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Contratto di agenzia: ultime sentenze

25 Marzo 2021
Contratto di agenzia: ultime sentenze

Procacciatore d’affari: autonomia organizzativa e operativa dell’agente; provvigioni; erogazione di compensi di rilevante entità; indennità di fine rapporto.

Attività di vendita del professionista

Qualora, nell’attività di vendita del professionista, vi sia l’interposizione di soggetti terzi, il canone della diligenza richiesta comporta che sia necessario monitorare il comportamento dell’attività dei singoli agenti, al fine di evitare che il ricorso al contratto di agenzia possa consentire una facile esimente da responsabilità per le condotte non riconducibili al fatto proprio.

Consiglio di Stato sez. VI, 22/01/2021, n.665

Mancata conclusione degli affari e provvigioni

Le provvigioni relative agli affari dal conclusi dall’agente, non liquidate dalla preponente per asserito esito negativo delle vendite, sono invece dovute qualora la mancata conclusione dei relativi affari non sia imputabile all’agente (trattandosi nella specie di resi e note di credito derivati dalle contestazioni su difetti del prodotto o ritardi nella consegna).

In altri termini, il dato negativo per l’azienda preponente non trova la sua genesi in errori nella redazione degli ordini, oppure nell’autorizzazione ai resi ed ai rimborsi, ma nel vizio di produzione o nel disguido organizzativo verificatosi in fase di consegna. Di conseguenza, non essendo imputabile alcuna mancanza all’agente, a lui spetterà la relativa provvigione.

Corte appello Ancona sez. lav., 22/12/2020, n.282

Contratto di agenzia: modifica delle clausole contrattuali

Il contratto di agenzia dà luogo a un rapporto di durata e le parti possono prevedere la possibilità di modificare le clausole contrattuali allo scopo di meglio adeguare il rapporto in relazione alle esigenze delle parti, così come si sono modificate durante il decorso del tempo. È necessario tuttavia che il potere unilaterale di modifica così concesso abbia dei limiti in modo da non escludere la forza vincolante dei contratto nei confronti di una delle parti contraenti; ed è anche necessario che il potere così delimitato sia esercitato dal titolare con l’osservanza dei principi di correttezza e di buona fede.

Tribunale Parma sez. lav., 15/12/2020, n.124

Agenzia: valida la clausola che prevede la facoltà di recesso

Nel contratto di agenzia le parti possono inserire un patto di prova, al fine di valutare reciprocamente la convenienza di rendere stabile ovvero di risolvere il vincolo contrattuale, subordinando la definitività del rapporto al mancato esercizio della facoltà di recesso entro il periodo di tempo all’uopo prestabilito. Tale patto è pienamente valido – purché (secondo l’accertamento del giudice del merito) il periodo destinato alla effettuazione dell’esperimento sia limitato al tempo necessario e sufficiente per consentire alle parti di compiere l’anzidetta valutazione – e la relativa clausola, che preveda a favore di entrambe le parti la facoltà di recedere dal contratto senza l’obbligo di preavviso o di pagamento dell’indennità sostitutiva, non ha carattere vessatorio e non richiede pertanto specifica approvazione per iscritto, anche se risulti inserita nelle condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti.

Tribunale Milano sez. XI, 01/12/2020, n.7823

Contratto di agenzia: contenuto e caratteri

Il contratto di agenzia, secondo la nozione normativa di cui all’art. 1742 c.c., ha ad oggetto la promozione della conclusione di contratti per conto del preponente in una zona determinata e con caratteristiche di stabilità; di conseguenza la disciplina del contratto di agenzia trova applicazione solo quando risulti accertato che, in concreto, l’attività di promozione abbia carattere principale e prevalente rispetto alle altre prestazioni e sempre che ne ricorrano tutti gli elementi essenziali quali la stabilità e l’autonomia organizzativa e operativa dell’agente.

Tribunale Milano sez. XI, 26/02/2019, n.1912

Contratto di agenzia e contratto del procacciatore d’affari: quali differenze?

Se risulta compatibile con un rapporto di agenzia una esiguità dei compensi erogati in favore del lavoratore, non appare compatibile l’erogazione di compensi di rilevante entità in conseguenza di un’attività posta in essere in maniera continuativa con il rapporto di procacciamento di affari che per sua natura deve essere sempre episodico e occasionale.

Ciò posto, la durata pluriennale della prestazione; la retribuzione in forma provvigionale al buon fine dell’affare; l’elevata entità dei volumi provvigionali prodotti, l’emissione di fatture provvigionali riferite ad una serie di affari e non a singoli affari occasionali; l’emissione di fatture consecutive o con cadenza trimestrale sono elementi che dimostrano inequivocabilmente la stabilità dell’attività svolta dal collaboratore e inducono a escludere il carattere meramente occasionale ed episodico tipico dell’attività del procacciatore.

Tribunale Roma sez. lav., 14/03/2019, n.2569

Contratto di agenzia concluso prima del D. Lgs 303/91

Poiché per il contratto di agenzia concluso in data antecedente al d.lgs. n. 303 del 1991 non è richiesta la forma scritta né “ad probationem” né “ad substantiam”, il giudice di merito, ove ricorrano le condizioni di cui all’art. 2723 c.c., può ammettere la prova per testimoni in ordine a fatti successivamente intervenuti a modificazione delle originarie clausole del contratto scritto.

Cassazione civile sez. II, 28/02/2019, n.6021

Contratto di agenzia: dimissioni per giusta causa

Nel rapporto di agenzia, la regola dettata dall’art. 2119 c.c. deve essere applicata tenendo conto della diversa natura del rapporto rispetto a quello di lavoro subordinato nonché della diversa capacità di resistenza che le parti possono avere nell’economia complessiva dello stesso; in tale ambito, il giudizio circa la sussistenza di una giusta causa di recesso deve essere compiuto dal giudice di merito, tenendo conto delle complessive dimensioni economiche del contratto e dell’incidenza dell’inadempimento sull’equilibrio contrattuale, assumendo rilievo, in proposito, solo la sussistenza di un inadempimento colpevole e di non scarsa importanza che leda in misura considerevole l’interesse dell’agente, tanto da non consentire la prosecuzione, “anche provvisoria”, del rapporto.

Tribunale Milano sez. lav., 23/01/2019, n.3247

Indennità suppletiva di clientela: a chi è dovuta?

In tema di contratto di agenzia, l’indennità suppletiva di clientela ha origine e disciplina esclusivamente collettiva, essendo stata introdotta dalla contrattazione collettiva (AEC 18 dicembre 1974) e conservata negli accordi successivi, tutti con natura ed efficacia meramente negoziale. Essa, pertanto, è dovuta solo agli agenti il cui rapporto sia regolato, direttamente o per relationem, da detti accordi”.

Tribunale Catania sez. lav., 16/01/2019, n.141

Procacciamento d’affari

Al rapporto di procacciamento d’affari possono applicarsi in via analogica solo le disposizioni relative al contratto di agenzia (come le provvigioni) che non presuppongono un carattere stabile e predeterminato del rapporto e non anche quelle – di legge o di contratto – che lo presuppongono. In sostanza, mentre la prestazione dell’agente è stabile, avendo egli l’obbligo di svolgere l’attività di promozione dei contratti per il preponente, la prestazione del procacciatore è occasionale, nel senso che dipende esclusivamente dalla sua iniziativa.

Corte appello Roma sez. lav., 11/01/2019, n.33

Contratto di agenzia con deposito: cosa prevede?

In tema di contratto di agenzia con deposito, se il contratto prevede che l’agente si faccia carico anche di attività di riscossione, si presume che il compenso per tale attività sia stato già compreso nella provvigione pattuita; analogamente, il compenso per attività accessorie di c.d.visual rimerchandising, svolte da un collaboratore dell’agente, dallo stesso remunerato,  che consiste nello specifico compito di promozione della merce, mediante la propria organizzazione, non può costituire titolo per avanzare ulteriori pretese rispetto a quelle remunerate mediante la provvigione.

Tribunale Parma, 07/01/2019, n.29

Contratto di agenzia: indennità di fine rapporto

In materia di contratto di agenzia, il diritto dell’agente di ricevere dal preponente le informazioni previste dall’art. 1749 c.c. può essere fatto valere in giudizio in via autonoma, a prescindere dall’azione giudiziale con cui si facciano valere i diritti patrimoniali cui esso è strumentale, restando viceversa assorbito dalle regole sull’istruzione probatoria quando tale azione sia già iniziata.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, con cui era stata respinta la richiesta di un agente che, avendo agito per le provvigioni e l’indennità di fine rapporto, pretendeva ex art. 1749 c.c. informazioni sul rapporto sulla base di una generica deduzione dell’inadempimento del preponente).

Cassazione civile sez. lav., 10/08/2018, n.20707

Omessa contestazione degli estratti conto provvigionali

In tema di rapporto di agenzia, deve escludersi che l’omessa contestazione degli estratti conto provvigionali comporti una approvazione tacita di modifiche unilaterali apportate, con riguardo a condizioni economiche per alcuni specifici affari, dal preponente e, di conseguenza, una rinuncia dell’agente a maggiori compensi provvigionali, posto che la rinuncia tacita ad un diritto può desumersi soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco la sua effettiva e definitiva volontà abdicativa.

Cassazione civile sez. lav., 10/05/2019, n.12544

Patti aggiuntivi o modificativi del contratto: forma scritta ad probationem

In forza dell’art. 1742, i patti aggiuntivi o modificativi del contratto di agenzia tra le parti, devono rivestire forma scritta ad probationem, e non sono provabili mediante testi.

Tribunale Bologna sez. lav., 11/04/2019, n.201



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1 Commento

  1. L’agente può essere monomandatario o plurimandatario. Nel primo caso lavora solo per un preponente ed ha dunque un rapporto esclusivo con l’azienda. Nel secondo caso, invece, può lavorare anche per altre aziende.

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