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Rifiuto di esibizione passaporto: ultime sentenze

6 Luglio 2019
Rifiuto di esibizione passaporto: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: ordine di esibizione del passaporto; reato di omessa esibizione di documenti; regolare presenza nel territorio dello Stato; stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato; provvedimento di custodia cautelare di un cittadino di un altro Stato membro al fine della sua espulsione; minaccia per l’ordine pubblico.

L’inottemperanza all’ordine di esibizione del passaporto

Il reato di cui all’art. 6, comma 3, d.lg. n. 286 del 1998 – il quale sanziona l’inottemperanza all’ordine di esibizione del passaporto o di altro documento di identificazione e del permesso di soggiorno o dell’attestazione della regolare presenza nel territorio dello Stato – è configurabile, a seguito delle modifiche di cui alla l. n. 94 del 2009, soltanto nei confronti degli stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato, non anche degli stranieri clandestini o in posizione irregolare, in relazione ai quali si è prodotta una “abolito criminis”. (Fattispecie di assoluzione per insussistenza del fatto, con la formula di cui all’art. 530, comma 2, c.p.p., in ragione del mancato raggiungimento della piena prova in ordine all’effettivo possesso, da parte dell’imputato, della carta di identità).

Tribunale Firenze sez. I, 11/03/2016, n.1712

Rifiuto di fornire documenti identificativi

Sulla scia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che con sentenza del 27 aprile 2011 n. 16453 hanno stabilito che, dal momento che l’art. 6 d.lg. n. 286 del 1998, come modificato dalla l. n. 94 del 2009, punisce chi non esibisce l’intero insieme di documenti costituito da un documento di identificazione (passaporto o altro) e da un documento attestante la condizione di regolare soggiorno (permesso di soggiorno o Carta UE), lo straniero irregolare, essendo per definizione privo del secondo tipo di documento, non può essere condannato per il reato di mancata esibizione dell’insieme dei documenti: si ha così, una parziale abolitio criminis.

Tribunale Firenze sez. I, 13/02/2015, n.881

Regolarizzazione del lavoratore irregolare: condizioni e presupposti

In base all’art. 5 comma 1, d.lg. n. 109 del 2012 una delle condizioni per conseguire la regolarizzazione è che il lavoratore irregolare dimostri la presenza ininterrotta sul territorio nazionale e che il documento rappresentato dal passaporto è di per sé idoneo ad attestare tale requisito, in quanto dallo stesso è ricavabile ogni informazione circa eventuali fuoriuscite dello straniero dal territorio nazionale.

La richiamata normativa in materia di emersione non si limita a richiedere la presenza dello straniero ad una data precisa, ma richiede in aggiunta che la permanenza sul territorio nazionale abbia una certa continuità: l’assenza di tale continuità incide sulla stessa attendibilità del rapporto di lavoro denunciato, in quanto proprio la permanenza sul territorio nazionale al fine di prestare l’attività lavorativa è condizione per avallare la stessa esistenza del rapporto di lavoro, seppure irregolare. Di tale condizione deve farsi carico il lavoratore comprovando detta continuità di permanenza e, a tale fine, deve esibire il passaporto che attesti l’assenza di fuoriuscite.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 23/09/2017, n.1162

Reato di omessa esibizione di documenti: quando non si configura

In tema di stranieri, il reato di omessa esibizione di documenti non è configurabile nei confronti degli stranieri clandestini potendo rivestire ormai la qualifica di soggetto attivo del reato – a seguito della operata modifica legislativa di cui all’art.1 comma 22 lett. b legge n.94 del 2009 secondo cui i documenti da esibire, passaporto e permesso di soggiorno, non sono più indicati alternativamente ma cumulativamente – soltanto gli stranieri legittimamente presenti nel territorio dello stato, e non anche quelli entrati clandestinamente; ciò, a maggior ragione, per quegli episodi commessi a seguito della citata modifica.

Tribunale Terni, 24/04/2012, n.396

Stato di clandestinità

A seguito della modificazione dell’art. 6, comma 3, d.lg. 286/1998, intervenuta a opera dell’art. 1 comma 22, della lett. h), l. 94/2009, il reato di inottemperanza all’ordine di esibizione del passaporto o di altro documento di identificazione e del permesso di soggiorno o di altro documento attestante la regolare presenza nel territorio dello Stato, è configurabile esclusivamente nei confronti degli stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato, con conseguente “abolitio criminis” per la condotta degli stranieri in posizione irregolare.

(Pertanto, nel caso di specie, l’imputato, accertato il suo stato di clandestinità, è stato assolto perché il fatto non sussiste in quanto quest’ultimo è stato rintracciato dopo la modifica della norma suddetta).

Tribunale Firenze sez. I, 20/04/2012, n.2149

Mancata esibizione del passaporto senza giustificato motivo

Va rimessa alle sezioni unite la questione relativa all’applicabilità (anche) allo straniero extracomunitario, irregolarmente presente nel territorio dello Stato, del reato previsto dall’art. 6 comma 3 d.lg. 25 luglio 1998 n. 286 (come modificato dall’art. 1 comma 22 lett. h) l. 15 luglio 2009 n. 94), relativo alla mancata esibizione, senza giustificato motivo, a richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza, del passaporto o di altro documento di identificazione.

Cassazione penale sez. I, 11/11/2010, n.42318

Cittadino extracomunitario provvisoriamente sprovvisto del passaporto

Non integra il reato di omessa, ingiustificata esibizione, del passaporto o di altro documento identificativo il fatto che il cittadino extracomunitario sia provvisoriamente sprovvisto del documento, ma la sua identificazione risulti possibile grazie alla trasmissione via fax del proprio permesso di soggiorno, nell’immediatezza del controllo effettuato dagli ufficiali o agenti di p.s.

Cassazione penale sez. I, 11/03/2010, n.12511

Obbligo di esibire una carta d’identità o un passaporto validi per provare la cittadinanza

In virtù dell’art. 4, n. 2, comma 3, della direttiva del Consiglio 21 maggio 1973, n. 73/148/Cee, relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei cittadini degli Stati membri all’interno della Comunità in materia di stabilimento e di prestazione di servizi, il riconoscimento da parte di uno Stato membro del diritto di soggiorno ad un destinatario di servizi cittadino di un altro Stato membro non può essere subordinato all’esibizione da parte di tale cittadino di una carta d’identità o di un passaporto validi qualora la prova della sua identità e della sua cittadinanza possa essere fornita, senza alcun equivoco, con altri mezzi.

Inoltre, l’art. 49 del trattato Ce osta a che i cittadini degli Stati membri siano soggetti in un altro Stato membro all’obbligo di esibire una carta d’identità o un passaporto validi al fine di provare la loro cittadinanza, mentre detto Stato membro non impone in generale ai propri cittadini un obbligo di fornire le generalità, consentendo loro di provare la loro identità con ogni mezzo consentito dal diritto nazionale.

Ne consegue che un provvedimento di custodia cautelare di un cittadino di un altro Stato membro, finalizzato alla sua espulsione, adottato per la mancata esibizione di una carta d’identità o di un passaporto validi, pur in mancanza di una minaccia per l’ordine pubblico, costituisce un ostacolo ingiustificato alla libera prestazione dei servizi e, quindi, una violazione dell’art. 49 del trattato Ce.

Corte giustizia UE sez. I, 17/02/2005, n.215

Condotta dello straniero

A seguito della previsione dello specifico reato di ingresso o soggiorno illegale nel territorio dello Stato e della modifica della norma contenuta nel terzo comma dell’art. 6 d.lg. 25 luglio 1998 n. 286 (che, originariamente, puniva la condotta dello straniero che, a richiesta degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza, non ottemperava, senza giustificato motivo, all’ordine di esibizione del passaporto o di altro documento di identificazione, ovvero del permesso di soggiorno o di altro documento attestante la regolare presenza nel territorio dello Stato, mentre oggi, all’esito della modifica introdotta ex l. n. 94 del 2009, incrimina la condotta dello straniero che, a richiesta degli ufficiali e agenti di p.s., non esibisca, senza giustificato motivo, il passaporto o altro documento di identificazione, e il permesso o la carta di soggiorno) deve ritenersi che soggetto attivo del reato di omessa esibizione, senza giustificato motivo, di documenti, sia solo lo straniero regolare, abilitato all’ingresso ed alla permanenza nel territorio nazionale.

Corte appello L’Aquila, 04/02/2010

Regolare presenza nel territorio dello Stato

Il reato di inottemperanza all’ordine di esibizione del passaporto o di altro documento identificativo nonché del permesso di soggiorno o di altro documento attestante la regolare presenza nel territorio dello Stato previsto all’art. 6, comma 3, d.lg. n. 286/1998, per effetto della modificazione ad opera dell’art. 1, comma 22, lett. h), l. n. 94/2009, che ha circoscritto i soggetti attivi del reato esclusivamente agli stranieri legittimamente soggiornanti nel territorio dello Stato, non può imputarsi allo straniero extracomunitario irregolare; tale abolitio criminis si applica anche alle condotte antecedenti l’entrata in vigore della novella legislativa, in base ai principi in materia di successione di leggi penali nel tempo, relativi all’applicazione della norma più favorevole al reo.

Tribunale La Spezia, 23/01/2015



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