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Responsabilità commercialista: ultime sentenze

8 Luglio 2019
Responsabilità commercialista: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 8 Luglio 2019



Le ultime sentenze su: responsabilità del commercialista; dichiarazione dei redditi; inadempimento del professionista; contestazione dell’operato del commercialista; radiazione dall’Albo professionale del commercialista; assicurazione per la responsabilità civile derivante dall’attività professionale.

Nell’ipotesi dell’errato invio della dichiarazione dei redditi, è responsabile il commercialista o la società di consulenza? Quali sono i criteri per verificare la sussistenza della responsabilità del professionista? Devono essere rimborsati gli onorari versati al commercialista che ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze sulla responsabilità del commercialista.

Responsabilità professionale del commercialista

È principio acquisito che il professionista commercialista debba considerarsi responsabile nei confronti del proprio cliente ai sensi degli artt. 2236 e 1176 c.c. in caso di incuria o di ignoranza di disposizioni di legge e, in genere, nei casi in cui, per negligenza, imprudenza o imperizia, comprometta la posizione del proprio assistito nei confronti dell’Erario.

Nel caso di inadempimento del professionista cui il contribuente attribuisca il compito di curare gli adempimenti fiscali, il danno risarcibile è rappresentato di norma dai maggiori oneri che il contribuente è costretto a sostenere nei confronti dell’Amministrazione quale conseguenza, causalmente rilevante, dell’errore commesso dal commercialista

(Fattispecie relativa alla responsabilità contrattuale di un commercialista che aveva erroneamente ritenuto che la contribuente, una volta deciso di procedere alla rivalutazione del patrimonio sociale, dovesse versare al fisco, oltre alla imposta sostitutiva del 6% sul maggior valore degli immobili iscritti in bilancio secondo il valore di mercato corrente, anche una ulteriore imposta del 7%, da calcolarsi sulla plusvalenza, prevista al fine di rendere liberamente utilizzabile la riserva alla quale andava imputato in base all’art. 13 L. 342/2000 il saldo attivo risultante dalle rivalutazioni eseguite).

Tribunale Milano sez. I, 04/07/2018, n.7514

Responsabilità del professionista: quando sussiste?

La responsabilità del professionista, a norma dell’art. 2236 cod.civ., è limitata alle sole ipotesi di dolo o colpa grave qualora l’esecuzione della prestazione d’opera implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, nozione che ricomprende non solo la necessità di risolvere problemi insolubili o assolutamente aleatori, ma anche l’esigenza di affrontare problemi tecnici nuovi, di speciale complessità, che richiedano un impegno intellettuale superiore alla media, o che non siano ancora adeguatamente studiati dalla scienza.

(Fattispecie relativa alla responsabilità professionale di un commercialista che, non avvedendosi, per colpa professionale, della non tassabilità al 7% del saldo attivo di rivalutazione per le imprese in contabilità semplificata nell’ipotesi in cui fosse stato redistribuito come utili ai soci, aveva fatto sì che la società cliente pagasse ugualmente l’imposta, con conseguente danno, nonostante fosse intervenuta chiara indicazione da parte della Agenzia delle Entrate per mezzo della circolare del 26.01.2001, e non potesse dunque predicarsi la colpa lieve del commercialista).

Tribunale Milano sez. I, 04/07/2018, n.7514

Domanda di rimborso del credito Iva e di compensazione con altro debito fiscale

La domanda di rimborso del credito IVA deve essere tenuta distinta da quella di compensazione dell’imposta con altro debito fiscale, sicchè, laddove l’istanza del contribuente sia formulata in termini di compensazione, e non denoti l’inequivocabile volontà di ottenere il rimborso del credito (mediante l’indicazione del credito nel quadro “RX4” nella dichiarazione annuale), non si applica il termine ordinario decennale di prescrizione, bensì quello di decadenza biennale previsto dall’art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992.

(Fattispecie relativa alla responsabilità professionale di un commercialista per la perdita del diritto al rimborso del credito IVA di una società sua cliente, dovuto all’indicazione dello stesso come credito di cui si chiedeva la compensazione).

Cassazione civile sez. III, 22/11/2018, n.30168

Il conferimento dell’incarico al commercialista

In tema di responsabilità professionale di commercialisti e consulenti contabili, qualora sia in contestazione l’operato del commercialista che non abbia presentato le dichiarazioni dei redditi del contribuente, deve ritenersi implicitamente conferito, se non diversamente concordato dalle parti, il compito di procedere all’invio telematico ovvero, in alternativa, alla riconsegna della dichiarazioni dal medesimo compilate al contribuente, il quale, per un verso, viene così edotto del mancato invio e, per altro verso, può autonomamente provvedere al relativo adempimento magari rivolgendosi a un centro di assistenza autorizzato.

Tribunale Palermo sez. I, 09/05/2018, n.2186

Errore professionale commesso dal commercialista

Nel caso di inadempimento del professionista cui il contribuente attribuisca il compito di curare gli adempimenti fiscali, il danno risarcibile è rappresentato dai maggiori oneri che il contribuente è costretto a sostenere nei confronti dell’Amministrazione per effetto dell’errore commesso dal commercialista.

Tuttavia l’esame del fondamento dell’azione risarcitoria impone di verificare, oltre che la sussistenza degli inadempimenti professionali, anche la loro efficacia causale rispetto all’evento di danno che è stato prospettato dal contribuente, vale a dire la perdita patrimoniale, ossia sanzioni, interessi e spese, derivanti dall’erronea presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa e dalla successiva illegittima compensazione.

Tribunale Milano sez. I, 02/03/2018, n.2475

Errato invio della dichiarazione dei redditi

Il presupposto che l’errore nella dichiarazione dei redditi sia stato fatto dalla società di consulenza non toglie la responsabilità professionale al commercialista nei confronti dei suoi clienti; l’impresa che ha il rapporto con il commercialista ha diritto ad essere risarcita per l’errore.

Cassazione civile sez. III, 13/02/2018, n.3429

Polizza assicurativa per la responsabilità del commercialista: quando opera?

In tema di assicurazione per la responsabilità civile derivante dalla attività professionale svolta da un commercialista, ai fini dell’operatività della polizza assicurativa, deve essere accertato se il comportamento posto in essere rientri nell’ambito dell’attività individuata dalla polizza come risarcibile e quindi se il danno sia stato causato dal professionista, direttamente attraverso l’attività professionale carente, o indirettamente per carenze organizzative o di diligenza del proprio studio delle quali egli indirettamente risponde, non essendo tenuto ad indicare all’assicuratore l’effettivo, materiale responsabile dell’attività dannosa, sia essa attiva o omissiva che potrebbe non essere neppure in grado di individuare con certezza.

Cassazione civile sez. III, 26/09/2017, n.22339

Criteri di verifica della responsabilità del professionista

La responsabilità del professionista (nel caso di specie commercialista) non sussiste per il solo fatto del non corretto adempimento dell’attività professionale, occorrendo verificare se l’evento pregiudizievole lamentato dal cliente sia riconducibile alla condotta del primo, se vi sia stato effettivamente un danno e se, ove il professionista avesse tenuto il comportamento dovuto, il cliente, alla stregua di criteri probabilistici, avrebbe potuto conseguire un risultato per sé più favorevole.

Tribunale Roma sez. XI, 05/07/2017, n.13623

Responsabilità della custodia della documentazione

Nel nostro ordinamento, così come statuito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 24823 del 9 gennaio 2015, non è previsto il ricorso generalizzato al contraddittorio preventivo. Quest’ultimo è previsto in casi specifici quali accessi, ispezioni, verifiche fiscali effettuate nei locali di esercizio dell‘attività imprenditoriale o professionale del contribuente. Infatti, in tali casi, l’esigenza soddisfatta è anche quella di compiere un confronto sui ‘risultati delle verifiche’ effettuate dall’ente impositore in quanto presupposto dei chiarimenti chiesti al contribuente.

L’eventuale radiazione dall’Albo professionale del commercialista incaricato della tenuta della contabilità sociale non costituisce una valida giustificazione della ‘mancata produzione di Documentazione’.

Tale circostanza, infatti, non esula dalla responsabilità della custodia della documentazione sociale che fa capo agli organi della governance societaria. Il nostro ordinamento, inoltre, prevede termini di custodia che travalicano la vita sociale interessando anche le società cessate.

Comm. trib. prov.le Pavia sez. III, 20/01/2017, n.16

Rimborso degli onorari versati al commercialista

Vanno rimborsati gli onorari versati al commercialista in qualità di consulente tributario avendo lo stesso omesso di presentare la dichiarazione annuale dei redditi.

Tribunale Roma sez. XIII, 18/01/2017, n.786

Imposta regionale sulle attività produttive

In tema di IRAP, ai fini della ricorrenza del presupposto dell’autonoma organizzazione, i compensi corrisposti al commercialista non dipendente per la tenuta della contabilità non assumono rilevanza, essendo compresa tale attività, per la quale è richiesto un apporto tecnico in ragione delle connesse responsabilità anche fiscali, nella gestione minimale di qualunque attività professionale.

Cassazione civile sez. VI, 20/10/2016, n.21331


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