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Divieto sosta: ultime sentenze

20 Maggio 2021
Divieto sosta: ultime sentenze

Titolari del contrassegno disabili; zone delimitate dalle strisce blu; divieto assoluto di OSP; occupazioni di suolo pubblico; discrezionalità della Pubblica Amministrazione; violazione della sosta limitata o regolamentata; trattamenti sanzionatori.

E’ gratuita la sosta di un veicolo al servizio del titolare di un contrassegno per disabili? E’ legittimo il provvedimento amministrativo che impone il divieto di sosta anche in assenza di indicazioni dietro il segnale? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Auto in divieto di sosta davanti al garage

Al fine della sussistenza dell’attenuante della provocazione, sebbene non occorra una vera e propria proporzione tra offesa e reazione, è comunque necessario che la risposta sia adeguata alla gravità del fatto ingiusto, in quanto avvinta allo stesso da un nesso causale, che deve escludersi in presenza di un’evidente sproporzione (esclusa l’attenuante per la condotta dell’imputato che aveva aggredito con una spranga, causando lesioni, il proprietario di una vettura che aveva parcheggiato davanti al suo box).

Cassazione penale sez. V, 19/03/2019, n.15775

Violazione del divieto di sosta

L’infrazione di una norma sulla circolazione stradale, pur potendo importare responsabilità ad altro titolo, non può di per sé dar luogo a responsabilità civile per un evento dannoso che non sia con essa in rapporto di causa ed effetto.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva escluso la responsabilità del Comune e della Regione peri i danni conseguenti alla caduta in acqua di una vettura, durante una manovra su banchina portuale priva del segnale di pericolo, in ragione della violazione da parte del conducente di un divieto di sosta, e non di transito, quindi non preordinato ad evitare l’evento verificatosi).

Cassazione civile sez. III, 27/02/2019, n.5729

Sosta di un veicolo al servizio del titolare di un contrassegno per disabili

Non può considerarsi gratuita la sosta di un veicolo dotato dello speciale contrassegno per i disabili nelle zone delimitate dalle strisce blu. Infatti, gli art. 188, 3 comma, cod.strad. e 11, 1 comma, D.P.R.. n. 503/1996 prevedono per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e dai divieti e limitazioni della sosta disposti dall’autorità competente, ma l’obbligo del pagamento di una somma è cosa diversa dal divieto o limitazione della sosta, come del resto è confermato dall’art. 4 C.d.S., comma 4, lett. d), (per il quale l’ente proprietario della strada può “vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli”), che li considera alternativi.

Né può invocarsi, a sostegno di una diversa interpretazione, l’esigenza di favorire la mobilità delle persone disabili. Dalla gratuità – anziché onerosità come per gli altri utenti – della sosta deriva, infatti, un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità – piuttosto che dalla gratuità – del posto dove sostare, sicché, anche in caso di indisponibilità dei posti riservati ai sensi del D.P.R. n. 503 del 1996, art. 11, comma 5, non vi è ragione di consentire, in mancanza di previsione normativa, la sosta gratuita alla persona disabile che abbia trovato posto negli stalli a pagamento.

Tribunale Bari sez. III, 27/06/2018, n.2737

Diversi trattamenti sanzionatori 

Va dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 15, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 che prevede due diversi trattamenti sanzionatori in caso di divieto di sosta e di violazione della sosta limitata o regolamentata perché prolungata oltre il limite.

Corte Costituzionale, 30/05/2018, n.111

Segnaletica stradale e divieto di sosta

In tema di segnaletica stradale, sulla legittimità del provvedimento amministrativo che ha imposto il divieto di sosta in una determinata zona non incide l’eventuale mancanza delle indicazioni che, ai sensi dell’art. 77, comma 7, d.P.R. n. 495 del 1992, vanno riportate sulla parte posteriore del relativo segnale stradale.

L’obbligatorietà della prescrizione contenuta nel detto segnale, infatti, dipende esclusivamente dalla legittimità dell’apposizione del segnale stesso, la quale – come per tutti gli atti amministrativi – è correlata alla provenienza dell’ordine dall’autorità competente e al rispetto delle forme prescritte e delle disposizioni primarie e secondarie che regolano il potere specifico.

Cassazione civile sez. II, 07/05/2018, n.10867

Divieto di sosta e validità della multa

Al fine della validità dell’accertamento della violazione del divieto di sosta, è sufficiente che vi sia la visibilità di un sol tipo di segnaletica (verticale o orizzontale) anche in difetto della compiuta e contemporanea visibilità di entrambi i detti tipi di segnaletica.

Cassazione civile sez. II, 31/01/2018, n.2417

Divieto di sosta: inosservanza

Con riguardo all’inosservanza del divieto di sosta di autoveicoli, l’apposizione all’esterno della vettura di un foglietto di preavviso risponde ad una mera prassi e non costituisce equipollente della contestazione dell’infrazione, sicché la sua omissione è priva di effetti, fermo restando l’obbligo di effettuare detta contestazione a norma dell’art. 14 della l. 24 novembre 1981 n. 689, cioè mediante notificazione degli estremi, ove non sia stata possibile in via immediata e personale.

Tribunale Bari sez. III, 06/02/2017, n.645

Diniego di OSP: obbligo di motivazione

L’Amministrazione, nella sua discrezionalità, può anche porre a fondamento di un diniego di OSP ragioni diverse da quelle elencate nella delibera n. 75/2010 e ritenere, ad esempio, ostativa la presenza di un divieto di sosta su entrambi i lati della strada; essa, tuttavia, deve – in questi casi – assolvere ad un esaustivo obbligo di motivazione circa la comparazione degli interessi coinvolti, il che è avvenuto nel caso di specie in sede di integrazione postuma ma non con gli atti del procedimento.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 05/04/2017, n.4249

Vietare la sosta in un’area su ambo i lati: scelta della PA

La scelta della Pubblica Amministrazione di vietare la sosta in un’area su ambo i lati, per le esigenze della circolazione, rientra nell’ambito della discrezionalità della Pubblica amministrazione, il cui sindacato sfugge al giudice amministrativo, salve le ipotesi di macroscopica irrazionalità, irragionevolezza, illogicità, arbitrarietà o travisamento di fatto.

Consiglio di Stato sez. V, 05/07/2017, n.3285

Gli automobilisti hanno il diritto di accedere all’elenco dei soggetti multati?

Il Comune non è tenuto a fornire all’automobilista sanzionato per divieto di sosta l’elenco degli altri trasgressori e l’accesso indiscriminato ai verbali. Al massimo l’utente può pretendere di conoscere quanti soggetti sono stati multati in quella determinata circostanza.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 15/03/2017, n.81

Minaccia a pubblico ufficiale: configurabilità del reato

Ai fini della configurabilità del reato di minaccia a pubblico ufficiale di cui all’art. 336 cod. pen., le azioni intimidatorie devono essere atte ad ostacolare l’esercizio del complesso di competenze e funzioni del pubblico ufficiale, non assumendo rilevanza lo specifico servizio da questi in concreto svolto.

(Fattispecie relativa ad espressioni e condotte minatorie di un automobilista nei confronti di un vigile urbano, impegnato nel servizio scolastico di presidio alle strisce pedonali, che gli aveva intimato verbalmente di spostare l’autovettura contromano e in divieto di sosta).

Cassazione penale sez. VI, 09/02/2017, n.14883

Infrazioni al divieto di sosta nel territorio del Comune

In tema di violazioni al codice della strada consistenti in infrazioni al divieto di sosta nel territorio del comune, qualora le funzioni di prevenzione ed accertamento siano attribuite ad ausiliari del traffico dipendenti comunali, non si applica il limite, previsto per i dipendenti delle società concessionarie, della soggezione delle relative aree a concessione di parcheggio, pur sussistendo la necessità, funzionale all’esigenza che gli ausiliari del traffico posseggano specifici requisiti fissati dalla legge, della nominativa individuazione dell’accertatore con specifico provvedimento di investitura, come tale soggetto a verifica sia in sede di accesso agli atti sia in sede di giudizio.

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2014, n.21268

Accertamento e contestazione delle violazioni del divieto di sosta

L'”ausiliario del traffico” riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio all’atto dell’accertamento e contestazione delle violazioni attinenti al divieto di sosta nella aree oggetto di concessione.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza che aveva ritenuto configurabile il delitto previsto dall’art. 337 c.p. nei confronti di un ausiliario del traffico, costretto con minaccia ad eliminare un verbale di accertamento relativo al mancato pagamento del ticket per la sosta di un’autovettura).

Cassazione penale sez. VI, 16/04/2014, n.28521

Rimozione forzata dei veicoli in divieto di sosta

Non configura il delitto di peculato, bensì un mero inadempimento contrattuale, il mancato versamento al comune appaltante, da parte della società incaricata del servizio di rimozione forzata dei veicoli in divieto di sosta, della quota pattuita in relazione alle somme coattivamente riscosse dai privati, a titolo di remunerazione del servizio prestato, in quanto il denaro non corrisposto non è qualificabile come “altrui” rispetto al soggetto obbligato. (Conf. Sez. VI, sent. n. 16165, 16166 e 16167 del 2014, non mass.).

Cassazione penale sez. VI, 27/03/2014, n.16164



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