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Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: ultime sentenze

26 Luglio 2022
Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: ultime sentenze

Redazione dell’inventario; determinazione, liquidazione e riscossione dell’imposta di successione; onere di preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

La redazione dell’inventario è un’attività distinta dalla dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Quali sono le conseguenze per la mancata redazione dell’inventario in caso di accettazione dell’eredità di figli minorenni? Leggi le ultime sentenze.

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario

In caso di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, l’articolo 493 del codice civile non consente all’erede beneficiato di disporre liberamente dei beni dell’asse, ma rimette al giudice la valutazione della convenienza di qualsiasi atto di alienazione o di straordinaria amministrazione, incidente sul patrimonio ereditario e non finalizzato alla sua conservazione e liquidazione, stante l’obbligo di amministrazione dei beni nell’interesse dei creditori e dei legatari. Anche gli atti dismissivi del patrimonio relitto vanno apprezzati in relazione alla effettiva rilevanza del bene dismesso e all’idoneità dell’atto a pregiudicare le ragioni creditorie.

Cassazione civile sez. II, 24/02/2022, n.6146

Responsabilità patrimoniale dell’erede per i debiti del defunto

L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario è pur sempre un’accettazione e come tale non determina, di per sé, il venir meno della responsabilità patrimoniale dell’erede per i debiti del defunto, né preclude al creditore di precostituirsi un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo) nei confronti di quest’ultimo per l’intero credito vantato nei confronti del de cuius, venendo in rilievo il beneficio dell’inventario – e quindi la responsabilità dell’erede – nei limiti del patrimonio del defunto, in sede di esecuzione del titolo.

Tribunale Milano sez. V, 21/02/2022, n.1517

Soggetto totalmente estromesso dall’eredità

La preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario – richiesta dall’articolo 564 del Cc per la proposizione dell’azione di riduzione delle donazioni e dei legati – non è richiesta per chi sia stato totalmente estromesso dall’eredità, neppure nel caso in cui abbia ricevuto beni dal “de cuius” a titolo di donazione, ovvero si sia impossessato, dopo la sua morte, di beni ereditari, potendo acquisire la qualità di erede soltanto a seguito del favorevole esercizio dell’azione di riduzione e del passaggio in giudicato della relativa sentenza. Ove pertanto impugni per simulazione un atto compiuto dal “de cuius”, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce, sia nella successione testamentaria che in quella “ab intestato”, in qualità di terzo e non in veste di erede, come tale, non è tenuto agli adempimenti prescritti dall’articolo 564 del Cc, né vi è tenuto quando agisca per far valere una simulazione assoluta o anche relativa, ma finalizzata a far accertare la nullità del negozio dissimulato.

Cassazione civile sez. II, 11/02/2022, n.4528

Legittimario che abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario

L’art. 564 co. 1 c.c. prevede, quale condizione per l’esercizio dell’azione di riduzione, che il legittimario abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario. Tuttavia, quando il legittimario sia stato totalmente pretermesso dal testatore, questa condizione non è richiesta, atteso che quest’ultimo non è chiamato alla successione per il solo fatto della morte del de cuius, potendo acquistare i suoi diritti solo dopo l’esperimento delle azioni di riduzione o di annullamento del testamento.

Con la conseguenza che la condizione della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, ex art. 564 co. 1 c.c., ai fini dell’esercizio dell’azione di riduzione, opera soltanto per il legittimario che abbia al contempo la qualità di erede, e non anche per il legittimario totalmente pretermesso dal testatore.

Tribunale Sciacca sez. I, 22/12/2021, n.500

Mancata o tardiva formazione dell’inventario

Una volta che la dichiarazione di accettazione dell’eredità abbia perduto i suoi effetti in conseguenza della mancata formazione dell’inventario nei termini stabiliti dalla legge, la persona giuridica, in mancanza di un’espressa disposizione normativa che ne preveda espressamente la perdita, conserva il diritto di accettare l’eredità. Tuttavia va precisato che, in base all’art. 473 c.c., l’accettazione dell’eredità da parte di una persona giuridica non può che avvenire con beneficio d’inventario per cui tale diritto viene meno qualora l’associazione non abbia accettato con tale modalità.

Corte appello Milano sez. II, 16/12/2021, n.3639

Redazione dell’inventario nei termini di legge

Il chiamato all’eredità che è nel possesso dei beni ereditari non può rinunciare all’eredità in maniera efficace nei confronti dei creditori ereditari se non compie l’inventario entro tre mesi dal giorno di apertura della successione o dal giorno del ricevimento della notizia del decesso del de cuius.

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, n.36080

Presunzione di evasione e onere della prova contraria gravante sull’erede del contribuente

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 12 comma 2, d.l. n. 78 del 2009, conv. in l. n. 102 del 2009, nella parte in cui pone a carico dell’erede del contribuente l’onere di fornire la prova contraria per superare la presunzione di evasione dal medesimo prevista, non sussistendo una violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost., in quanto si deve presumere che gli eredi siano nella disponibilità della documentazione del “de cuius” e siano in grado di difendere i loro diritti, né una violazione del principio di capacità contributiva ex art. 53 Cost., dal momento che, in conseguenza dell’accettazione dell’eredità senza beneficio d’inventario, si determina un aumento dei loro averi in proporzione ai beni facenti parte del compendio ereditario, con conseguente necessità del pagamento delle imposte in misura proporzionale all’incremento, secondo il principio di progressività.

Cassazione civile sez. trib., 23/06/2021, n.17928

Il possesso dei beni ereditari comporta l’accettazione tacita dell’eredità?

In tema di successioni “mortis causa”, l’immissione nel possesso dei beni ereditari non è di per sé sufficiente ad integrare l’accettazione tacita dell’eredità, poiché non presuppone la volontà di accettare; tuttavia se il chiamato nel possesso o compossesso anche di un solo bene ereditario non forma l’inventario nel termine di tre mesi decorrenti dal momento di inizio del possesso, viene considerato erede puro e semplice; tale onere condiziona, non solo, la facoltà di accettare con beneficio d’inventario, ma anche quella di rinunciare all’eredità in maniera efficace nei confronti dei creditori del de cuius.

Tribunale Roma sez. lav., 06/04/2021, n.3231

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: i debiti ereditari

A seguito dell’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, prescritta, a pena di inammissibilità dell’azione, dall’art. 564 c.c., l’erede beneficiato risponde dei debiti ereditari e dei legati non solo “intra vires hereditatis”, e cioè non oltre il valore dei beni a lui pervenuti a titolo di successione, ma altresì esclusivamente “cum viribus hereditatis”, con esclusione cioè della responsabilità patrimoniale in ordine a tutti gli altri suoi beni, che i creditori ereditari e i legatari non possono aggredire, sicchè già in fase antecedente l’esecuzione forzata è preclusa ogni misura anche cautelare sui beni propri dell’erede, vale a dire diversi da quelli a lui provenienti dalla successione.

Cassazione civile sez. II, 22/12/2020, n.29252

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: per chi vale?

Il legittimario pretermesso non è chiamato alla successione per il solo fatto della morte del de cuius, potendo acquistare i suoi diritti solo dopo l’esperimento delle azioni di riduzione o di annullamento del testamento. Ne consegue che la condizione della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, stabilita dal primo comma dell’art. 564 del codice civile per l’esercizio dell’azione di riduzione, vale soltanto per il legittimario che abbia in pari tempo la qualità di erede e non anche per il legittimario totalmente pretermesso dal testatore.

Tribunale Torino sez. II, 29/09/2020, n.3410

Accettazione eredità con beneficio d’inventario: vale per il legittimario pretermesso?

Il legittimario pretermesso non è chiamato alla successione per il solo fatto della morte del de cuius, potendo acquistare i suoi diritti solo dopo l’esperimento delle azioni di riduzione o di annullamento del testamento. Ne consegue che la condizione della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, stabilita dal primo comma dell’articolo 564 del codice civile per l’esercizio dell’azione di riduzione, vale soltanto per il legittimario che abbia in pari tempo la qualità di erede, e non anche per il legittimario totalmente pretermesso dal testatore. Ora una totale pretermissione del legittimario può aversi tanto nella successione testamentaria, quanto nella successione ab intestato e, precisamente: a) nella successione testamentaria, se il testatore ha disposto a titolo universale dell’intero asse a favore di altri, in base alla considerazione che, a norma dell’articolo 457, comma 2, c.c. questi non è chiamato all’eredità fino a quando l’istituzione testamentaria di erede non venga ridotta nei suoi confronti; b) nella successione ab intestato, qualora il de cuius si sia spogliato in vita dell’intero suo patrimonio con atti di donazione, sul rilievo che, per l’assenza di beni relitti, il legittimario viene a trovarsi nella necessità di esperire l’azione di riduzione a tutela della situazione di diritto sostanziale che la legge gli riconosce.

Cassazione civile sez. II, 19/11/2019, n.30079

L’eredità devoluta a un minorenne

L’eredità devoluta a un minorenne può essere accettata, per il tramite del suo rappresentante legale, solo con il beneficio d’inventario. È pertanto nulla l’accettazione dell’eredità che il minorenne faccia, sempre per mezzo del suo legale rappresentante, sia in forma tacita sia in forma espressa senza il beneficio d’inventario. A precisarlo è la Cassazione che fornisce la corretta interpretazione dell’articolo 489 cod. civ., affermando che la qualità di erede in capo al minorenne si concreta per effetto della sola accettazione beneficiata, mentre, se l’accettazione dell’eredità non sia effettuata con il beneficio d’inventario, essa è nulla e improduttiva di effetti.

Cassazione civile sez. II, 05/06/2019, n.15267

L’eredità devoluta alle persone giuridiche

L’accettazione dell’eredità devoluta alle persone giuridiche diverse dalla società non può che farsi se non con il beneficio di inventario. Tuttavia dette persone giuridiche conservano il diritto di accettare l’eredità anche quando la dichiarazione di accettazione abbia perduto i suoi effetti in conseguenza della mancata formazione dell’inventario nei termini stabiliti dalla legge.

Cassazione civile sez. II, 27/05/2019, n.14442

Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: imposta di successione 

Ai fini della determinazione dell’imposta di successione, l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario non implica alcuna deducibilità delle passività diversa da quella ordinaria prevista per l’accettazione pura e semplice dagli artt. 20 e ss. del d.lgs. n. 346 del 1990, ma assume rilevanza solo nel momento della riscossione dell’imposta la quale, ai sensi dell’art. 36, comma 2, del detto decreto, è contenuta nel limite del valore della quota ereditaria al fine di ridurre il sacrificio economico dell’erede entro l’ambito dell’effettivo arricchimento dello stesso.

Cassazione civile sez. trib., 19/12/2018, n.32828

Accettazione dell’eredità di figli minorenni

Qualora il genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio minore, chiamato all’eredità, faccia l’accettazione prescritta dall’articolo 471 del codice civile da cui deriva l’acquisto da parte del minore della qualità di erede, ma non compia l’inventario, necessario per poter usufruire della limitazione della responsabilità, e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l’eredità resta acquisita da quest’ultimo, che però è considerato erede puro e semplice, mentre il mancato perfezionamento della procedura di accettazione beneficiata mantiene il minore nella qualità di chiamato, sicché una volta divenuto maggiorenne, potrà valutare se conservare o meno il beneficio ovvero rinunciare all’eredità.

Cassazione civile sez. II, 16/11/2018, n.29665

Redazione dell’inventario

Il compito di redigere l’inventario è un’attività autonoma e distinta dalla dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario e non può ritenersi compresa nell’incarico affidato al professionista, se non vi è una specifica menzione. Il professionista è però tenuto a informare il cliente sulla procedura da adottare per arrivare alla formazione dell’inventario, prospettando la possibilità di presentare direttamente ricorso al giudice oppure della possibilità di dargli specifico incarico di presentarlo.

Ad affermarlo è la Cassazione che respinge il ricorso dei clienti che chiedevano al professionista il risarcimento dei danni per aver ricevuto, a un anno e mezzo dall’atto con il quale avevano accettato l’eredità con beneficio di inventario, un precetto con il quale la banca chiedeva loro in qualità di eredi puri e semplici, oltre 470mila euro. Per la Corte la redazione dell’inventario è una prestazione autonoma, ma i clienti avrebbero potuto contestare la mancata informazione.

Cassazione civile sez. III, 19/07/2018, n.19219

Pagamento dei debiti ereditari

In tema di eredità beneficiata, ove la parte si sia costituita in giudizio come erede accettante con beneficio di inventario e tale qualità non sia stata contestata, le conseguenze della sua soccombenza, anche in relazione alle spese giudiziali, sono a essa riferibili nella qualità suddetta, indipendentemente da una espressa statuizione sul punto. Quella parte, pertanto, non sarà tenuta oltre il pagamento dei beni ereditari a lei pervenuti, e ciò sia quanto alla efficacia della decisione tra le parti, che ai fini delle eventuali attività relative alle successive vicende della eredità beneficiata.

Cassazione civile sez. I, 20/06/2018, n.16198

La limitazione della responsabilità dell’erede

La limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti ereditari, derivante dall’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, è opponibile a qualsiasi creditore, ivi compreso l’erario, che, di conseguenza, pur potendo procedere alla notifica dell’avviso di liquidazione nei confronti dell’erede, non può esigere il pagamento dell’imposta di successione, sino a quando non venga chiusa la procedura di liquidazione dell’eredità e sempre che sussista un residuo attivo in favore dell’erede. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato l’illegittimità della cartella di pagamento, notificata quando la procedura di liquidazione dei debiti ereditari non era ancora conclusa).

Cassazione civile sez. trib., 11/05/2018, n.11458

Dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: effetti

La dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario – mediante la quale si realizza la separazione del patrimonio del defunto e la restrizione della responsabilità dell’erede intra vires hereditatis – è pur sempre dichiarazione di volere accettare l’eredità, sicché l’erede beneficiato acquista i diritti caduti nella successione e diventa soggetto passivo delle relative obbligazioni.

Tribunale Pisa, 22/03/2018, n.272

Responsabilità dell’erede per i debiti del defunto

Allorché al momento della formazione del titolo esecutivo giudiziale nei confronti dell’erede, per un debito del “de cuius”, non fossero ancora decorsi i termini per il compimento dell’inventario da parte del chiamato all’eredità, il quale abbia dichiarato di accettare con beneficio, la limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti entro il valore dei beni a lui pervenuti, ex art. 490 c.c., in quanto effetto del beneficio medesimo subordinato per legge alla preesistenza o alla tempestiva sopravvenienza dell’inventario stesso, può essere utilmente eccepita dinanzi al giudice dell’esecuzione ed a quello dell’opposizione, trattandosi di fatto successivo alla definitività del titolo.

Cassazione civile sez. II, 12/04/2018, n.9099



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