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Revoca della rinuncia all’eredità: ultime sentenze

6 Luglio 2019
Revoca della rinuncia all’eredità: ultime sentenze

Successione mortis causa; debiti di imposta del de cuius; rinuncia all’eredità; pretesa erariale nei confronti dei chiamati che hanno rinunciato all’eredità; revocabilità della rinuncia e diritto di accettazione dell’eredità fino alla prescrizione; erede in possesso dei beni ereditari; rinuncia oltre il termine di legge.

La rinuncia all’eredità dopo la scadenza del termine per effettuare l’inventario è efficace? In quali casi la rinuncia all’eredità non si può revocare? La rinuncia all’eredità non può essere revocata qualora il chiamato abbia accettato l’eredità assumendo il titolo di erede nella denuncia di successione. Leggi le ultime sentenze sulla revoca della rinuncia all’eredità.

Dichiarazione di revoca della rinuncia all’eredità

In tema di imposta sulle successioni, la presentazione, da parte del contribuente, della denuncia di successione, quando ormai è prescritto il credito del fisco, costituisce, ove non sia sollevata eccezione di prescrizione, comportamento obbiettivamente incompatibile con la volontà di avvalersi della causa estintiva della pretesa fiscale, derivandone l’inequivoca volontà di rinunziare alla prescrizione già maturata e di considerare come tuttora esistente ed azionabile quel diritto che si era, invece, estinto.(Fattispecie nella quale, da un lato, il “dies a quo” per il computo della prescrizione è stato individuato nella data di presentazione di dichiarazione di revoca della rinuncia all’eredità e, dall’altro, la successiva denuncia di successione è stata considerata tacita rinuncia alla prescrizione).

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2016, n.24927

Rinuncia all’eredità: quando è inefficace?

La rinuncia all’eredità, posta in essere dopo la scadenza del termine di cui all’art. 485 c.c. dal chiamato all’eredità che si trovi nel possesso dei beni ereditari, non è in alcun caso configurabile come rinuncia ad effetti traslativi, atteso che alla scadenza del termine per l’effettuazione dell’inventario il chiamato all’eredità è considerato erede puro e semplice, con la conseguente inefficacia della rinuncia.

Pertanto, nel giudizio promosso o proseguito nei confronti dell’erede del de cuius debitore, in possesso dei beni ereditari, che abbia eccepito l’avvenuta rinuncia all’eredità, il creditore non deve proporre alcuna domanda volta all’accertamento dell’inefficacia di detta rinuncia.

Cassazione civile sez. II, 10/03/2017, n.6275

Revoca della rinuncia all’eredità: inefficace per colpa grave dell’acquirente

L’espresso richiamo nel contratto di compravendita della dichiarazione di successione evidenzia la mancanza di ordinaria diligenza da parte dell’acquirente che l’accettazione da parte della dante causa della venditrice si riferiva all’intero compendio ereditario del defunto padre.

Dunque l’acquirente con ordinaria diligenza avrebbe dovuto escludere il diritto della dante causa a revocare la rinuncia all’eredità (art. 525 c.c.) e quindi e ad alienare la nuda proprietà al nipote che poi l’ha trasferita alla appellante. Non avendolo fatto è incorsa in negligenza colpevole con conseguente esclusione dell’applicabilità in suo favore dell’art. 534 c.c.

Corte appello Firenze sez. I, 16/02/2017, n.367

Sopravvenuta accettazione dell’eredità da parte del rinunciante

La revoca della rinuncia all’eredità, di cui all’art. 525 c.c., non costituisce, anche sotto il profilo formale, un atto o negozio giuridico autonomo, bensì l’effetto della sopravvenuta accettazione dell’eredità medesima da parte del rinunciante, il cui verificarsi, pertanto, va dedotto dal mero riscontro della validità ed operatività di tale successiva accettazione, sia essa espressa o tacita.

Cassazione civile sez. II, 02/08/2011, n.16913

Chiamato all’eredità

Il chiamato all’eredità, che vi abbia inizialmente rinunciato, può, ex art. 525 c.c., successivamente accettarla (in tal modo revocando implicitamente la precedente rinuncia) in forza dell’originaria delazione – e sempre che questa non sia venuta meno in conseguenza dell’acquisto compiuto da altro chiamato – ma non anche in forza di un accordo concluso tra il rinunziante ed i soggetti acquirenti dell’eredità, dovendo, in tal caso, escludersi ogni possibilità di revoca della precedente rinuncia per effetto del carattere indisponibile della delazione che, una volta venuta meno, non può efficacemente rivivere per volontà dei privati.

Tribunale Tivoli, 11/01/2011

Rinunzia all’eredità: è un atto irrevocabile e definitivo?

I chiamati all’eredità i quali vi abbiano rinunciato ai sensi dell’art. 519 c.c. non possono essere considerati eredi e, per l’effetto, non sono responsabili del debito d’imposta del “de cuius”, a nulla rilevando che, ai sensi dell’art. 525 c.c., la rinunzia all’eredità non sarebbe atto irrevocabile e definitivo in quanto essi possono sempre accettare l’eredità fino a quando il diritto di accettazione non risulta prescritto.

Comm. trib. prov.le Reggio Emilia sez. I, 21/12/2009, n.226

Facoltà del creditore di accettare l’eredità

L’attore che ha documentato come il proprio debitore abbia rinunciato all’eredità devolutagli e che il convenuto non ha beni idonei a soddisfare il debito – ad esempio attraverso la produzione di una ispezione presso la Conservatoria dei RR.II. negativa – non avendo il convenuto fornito elementi in senso contrario, soddisfa le condizioni dell’art. 524 c.c., atteso che tale norma non richiede la frode del debitore, né è impedita dall’acquisto della quota del rinunciante da parte di altri chiamati, non comportando la facoltà concessa al creditore di accettare l’eredità in luogo del debitore la revoca della rinuncia, ma solo la possibilità di sottoporre ad espropriazione i beni ereditari nei limiti della quota spettante al debitore rinunciante.

Tribunale Padova, 02/05/2007, n.1043

Rinuncia all’eredità dopo l’accettazione

La rinuncia all’eredità intervenuta dopo l’accettazione è inefficace poiché l’accettazione dell’eredità costituisce atto irrevocabile. In tal senso concordano dottrina e giurisprudenza osservando che “ciò non è detto espressamente nel codice, ma lo si desume dalla tradizione storica, dal concetto stesso di eredità e dall’insieme del nostro sistema giuridico.

Se infatti è insito nell’hereditas la continuazione dell’erede nella personalità giuridica del de cuius, non può ammettersi che in questa continuazione vi possano essere interruzioni o discontinuità: ed è proprio in virtù di ciò che l’art. 549 c.c. riconosce l’efficacia retroattiva dell’accettazione, col prescrivere espressamente che il suo effetto risale al momento nel quale si è aperta la successione.

Se la legge si preoccupa di prescrivere i casi tassativi nei quali – a seguito di impugnativa – l’accettazione può venir meno, non è consentito ad essi aggiungerne altri che il legislatore si è astenuto dal prevedere”. Tale effetto si verifica anche se l’accettazione sia stata fatta con beneficio di inventario.

Tribunale Padova, 15/12/2004, n.3284

Rinuncia all’eredità: quando non può essere revocata?

La rinuncia all’eredità non può essere revocata quando l’ulteriore chiamato abbia espressamente accettato l’eredità assumendo il titolo di erede nella denunzia di successione.

Tribunale Spoleto, 25/09/1996

Revoca dell’eredità giacente

Il chiamato all’eredità che abbia accettato con beneficio d’inventario assume la qualità di erede, per cui non è ammessa da parte sua rinuncia all’eredità, non avendo al riguardo rilevanza alcuna la mancata notificazione o comunicazione allo stesso del provvedimento di revoca dell’eredità giacente.

Tribunale Lecco, 19/03/1996

Revoca della rinuncia all’eredità

La revoca della rinuncia all’eredità, di cui all’art. 525 c.c., non costituisca, anche sotto il profilo formale, un atto o negozio giuridico autonomo, bensì l’effetto della sopravvenuta accettazione dell’eredità medesima da parte del rinunciante, il cui verificarsi, pertanto, va dedotto dal mero riscontro della validità ed operatività di tale successiva accettazione, sia essa espressa o tacita (art. 474 e ss. c.c.).

Cassazione civile sez. II, 08/06/1984, n.3457



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