro all’Economia, invece, il bonus Irpef non sarà cancellato, ma solo formalmente sostituito, facendolo diventare una detrazione: sarebbe cioè una minore entrata per lo Stato, non una spesa diretta.

Come mantenere il bonus Renzi?

In conclusione, come si potrà mantenere il bonus Renzi? Se ad essere approvata sarà l’ipotesi di abolizione formale dell’agevolazione, di fatto nulla cambierà, e potranno mantenerlo tutti i lavoratori che oggi ne beneficiano.

Se sarà invece approvata l’ipotesi della compensazione del bonus grazie alla flat tax, di fatto il beneficio dovrebbe essere mantenuto grazie alla minore aliquota d’imposta e, probabilmente, grazie alle nuove deduzioni o detrazioni.

In caso di abolizione totale del beneficio senza alcuna compensazione, ci si potrà almeno consolare (si spera, in quanto l’intervento, da solo, non sarebbe comunque sufficiente) col mancato aumento dell’Iva.

Il condizionale, comunque, è d’obbligo: si tratta infatti soltanto di proposte, ad oggi non è ancora presente alcun provvedimento legislativo.


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