L’esperto | Articoli

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: ultime sentenze

6 Luglio 2019
Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: ultime sentenze

Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario; compito di redigere l’inventario; determinazione dell’imposta di successione; liquidazione e riscossione dell’imposta; onere di preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

La redazione dell’inventario è un’attività distinta dalla dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Quali sono le conseguenze per la mancata redazione dell’inventario in caso di accettazione dell’eredità di figli minorenni? Leggi le ultime sentenze.

Diritto di rinunciare all’eredità al compimento della maggiore età

L’art. 489 c.c., non attribuisce al minore, il cui legale rappresentante non abbia rinunciato a suo nome all’eredità, il diritto di rinunciarvi al compimento della maggiore età, ma soltanto la facoltà di redigere l’inventario nel termine di un anno dal compimento della maggiore età, in guisa da garantire la sua responsabilità intra vires hereditatis.

Cassazione civile sez. II, 05/06/2019, n.15267

L’eredità devoluta alle persone giuridiche

L’accettazione dell’eredità devoluta alle persone giuridiche diverse dalla società non può che farsi se non con il beneficio di inventario. Tuttavia dette persone giuridiche conservano il diritto di accettare l’eredità anche quando la dichiarazione di accettazione abbia perduto i suoi effetti in conseguenza della mancata formazione dell’inventario nei termini stabiliti dalla legge.

Cassazione civile sez. II, 27/05/2019, n.14442

Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: imposta di successione 

Ai fini della determinazione dell’imposta di successione, l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario non implica alcuna deducibilità delle passività diversa da quella ordinaria prevista per l’accettazione pura e semplice dagli artt. 20 e ss. del d.lgs. n. 346 del 1990, ma assume rilevanza solo nel momento della riscossione dell’imposta la quale, ai sensi dell’art. 36, comma 2, del detto decreto, è contenuta nel limite del valore della quota ereditaria al fine di ridurre il sacrificio economico dell’erede entro l’ambito dell’effettivo arricchimento dello stesso.

Cassazione civile sez. trib., 19/12/2018, n.32828

Accettazione dell’eredità di figli minorenni

Qualora il genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio minore, chiamato all’eredità, faccia l’accettazione prescritta dall’articolo 471 del codice civile da cui deriva l’acquisto da parte del minore della qualità di erede, ma non compia l’inventario, necessario per poter usufruire della limitazione della responsabilità, e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l’eredità resta acquisita da quest’ultimo, che però è considerato erede puro e semplice, mentre il mancato perfezionamento della procedura di accettazione beneficiata mantiene il minore nella qualità di chiamato, sicché una volta divenuto maggiorenne, potrà valutare se conservare o meno il beneficio ovvero rinunciare all’eredità.

Cassazione civile sez. II, 16/11/2018, n.29665

Redazione dell’inventario

Il compito di redigere l’inventario è un’attività autonoma e distinta dalla dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario e non può ritenersi compresa nell’incarico affidato al professionista, se non vi è una specifica menzione. Il professionista è però tenuto a informare il cliente sulla procedura da adottare per arrivare alla formazione dell’inventario, prospettando la possibilità di presentare direttamente ricorso al giudice oppure della possibilità di dargli specifico incarico di presentarlo.

Ad affermarlo è la Cassazione che respinge il ricorso dei clienti che chiedevano al professionista il risarcimento dei danni per aver ricevuto, a un anno e mezzo dall’atto con il quale avevano accettato l’eredità con beneficio di inventario, un precetto con il quale la banca chiedeva loro in qualità di eredi puri e semplici, oltre 470mila euro. Per la Corte la redazione dell’inventario è una prestazione autonoma, ma i clienti avrebbero potuto contestare la mancata informazione.

Cassazione civile sez. III, 19/07/2018, n.19219

Pagamento dei debiti ereditari

In tema di eredità beneficiata, ove la parte si sia costituita in giudizio come erede accettante con beneficio di inventario e tale qualità non sia stata contestata, le conseguenze della sua soccombenza, anche in relazione alle spese giudiziali, sono a essa riferibili nella qualità suddetta, indipendentemente da una espressa statuizione sul punto. Quella parte, pertanto, non sarà tenuta oltre il pagamento dei beni ereditari a lei pervenuti, e ciò sia quanto alla efficacia della decisione tra le parti, che ai fini delle eventuali attività relative alle successive vicende della eredità beneficiata.

Cassazione civile sez. I, 20/06/2018, n.16198

La limitazione della responsabilità dell’erede

La limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti ereditari, derivante dall’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, è opponibile a qualsiasi creditore, ivi compreso l’erario, che, di conseguenza, pur potendo procedere alla notifica dell’avviso di liquidazione nei confronti dell’erede, non può esigere il pagamento dell’imposta di successione, sino a quando non venga chiusa la procedura di liquidazione dell’eredità e sempre che sussista un residuo attivo in favore dell’erede. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato l’illegittimità della cartella di pagamento, notificata quando la procedura di liquidazione dei debiti ereditari non era ancora conclusa).

Cassazione civile sez. trib., 11/05/2018, n.11458

Reintegrazione della quota di legittima

Il legittimario totalmente pretermesso dall’eredità che, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, impugna per simulazione un atto compiuto dal “de cuius”, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede – condizione che acquista solo in conseguenza del positivo esercizio dell’azione di riduzione – e, come tale ed al pari dell’erede che proponga un’azione di simulazione assoluta ovvero relativa, ma finalizzata a far valere la nullità del negozio dissimulato, non è tenuto alla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio di inventario; diversamente ove il legittimario sia anche erede e proponga un’azione di simulazione relativa, ma volta a far valere la validità del negozio dissimulato, tale domanda deve ritenersi proposta esclusivamente in funzione dell’azione di riduzione e postula, quale condizione per la propria ammissibilità, la previa accettazione beneficiata.

Cassazione civile sez. II, 22/08/2018, n.20971

Dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: effetti

La dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario – mediante la quale si realizza la separazione del patrimonio del defunto e la restrizione della responsabilità dell’erede intra vires hereditatis – è pur sempre dichiarazione di volere accettare l’eredità, sicché l’erede beneficiato acquista i diritti caduti nella successione e diventa soggetto passivo delle relative obbligazioni.

Tribunale Pisa, 22/03/2018, n.272

Pagamento di oneri condominiali e dichiarazione di accettazione dell’eredità

La dichiarazione di accettare l’eredità – fatta in modo espresso o tacito, puramente e semplicemente o con beneficio d’inventario – costituisce un atto puro e irrevocabile, per cui un’eventuale successiva rinuncia alla medesima eredità deve considerarsi radicalmente inefficace. (Fattispecie relativa a procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo per pagamento di oneri condominiali, nel quale il giudicante ha ritenuto – sulla scorta del suddetto principio – che nessun effetto potesse essere attribuito alla rinuncia all’eredità degli opponenti, attesa la precedente accettazione ed il conseguente acquisto della qualità di eredi, con conseguente subentro nella titolarità delle obbligazioni relative al pagamento delle spese condominiali ex art. 1123 c.c.).

Tribunale Bologna sez. III, 27/03/2018, n.984

Opposizione al titolo esecutivo

Allorché al momento della formazione del titolo esecutivo giudiziale nei confronti dell’erede, per un debito del “de cuius”, non fossero ancora decorsi i termini per il compimento dell’inventario da parte del chiamato all’eredità, il quale abbia dichiarato di accettare con beneficio, la limitazione della responsabilità dell’erede per i debiti entro il valore dei beni a lui pervenuti, ex art. 490 c.c., in quanto effetto del beneficio medesimo subordinato per legge alla preesistenza o alla tempestiva sopravvenienza dell’inventario stesso, può essere utilmente eccepita dinanzi al giudice dell’esecuzione ed a quello dell’opposizione, trattandosi di fatto successivo alla definitività del titolo.

Cassazione civile sez. II, 12/04/2018, n.9099



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube